Rolff-Avellino, l’affare che sembrava fatto e finì in un giallo di mercato
Ago 31, 2026

Estate 1987, l’Avellino sogna il grande colpo: il campione tedesco arriva in Irpinia, incontra Graziano e sembra pronto a firmare. Poi il contratto con il Bayer Leverkusen trasforma l’operazione in una lunga e tormentata telenovela

L’estate del 1987 ad Avellino comincia con un vuoto pesante da colmare. José Dirceu, talento brasiliano e uno dei protagonisti delle ultime stagioni biancoverdi, ha lasciato l’Irpinia e il presidente Antonio Graziano è deciso a trovare un giocatore capace di dare personalità, forza ed esperienza al centrocampo. Sulla panchina c’è Luis Vinicio, chiamato a guidare una squadra costruita intorno a un interessante equilibrio tra giocatori esperti e giovani in rampa di lancio: da Colomba a Benedetti, da Bertoni a Boccafresca, fino a Di Mauro e Gazzaneo.

Wolfgang Rolff nell’Amburgo in occasione della finale di Coppa dei Campioni contro la Juventus

La società cerca però qualcosa in più. Un uomo capace di cambiare il volto della mediana. Un acquisto importante, possibilmente internazionale. E il nome che comincia a circolare è quello di Wolfgang Rolff. Il tedesco, classe 1959, non è certo un giocatore qualunque. È un centrocampista di grande struttura fisica, abituato al calcio di vertice e già protagonista con la nazionale della Germania Ovest, con la quale ha conquistato il secondo posto ai Mondiali messicani del 1986. La sua carriera è ormai quella di un professionista affermato: dopo gli inizi al TSV Lamstedt, è passato dal Bremerhaven al Fortuna Colonia, prima di approdare all’Amburgo.

Ed è proprio con l’Amburgo che Rolff vive gli anni più importanti della sua carriera. Tra il 1982 e il 1986 colleziona un numero impressionante di presenze e diventa parte integrante della squadra allenata da Ernst Happel. La stagione 1982-‘83 entra nella storia: l’Amburgo conquista il campionato tedesco e, soprattutto, alza la Coppa dei Campioni battendo in finale la Juventus. Rolff è dunque uno dei protagonisti di una formazione capace di salire sul tetto d’Europa.

Mundial ’86 in Messico, con la Germania Ovest nella sfida con la Francia di Platini

Nel 1986 il centrocampista cambia maglia e approda al Bayer Leverkusen. È qui che, nell’estate successiva, nasce l’idea dell’Avellino. Graziano vuole portarlo in Italia e, almeno inizialmente, l’operazione sembra avere tutte le caratteristiche del grande affare. Il 3 luglio 1987 arriva l’annuncio che fa sognare i tifosi irpini. Rolff è ad Avellino. Il giocatore si trova in vacanza a Capri e incontra il presidente Graziano a Fisciano. Le parti si parlano, discutono e alla fine si stringono la mano. L’intesa appare raggiunta. Manca soltanto la firma. Ed è proprio quel dettaglio, apparentemente semplice, a trasformare una trattativa già considerata conclusa in una delle più curiose vicende del mercato biancoverde.

Una formazione dell’Avellino per la stagione 1987-’88

Rolff chiede qualche giorno di tempo per sistemare i rapporti con il Bayer Leverkusen. Emergono infatti i problemi legati al suo contratto: il centrocampista è ancora vincolato al club tedesco e ha davanti a sé altri due anni di accordo. L’Avellino è disposto a investire una cifra considerevole, ma il Leverkusen non sembra affatto intenzionato a lasciar partire il proprio giocatore.

Da quel momento comincia una partita parallela, lontana dal campo ma non meno combattuta. Telefonate, incontri, rassicurazioni e rinvii alimentano per giorni le speranze dell’Avellino. La società irpina prova a far quadrare l’operazione, mentre dalla Germania arrivano segnali sempre meno incoraggianti. Il tempo passa e quella che sembrava una formalità diventa un vero caso di mercato. Rolff non riesce a liberarsi dal contratto e il trasferimento verso l’Irpinia, nonostante l’accordo di massima raggiunto con Graziano, si arena definitivamente. Per l’Avellino è una grande occasione sfumata. Per Rolff, invece, il futuro resta in Germania.

Wolfgang Rolff nel Bayer Leverkusen

E il destino, qualche mese più tardi, regalerà alla vicenda un finale quasi beffardo. Nella stagione 1987-‘88 l’Avellino conoscerà infatti la retrocessione in Serie B. Il Bayer Leverkusen, al contrario, vivrà una delle annate più importanti della propria storia europea e conquisterà la Coppa UEFA, con Rolff protagonista e addirittura capitano.

Quella firma mai arrivata assume così, con il senno di poi, un significato particolare. L’Avellino aveva cercato nel tedesco l’uomo capace di dare nuova forza alla squadra dopo la partenza di Dirceu. Rolff era stato a un passo dal vestire il biancoverde, aveva incontrato il presidente, aveva praticamente raggiunto un’intesa. Ma tra l’Irpinia e il campione tedesco rimase sempre di mezzo quel contratto con il Bayer Leverkusen. Una trattativa nata sotto il sole di Capri e conclusa con un nulla di fatto. Una di quelle storie che appartengono alla parte più affascinante del calcio di una volta, quando un acquisto poteva essere annunciato, quasi concluso e poi improvvisamente svanire tra una telefonata dalla Germania e una clausola contrattuale. Rolff non diventò mai un giocatore dell’Avellino. E, guardando ciò che accadde pochi mesi dopo, forse il destino aveva già scritto per lui un’altra strada: quella che lo avrebbe portato a sollevare un altro trofeo europeo con la maglia del Bayer Leverkusen.

Mario Bocchio

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