Dinamo Tbilisi, l’età dell’oro: quando la Georgia incantò l’Europa
Ago 29, 2026

Dal primo titolo del 1936 alla doppia conquista del campionato sovietico e della Coppa delle Coppe del 1981: la storia di una squadra diventata simbolo del calcio georgiano

La Dinamo Tbilisi è stata molto più di una squadra di calcio. Nella storia dello sport sovietico rappresentò un’isola di fantasia, tecnica e talento. Una squadra capace di sfidare i grandi club dell’URSS e, soprattutto, di sorprendere l’Europa con un calcio elegante, offensivo e lontano dagli stereotipi del football sovietico.

La sua storia cominciò nel 1936, quando la Dinamo conquistò il campionato della Seconda Divisione sovietica. Era il primo trofeo di una società destinata, nei decenni successivi, a diventare una delle realtà più prestigiose del calcio dell’Unione Sovietica. Ma per arrivare alla leggenda sarebbe servito ancora molto tempo.

Il ricordo della sfida europea con Liverpool

Il primo titolo nel 1936

Nel campionato di Seconda Divisione del 1936 partecipavano appena sette squadre. La Dinamo Tbilisi disputò sei partite, rimanendo imbattuta: cinque vittorie e un pareggio, ottenuto all’esordio contro lo Stalinec Mosca. I georgiani segnarono 19 gol e ne subirono soltanto quattro.

Tra i protagonisti c’era Boris Paičadze, autore di sette reti in cinque partite. La Dinamo vinse anche con risultati spettacolari: 5-0 contro la Dinamo Dnipropetrovsk e addirittura 6-1 in trasferta contro lo Spartak Leningrado. Quel successo aprì le porte della massima divisione. E da quel momento la Dinamo non sarebbe più uscita dall’élite del calcio sovietico.

Le finali perse e la lunga attesa

Il rapporto tra la Dinamo Tbilisi e la Coppa dell’URSS fu, per molti anni, tormentato. Già nel 1936 la squadra raggiunse la finale, ma il 28 agosto perse 2-0 contro la Lokomotiv Mosca. Un anno più tardi arrivò nuovamente all’atto conclusivo. Stavolta l’avversario era la Dinamo Mosca. I georgiani passarono in vantaggio con Vladimir Berdzenishvili, ma gli avversari ribaltarono la partita e vinsero 5-2. Nel 1946 arrivò un’altra finale, ancora una volta persa. Lo Spartak Mosca si impose ai tempi supplementari grazie a un gol di Timakov al 99′.

Passarono gli anni. La Dinamo continuò a sfiorare il trofeo, alternando eliminazioni ai quarti, agli ottavi e in semifinale. Poi arrivò il 1960. La finale contro la Torpedo Mosca fu una vera battaglia. La Dinamo pareggiò tre volte, l’ultima a soli tre minuti dalla fine con Tengiz Melashvili. Ai supplementari sembrava inevitabile l’arrivo dei rigori. Ma il destino aveva altri programmi. Al 120′ Ivanov trovò il gol che consegnò il trofeo allaTorpedo. Ancora una volta, Tbilisi era rimasta a mani vuote.

1976: finalmente la Coppa

La svolta arrivò nel 1976. La Dinamo affrontò il Metallurg e lo eliminò ai rigori. Poi travolse lo Zenit Leningrado 3-0, superò il Karpaty 2-1 e in semifinale eliminò lo Shakhtar Donetsk per 2-0. In finale, il 3 settembre a Mosca, c’era l’Ararat Erevan. Questa volta non ci fu storia. La Dinamo dominò la partita e vinse 3-0. A segno andarono David Kipiani, Revaz Kanteladze e Vladimir Celebadze. Dopo sei finali perse, finalmente il trofeo era nelle mani dei georgiani. La maledizione era spezzata.

Dinamo Tbilisi – Spartak Mosca 3-1, 1981

Il bis del 1979

Tre anni più tardi la Dinamo tornò in finale. Questa volta l’avversario era la Dinamo Mosca. Dopo 120 minuti il risultato era ancora 0-0. La partita si decise ai rigori. Fu una sequenza drammatica. Kipiani sbagliò il primo penalty, ma Gabelia respinse quello del moscovita Machovikov. Anche Gucaev fallì, mentre Maksimenko segnò per la Dinamo Mosca. Poi arrivarono Chivadze, Daraselia, Shengelia, Machaidze e Sulakvelidze. Quando Valeri Gazzajev si presentò sul dischetto, Otar Gabelia compì l’ultima parata. La Dinamo Tbilisi agguantò la Coppa sovietica per la seconda volta.

