Il portiere che segnò una doppietta
Set 22, 2026

Cesidio Oddi e quella domenica irripetibile: due rigori trasformati contro il Cagliari e una pagina curiosa della storia del calcio italiano

Il portiere, per definizione, dovrebbe stare dall’altra parte del campo. Il suo compito è impedire che il pallone entri nella propria porta, non certo cercare di metterlo in quella avversaria. Eppure, in una domenica di marzo del 1988, Cesidio Oddi fece qualcosa che ancora oggi resta una delle più singolari anomalie del calcio italiano: segnò due gol nella stessa partita di campionato.

Cesidio Oddi, ricordi palermitani

Era il 6 marzo e allo stadio San Francesco di Nocera Inferiore arrivava il Cagliari. In palio c’erano punti pesanti per la salvezza. La Nocerina viveva una stagione complicata, dentro e fuori dal campo, con una situazione societaria sempre più difficile e una classifica che non lasciava tranquilli. Sugli spalti c’erano migliaia di persone, nonostante il freddo e il vento.

In porta c’era Cesidio Oddi, abruzzese di Trasacco, trentuno anni e una carriera costruita soprattutto tra Serie B e Serie C. Aveva giocato con L’Aquila, Palermo, Cremonese, Cosenza e Cavese, prima di tornare alla Nocerina, squadra con cui aveva già conquistato una promozione dalla C2.

Portiere nel Cosenza

Quel pomeriggio, però, Oddi non si sarebbe limitato a difendere. La Nocerina aveva perso il proprio specialista, Gaetano Musella, e l’allenatore Vincenzo Montefusco aveva deciso di affidare i rigori proprio al portiere. Non era una scelta improvvisata. Oddi si allenava regolarmente dal dischetto e possedeva un buon calcio. Soprattutto, non sembrava soffrire la pressione.

Genova, stadio “Luigi Ferraris”, 29 agosto 1984. La formazione della Cavese scesa in campo nella sconfitta esterna contro la Sampdoria valevole per il primo turno della Coppa Italia 1984-’85. Da sinistra, in piedi: Cesidio Oddi, Gianluca Signorini, Roberto Andreoli, Germano Carnevale, Francesco La Rosa, Federico Bobbiesi; accosciati: Fabio Fratena, Giuseppe Pavone (capitano), Adriano Malisan, Luciano Malaman, Sergio Mari.

Il primo rigore arrivò al 21′. Bizzarri venne atterrato in area e l’arbitro indicò il dischetto. Oddi lasciò la propria porta e attraversò il campo. Dall’altra parte trovò Mario Ielpo. Il portiere del Cagliari aveva davanti a sé un avversario decisamente insolito. Oddi non cambiò idea all’ultimo momento: calciò deciso, spiazzando Ielpo. Uno a zero. Poi tornò al suo posto e riprese a fare il portiere.

Due fotogrammi di Oddi in azione

La Nocerina raddoppiò nella ripresa, ma il Cagliari reagì. Bernardini accorciò le distanze e gli ospiti iniziarono a mettere sotto pressione i padroni di casa. Oddi dovette intervenire più volte per difendere quel fragile vantaggio. Fino al minuto 89. Ancora Bizzarri protagonista, ancora un fallo in area, ancora rigore. Oddi dovette ripercorrere tutto il campo per la seconda volta. Questa volta Ielpo intuì la traiettoria. Si mosse nella direzione giusta, arrivò sul pallone e lo sfiorò. Ma non bastò. La conclusione finì ugualmente in rete. Tre a uno.

Il portiere aveva appena segnato la sua seconda rete della giornata. I compagni lo festeggiarono come un attaccante e dagli spalti arrivò l’esplosione di entusiasmo di una città che in quella stagione aveva accompagnato la squadra anche nei momenti più difficili. Oddi, invece, poteva finalmente tornare tra i pali con la certezza di aver fatto qualcosa che difficilmente avrebbe dimenticato. Aveva un compagno inseparabile: Bambulè, un imponente alano grigio che lo seguiva anche agli allenamenti. Il portiere era molto legato al suo cane, tanto da dedicargli questa memorabile impresa.

Sono stati due, in due distinti periodi, le stagioni di Oddi nella Nocerina

“Sono glaciale”, raccontò anni dopo ricordando quei rigori. La sicurezza, del resto, aveva radici lontane. Il primo penalty della sua carriera lo aveva calciato nelle giovanili della Roma, in un derby contro la Lazio. Anche allora aveva segnato. Montefusco aveva visto in lui la freddezza necessaria. Non bastava saper calciare: serviva soprattutto non avere paura di sbagliare. Quel pomeriggio Oddi non ebbe paura.

La sua storia, però, non si fermò a Nocera. Dopo la stagione con la Nocerina passò al Venezia prime a al Ravenna poi, dove riuscì ancora a togliersi una curiosa soddisfazione: segnò un rigore e, nella stessa partita, ne parò uno. La sua carriera sarebbe terminata qualche anno più tardi a Cerveteri, dopo una lunga esperienza tra i professionisti: 57 presenze in Serie B, 124 in C1, 180 in C2 e 66 in Serie D. Ma il ricordo più particolare sarebbe rimasto inevitabilmente legato a quella domenica.

A guardia della porta del Venezia

Anche perché il destino, nel finale della carriera, gli avrebbe restituito l’altra faccia del calcio di rigore. Nello spareggio contro la Juve Stabia, con il Cerveteri in lotta per la permanenza in categoria, Oddi sbagliò un penalty decisivo. Una parabola perfetta per raccontare il calcio: prima l’impresa, poi l’errore. Prima l’uomo che diventa eroe, poi il professionista che scopre ancora una volta quanto possa essere sottile il confine tra gloria e rimpianto.

Eppure nessuno potrà cancellare quella domenica di Nocera Inferiore. Perché un portiere può anche segnare un gol. Può capitare. Ma segnarne due nella stessa partita di campionato, entrambi su rigore, è tutta un’altra storia. Cesidio Oddi ci riuscì. E per una volta il numero uno fu anche il bomber della domenica.

Mario Bocchio

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