
Con il calcio italiano sconvolto da Calciopoli e un Mondiale appeso a un filo, gli Azzurri superarono l’Australia grazie al rigore trasformato al 95′ dal loro numero 10
L’Italia arrivò agli ottavi di finale del Mondiale di Germania vivendo una delle settimane più complicate della propria storia calcistica. Mentre gli Azzurri preparavano la sfida con l’Australia, in patria l’attenzione era monopolizzata dalle vicende di Calciopoli, che stavano riscrivendo gli equilibri del calcio nazionale. Il rumore proveniente dall’Italia era assordante e raggiungeva inevitabilmente anche il ritiro della Nazionale.

In quel contesto, ogni scelta veniva osservata con attenzione. Marcello Lippi preferì non dare punti di riferimento fino all’ultimo e affrontò giorni di forte pressione. Sul campo, invece, le domande riguardavano soprattutto Francesco Totti. Il fantasista della Roma era rientrato in extremis dopo il grave infortunio subito pochi mesi prima e non aveva ancora mostrato la brillantezza che lo aveva reso uno dei migliori giocatori del panorama europeo.

La partita di Kaiserslautern si rivelò subito più complicata del previsto. L’espulsione di Marco Materazzi, nei primi minuti della ripresa, costrinse l’Italia a una lunga resistenza in inferiorità numerica. Gli australiani provarono ad approfittarne, mentre gli Azzurri si aggrapparono all’organizzazione difensiva e ai cambi di Lippi, che decise di affidarsi anche a Totti nella fase finale dell’incontro.

Quando tutto lasciava immaginare i tempi supplementari, arrivò l’azione destinata a entrare nella storia. Fabio Grosso sfondò sulla fascia sinistra e conquistò un calcio di rigore negli ultimissimi istanti della gara. Sul dischetto si presentò proprio Totti, chiamato a prendersi una responsabilità enorme in un momento delicatissimo.

Il destro fu potente e preciso. La rete dell’1-0 fece esplodere la gioia azzurra e consegnò all’Italia il pass per i quarti di finale. Quel rigore non rappresentò soltanto la qualificazione: fu anche la risposta di un campione che, nel giro di pochi secondi, trasformò le critiche della vigilia in un ricordo lontano.
Da quel momento il cammino dell’Italia prese definitivamente slancio. In mezzo alle polemiche che scuotevano il calcio nazionale, gli uomini di Lippi continuarono a scrivere una storia destinata a concludersi, meno di un mese dopo, sul tetto del mondo.
Mario Bocchio