Il campionato sovietico e il primo trionfo del 1964

Anche in campionato la Dinamo aveva dovuto aspettare a lungo. Nel 1936, dopo la promozione, arrivò subito il terzo posto nella massima serie, a un solo punto dallo Spartak Mosca campione. Seguirono anni di piazzamenti prestigiosi: secondi posti nel 1939, 1940, 1951 e 1953; terzi posti nel 1946, 1947 e 1950. Il titolo sembrava sempre vicino, ma continuava a sfuggire. Finalmente arrivò nel 1964. Dopo 32 giornate Dinamo Tbilisi e Torpedo Mosca avevano gli stessi punti. Il regolamento imponeva lo spareggio. Si giocò a Tashkent, il 18 novembre. La Torpedo passò in vantaggio al 56′, ma al 73′ Datunashvili pareggiò direttamente da calcio d’angolo. Nei supplementari esplose il talento georgiano. Datunashvili, Meskhi e Metreveli segnarono tre volte. La Dinamo vinse 4-1 e diventò per la prima volta campione dell’Unione Sovietica.

Gli anni Settanta e la nascita della leggenda

Dopo altri piazzamenti sul podio, il vero salto di qualità arrivò nel 1976. La Dinamo conquistò due terzi posti nelle due fasi del campionato e l’anno successivo arrivò seconda. Nel 1978, finalmente, tornò sul tetto dell’URSS. La squadra di Tbilisi chiuse davanti alla Dinamo Kiev, staccata di quattro punti. Il titolo fu celebrato in grande stile davanti al proprio pubblico dopo il 4-1 rifilato al CSKA. Era l’inizio dell’età d’oro.

Kipiani, Shengelia, Chivadze: i nuovi artisti del pallone

Alla fine degli anni Settanta la Dinamo Tbilisi era diventata una squadra speciale. Il portiere Otar Gabelia era agile e reattivo. In difesa c’erano Tengiz Sulakvelidze e Aleksandr Chivadze. A centrocampo brillava Vitalij Daraselia. In attacco segnava con impressionante continuità Ramaz Shengelia. Sulla fascia correva Vladimir Gucaev, dribblatore naturale. Ma il cuore della squadra era David Kipiani, centrocampista dotato di una tecnica straordinaria e di una visione di gioco fuori dal comune. I giornalisti sovietici li chiamavano “i brasiliani sovietici”, “maghi del pallone”. Il calcio della Dinamo sembrava appartenere a un’altra scuola.

West Ham-Dinamo Tbilisi 1-4

Liverpool, la prima grande impresa europea

Nell’autunno del 1979 la Dinamo affrontò la Coppa dei Campioni. Il sorteggio fu spietato: al primo turno arrivò il Liverpool, campione d’Europa nel 1977 e nel 1978. Ad Anfield gli inglesi vinsero 2-1. Ma la Dinamo impressionò la stampa britannica. Due settimane più tardi, a Tbilisi, accadde l’impensabile. Davanti al proprio pubblico, la Dinamo travolse il Liverpool 3-0. L’allenatore dei Reds, Bob Paisley, ammise di aver sottovalutato la squadra sovietica. Quella vittoria non fu soltanto un risultato. Fu la dichiarazione d’identità di una squadra che stava ormai diventando grande anche fuori dai confini dell’URSS.

Una qualificazione arrivata quasi per caso

E qui la storia assume un curioso risvolto. La Dinamo Tbilisi arrivò alla Coppa delle Coppe 1980-‘81 quasi per caso. Nel campionato sovietico del 1979 aveva chiuso al quarto posto e avrebbe dovuto partecipare alla Coppa UEFA. Ma la finale della Coppa dell’URSS 1980, rinviata per la concomitanza con i Giochi Olimpici di Mosca, si giocò soltanto l’11 agosto, quando il sorteggio delle coppe europee era già stato effettuato. In finale arrivarono Shakhtar Donetsk e Dinamo Tbilisi, entrambe già qualificate alla Coppa UEFA. La Federazione sovietica decise allora di mandare lo Shakhtar in Coppa UEFA e la Dinamo in Coppa delle Coppe, mentre il posto lasciato libero in Coppa UEFA sarebbe stato assegnato alla Dinamo Mosca. La UEFA protestò, ma alla fine accettò la soluzione. E quella decisione avrebbe cambiato per sempre la storia del calcio georgiano.

Ramaz Shengelia idolo dei bambini georgiani

Verso il trionfo

Il percorso europeo iniziò contro i greci del Kastoria. In trasferta finì 0-0, poi a Tbilisi arrivò un tranquillo 2-0. Agli ottavi toccò agli irlandesi del Waterford. La Dinamo vinse 1-0 in Irlanda e poi 4-0 in casa. Il primo obiettivo era stato raggiunto: superare finalmente gli ottavi di finale di una competizione europea. Ma nessuno immaginava ciò che sarebbe successo.

