
Tra terremoti, sorprese e capolavori: Diego trascina l’Argentina verso il secondo titolo mondiale
Il Mondiale del 1986 si disputa in Messico, primo Paese nella storia a ospitare la competizione per la seconda volta. Nonostante i gravi terremoti che avevano colpito la nazione nei mesi precedenti, gli impianti sportivi risultano agibili e la manifestazione può svolgersi regolarmente. Sarà un torneo destinato a entrare nella leggenda grazie a un protagonista assoluto: Diego Armando Maradona.
L’Italia campione del mondo in carica fatica fin dall’inizio. La squadra guidata da Enzo Bearzot pareggia con Bulgaria e Argentina e ottiene la qualificazione soltanto grazie al sofferto successo sulla Corea del Sud. Tra le novità dell’organico figurano giovani come De Napoli, Vialli e Galderisi, ma il percorso azzurro si interrompe già agli ottavi contro la Francia, vittoriosa 2-0 con reti di Platini e Stopyra.
Nella fase a gironi emergono diverse sorprese. Il Messico chiude al primo posto nel proprio raggruppamento, mentre avanzano senza particolari problemi Francia, Brasile e Spagna. Fa sensazione la Danimarca, all’esordio assoluto nella competizione, e ancora di più il Marocco, che diventa la prima nazionale africana a raggiungere gli ottavi di finale di un Mondiale.
Tra gli ottavi spiccano il netto successo della Spagna sulla Danimarca, trascinata da quattro gol di Butragueño, e il derby sudamericano vinto dall’Argentina contro l’Uruguay grazie a Pasculli. Nei quarti il Belgio elimina la Spagna ai rigori, la Germania supera il Messico dagli undici metri e la Francia estromette il Brasile dopo una spettacolare sfida conclusa anch’essa ai calci di rigore.
Il 22 giugno arriva la partita simbolo dell’intero torneo: Argentina-Inghilterra. Maradona segna prima con il celebre tocco di mano passato alla storia come “Mano de Dios”, poi realizza una straordinaria azione personale culminata in quello che molti considerano il gol più bello di sempre. Il 2-1 finale consacra definitivamente il numero dieci argentino.
In semifinale l’Argentina supera il Belgio grazie a una doppietta di Maradona, mentre la Germania elimina la Francia con le reti di Brehme e Völler. La finale dello stadio Azteca offre emozioni fino all’ultimo minuto: l’Argentina vola sul 2-0 con Brown e Valdano, ma i tedeschi reagiscono e pareggiano con Rummenigge e Völler. A due minuti dal termine, un illuminante assist di Maradona libera Burruchaga, che firma il definitivo 3-2.
L’Argentina conquista così il suo secondo titolo mondiale. Più ancora che il trionfo di una nazionale, il Messico 1986 rimane il Mondiale di Maradona: un torneo in cui il talento, la fantasia e il carisma del fuoriclasse argentino hanno raggiunto una dimensione quasi mitologica.
Mario Bocchio
LA MANO DE DIOS
IL DRAMMA
IL SOGNO DANESE
L’ALTRO PERSONAGGIO
KENNY L’INGLESE
IL PREFERITO DI MARADONA
LA SCOMMESSA
IL PORTIERE DEL BELGIO
L’IMPRESA DEL MAROCCO
IL TEMPO HA PARLATO
