Gianpiero Combi, una leggenda tra i pali
Apr 12, 2022
Un giovane Combi

Gianpiero Combi nacque a Torino in corso San Martino il 20 dicembre 1902. Suo padre Giovanni aveva una avviata attività di commercio di liquori (specialità era il marsala all’uovo Combi),sua madre si chiamava Cristina Cabodi e aveva un fratello di nome Maurizio.

Frequentò le scuole elementari presso la “Ricardi di Netro” posta nella via omonima, ma più che nello studio si distingueva nell’educazione fisica. Nel 1915 il padre decise di mandarlo in un collegio a Pinerolo. Ci rimase per un anno, la passione e la predisposizione per il calcio crebbero proprio in quel periodo. Conobbe i fratelli Martin, futuri avversari nel derby della Mole.

Per la sua straordinaria agilità tra i pali venne soprannominato Fusetta,che in piemontese significa lampo.

Tornato a Torino, durante il periodo della Prima Guerra NMondiale, ebbe i primi approcci con la famiglia juventina, che in quel periodo aveva come campo di la  gioco Piazza d’Armi Nuova. Dato il momento particolare, lo stato pensò bene di requisire l’area per trasformarla in un allevamento di maiali.

Il portiere Gianpiero Combi e il difensore Antonio Bruna alla Juventus, in posa all’interno del “Campo Juventus” di Torino, in corso Marsiglia

A scuola continuò a distinguersi nelle attività sportive, era socio della Reale Società Ginnastica di Torino con specialità nel salto e nella corsa veloce.

Al termine della guerra le doti del portierino Combi incominciarono ad emergere nei Boys della Juventus: nel 1919 passò repentinamente dalla terza squadra a quella delle riserve.

Tuttavia, la concorrenza in prima squadra era agguerrita, la Juventus aveva validi portieri come Paolucci, Emprin, Rimini e Barucco.

Scoraggiato dalla prospettiva di rimanere ai margini, cominciò a guardarsi intorno, nonostante la sua fede incrollabile nei colori bianconeri. Non volendosi spostare dalla sua città natale, provò un approccio con il Torino incontrando Vittorio Pozzo, che all’epoca era direttore tecnico del club granata.

Si videro al “Ristorante della Posta”, ritrovo abituale dell’entourage del Torino presso piazza Carlo Alberto. Pozzo fu abbastanza categorico: gli disse che il ruolo era sufficientemente coperto da Baroli e Stuardi, due elementi di valore.

Ritornato alla Juventus, dopo un ulteriore periodo tra le riserve, cominciò ad entrare nel giro della prima squadra. Ciò avvenne in alcune amichevoli contro la Pro Vercelli. Il debutto in campionato avvenne il 30 ottobre 1921 nell’incontro casalingo Juventus-Spezia. Complice l’indisponibilità del portiere Barucco il ventenne Gianpiero Combi si ritrovò titolare.

Virginio Rosetta (a sinistra), Combi e Umberto Caligaris: hanno formato una formidabile combinazione sia nella Juventus che nella Nazionale

In base alle cronache del tempo fu proprio una sua parata “difettosa” a favorire il definitivo 2-2. Dopo l’esordio ritornò fra le riserve, ma solo per qualche mese: durante Andrea Doria- Juventus del 22 gennaio 1922 il titolare Barucco si infortunò seriamente (in quel frangente fu sostituito tra i pali dal mediano Masera), la Juventus perse 6-2 in inferiorità numerica.

Dalla giornata successiva, il giovane Combi diventò titolare inamovibile e lo rimase fino al 1934.

Combi (a sinistra) saluta il cecoslovacco František Plánička, un altro dei grandi portieri del periodo interbellico, prima della finale della Coppa Rimet 1934 a Roma

Colpo d’occhio, tuffi, senso della posizione, e soprattutto il coraggio nel gettarsi tra i piedi degli attaccanti avversari furono le sue doti particolari. Quest’ultima caratteristica – il coraggio di buttarsi tra le gambe degli avversari – fu una costante della sua carriera, nel 1931 si infortunò in maniera seria in un incontro di campionato contro il Modena. Con la Juventus vinse cinque Scudetti.

Nella Nazionale italiana campione del mondo nel 1934

In nazionale esordì nel 1924, fu bronzo alle Olimpiadi di Amsterdam nel 1928, vinse due Coppe Internazionali e, soprattutto, fu campione del mondo nel 1934.

Il successo degli Azzurri e di Combi sui giornali dell’epoca

Chiuse la sua carriera  proprio in quel frangente con parate eccezionali in tutti gli incontri. E pensare che non doveva essere nemmeno titolare senza l’infortunio del pur bravo Ceresoli.

P.S.  Il 18 aprile 1926 fu curiosamente guardalinee durante l’amichevole di Zurigo tra la Svizzera e l’Italia.

Antonio Priore

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