West Ham: il capolavoro di Londra

Nei quarti di finale c’era il West Ham, vincitore della FA Cup nel 1980 e guidato dal talento di Trevor Brooking. La gara d’andata si giocò a Londra, davanti a circa 40.000 spettatori. La Dinamo disputò una partita memorabile. Al 24′ Chivadze partì dalla propria metà campo, percorse circa quaranta metri e superò il portiere con un tiro spettacolare. Sei minuti più tardi Gucaev approfittò di un errore difensivo e firmò il 2-0. Il West Ham accorciò, ma Shengelia segnò il 3-1 e poi ancora il 4-1. Una vittoria clamorosa. A Tbilisi gli inglesi riuscirono a vincere 1-0, ma non bastò. La Dinamo era in semifinale.

Vitali Daraselia, la leggenda della Dinamo Tbilisi

Feyenoord: la notte della resistenza

In semifinale arrivò il Feyenoord. A Tbilisi la Dinamo fu praticamente perfetta: 3-0. Il ritorno a Rotterdam, però, fu una battaglia. Il pubblico olandese contestò duramente i georgiani e alcuni tifosi ospiti furono bersagliati con birra e bottiglie. In campo la situazione non fu migliore. Il Feyenoord vinse 2-0, ma la Dinamo resistette. Shengelia avrebbe raccontato anni dopo di aver visto annullare tre gol regolari alla sua squadra e di aver considerato discutibile il rigore assegnato agli olandesi. La  Dinamo resistette fino alla fine. Era in finale.

Düsseldorf, 13 maggio 1981

L’ultimo ostacolo era il Carl Zeiss Jena, squadra della Germania Est. Una formazione tutt’altro che modesta: nel suo percorso aveva eliminato Roma, Valencia e Benfica. La finale si disputò a Düsseldorf, nella Germania Ovest. Prima della partita arrivò persino un problema surreale. Gabelia aveva perso la propria divisa durante il viaggio. Il portiere dovette arrangiarsi con l’aiuto dei compagni. Chivadze, addirittura, giocò con la febbre. Eppure la Dinamo partì forte. Il Carl Zeiss Jena passò in vantaggio al 63′ con Gerhard Hoppe. Ma il gol non spaventò i georgiani. Quattro minuti dopo arrivò il pareggio. Vladimir Gucaev ricevette il pallone da Shengelia e batté il gigantesco portiere Hans-Ulrich Grapenthin. 1-1. La Dinamo continuò ad attaccare. A tre minuti dalla fine, il momento che sarebbe entrato nella leggenda. Vitalij Daraselia ricevette il pallone da Kipiani, avanzò sulla sinistra, superò un difensore, ne evitò un secondo con una finta e, spostandosi la palla sul piede sinistro, calciò rasoterra nell’angolo. 2-1. La Dinamo Tbilisi era campione della Coppa delle Coppe. Una squadra georgiana aveva conquistato uno dei trofei più importanti del calcio europeo.

L’ultimo capitolo di una squadra irripetibile

Il 1981 rappresentò il vertice assoluto. La Dinamo conquistò il terzo posto nel campionato sovietico, ma quel risultato passò quasi inosservato di fronte alla Coppa delle Coppe. Un anno più tardi arrivò nuovamente in semifinale nella stessa competizione, ma fu eliminata dallo Standard Liegi. Poi cominciò il declino. Kipiani smise di giocare dopo un grave infortunio e dopo la delusione per la mancata convocazione ai Mondiali. Altri protagonisti se ne andarono. Nel dicembre 1982 arrivò la tragedia: Vitalij Daraselia, l’uomo del gol più importante nella storia del club, morì in un incidente automobilistico. Gucaev aveva ormai raggiunto la fase avanzata della carriera. Le perdite furono impossibili da colmare. Nel campionato sovietico 1983 la Dinamo precipitò fino al sedicesimo posto. La squadra che aveva incantato l’URSS e conquistato l’Europa si era dissolta nel giro di poco più di un anno.

Una leggenda che non è mai tramontata

Il bilancio del Dinamo Tbilisi nell’epoca sovietica racconta una storia straordinaria: due campionati dell’URSS, due Coppe sovietiche e una Coppa delle Coppe, oltre a numerosi secondi e terzi posti. Ma i numeri non raccontano tutto. La Dinamo fu soprattutto un modo diverso di intendere il calcio. In un sistema sportivo nel quale il risultato e la disciplina tattica avevano spesso un’importanza assoluta, la squadra georgiana portò fantasia, tecnica, dribbling e improvvisazione. Kipiani inventava, Gucaev accelerava, Shengelia segnava, Daraselia decideva le partite. E quando il 13 maggio 1981 il pallone calciato da Daraselia entrò nella porta del Carl Zeiss Jena, non fu soltanto la vittoria di una squadra. Fu il momento più alto di una generazione di calciatori georgiani che riuscì a trasformare la Dinamo Tbilisi in una leggenda del calcio sovietico ed europeo.

Mario Bocchio

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