Bobby Tambling, il re dimenticato di Stamford Bridge
Giu 9, 2026

Per oltre quarant’anni nessuno riuscì a segnare più di lui con la maglia del Chelsea. Ora se ne va una leggenda dei Blues, simbolo di un calcio lontano e autentico

Ci sono record che sembrano destinati a durare per sempre. Restano lì, scolpiti nella memoria di uno stadio e nelle pagine ingiallite degli almanacchi, mentre il calcio cambia volto, velocità e protagonisti. Per il Chelsea, quel record aveva il volto sorridente e discreto di Bobby Tambling.

Tambling se n’è andato a 84 anni, lasciando dietro di sé un’eredità che va ben oltre i 202 gol segnati con la maglia blu tra il 1959 e il 1970. Per oltre quarant’anni fu lui il padrone assoluto delle classifiche del club londinese, il cannoniere che nessuno riusciva a raggiungere. Generazioni di tifosi entrarono a Stamford Bridge conoscendo il suo nome come un punto fermo della storia del Chelsea.

Bobby Tambling con la maglia del Chelsea

Quando arrivò in prima squadra aveva appena diciassette anni. Era un ragazzo dell’Essex in un calcio ancora fatto di campi pesanti, maglie di lana e tribune fumose. Ma aveva già il dono più prezioso: il gol. Lo dimostrarono le sue stagioni migliori, con 22 reti nel campionato 1961-‘62 e addirittura 37 l’anno successivo. Numeri straordinari per qualsiasi epoca.

I suoi gol accompagnarono il Chelsea nelle giornate più importanti degli anni Sessanta. Segnò nella finale di Coppa di Lega del 1965 contro il Leicester City e trovò la rete anche nella finale di FA Cup del 1967 contro il Tottenham. Nel 1966 scrisse una pagina irripetibile della storia del club segnando cinque gol all’Aston Villa in una sola partita, un primato che resiste ancora oggi.

Eppure la sua carriera ebbe anche il sapore dell’incompiuto. Con la nazionale inglese collezionò appena tre presenze. Troppo poche per un attaccante del suo valore. Nel 1966, mentre l’Inghilterra conquistava il titolo mondiale davanti al proprio pubblico, il suo nome non figurava tra i convocati. Una ferita che il tempo non cancellò mai completamente.

Bobby Tambling va a segno per il Cork Celtic contro il St. Patrick’s Athletic nel 1974

Dopo l’avventura londinese passò al Crystal Palace e poi scelse l’Irlanda. A Cork trovò una seconda casa. Non solo concluse lì la carriera da giocatore, ma rimase per costruire una nuova vita, allenando squadre locali e diventando una figura amata ben oltre i confini del Chelsea.

Quando nel 2013 Frank Lampard superò il suo storico record di gol, Tambling reagì con l’eleganza dei grandi campioni. Nessuna gelosia, nessuna amarezza. Solo un sorriso e una battuta. “Forza Frank, sbrigati”, gli diceva scherzando. Sapeva che ogni record, prima o poi, è destinato a cadere. Quello che resta è il modo in cui lo si consegna alla generazione successiva.

Negli ultimi anni aveva combattuto contro la demenza. Ma per i tifosi del Chelsea e per chi lo aveva conosciuto in Irlanda, Bobby Tambling era rimasto lo stesso uomo: disponibile, gentile, profondamente innamorato del calcio.

Oggi Stamford Bridge perde uno dei suoi pionieri. Non il più celebrato, forse, ma certamente uno dei più importanti. Perché prima di Lampard, prima delle coppe europee e dei miliardi della Premier League moderna, c’era stato Bobby Tambling. Il ragazzo che aveva trasformato il gol in una consuetudine e che, per oltre quarant’anni, aveva guardato tutti dall’alto della storia.

Mario Bocchio

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