Martin Hoffmann, leggenda del calcio della DDR
Mag 10, 2026

Dall’oro olimpico di Montreal agli inizi a Gommern: il racconto di una carriera straordinaria

È stato campione olimpico nel 1976 a Montreal, ha partecipato ai Mondiali e ha vinto la Coppa delle Coppe nel 1974. Due volte campione della DDR e quattro volte vincitore della coppa nazionale con il Magdeburg: Martin Hoffmann, storico esterno sinistro e uno dei più grandi protagonisti del calcio dell’Est, ha appena compito 71 anni.

Gli hanno fatto la festa ncontro avviene nella sua città natale, Gommern, presso il campo sportivo di Fuchsbergstraße, proprio accanto alla sua vecchia scuola. È lì che tutto ebbe inizio.

Hoffmann ricorda: “Ero uno studente tranquillo e diligente, me la cavavo sempre. Ma preferivo di gran lunga giocare a calcio”.
Nel 1961 mosse i primi passi nel BSG Aktivist sotto la guida dell’allenatore Alfred Falk. Sette anni più tardi, dopo un torneo indoor, entrò nel taccuino degli osservatori del Magdeburgo, fu invitato a un allenamento di selezione e lo superò. In breve tempo divenne nazionale giovanile e nel 1969, durante il torneo UEFA juniores organizzato nella DDR, ebbe persino modo di stringere la mano a Sir Stanley Rous, allora presidente della FIFA.

Sir Stanley Rous stringe la mano ad un giovanissimo Hoffmann, siamo nel 1969

“Giocavamo la partita preliminare con gli Allievi B. All’improvviso lui era lì, parlava con noi. Ma nessuno di noi capiva davvero chi fosse”.

Nel 1973, in Italia, la DDR affrontò l’Inghilterra nella finale dell’Europeo juniores. Dopo il 2-2 nei tempi regolamentari si andò ai supplementari. Quando gli inglesi segnarono il 3-2, la partita finì immediatamente. “Non capivamo più nulla. Perché l’arbitro aveva fischiato? Solo dopo realizzammo che valeva la regola del golden goal. È stato il più grande errore nella storia del calcio. Per fortuna è stata abolita”, ha sempre detto ricordando la sua più grande delusione da giovane.

Sempre nel 1973 arrivò anche la svolta con la prima squadra del Magdeburgo. Alla fine della sua carriera, nel 1987, Hoffmann contava 256 partite di campionato (78 gol), 41 in coppa nazionale (12 gol), 45 nelle competizioni europee (12 gol) e 66 presenze con la nazionale della DDR (12 gol). In campo affrontò alcuni dei più grandi nomi del calcio mondiale del suo tempo.

Hoffmann nel Magdeburgo, accanto ai milanisti Pierluigi Pizzaballa e Angelo Anquilletti,
protagonisti della della Coppa delle Coppe nel 1974

Ma quali furono i difensori più difficili da superare? “A livello internazionale senza dubbio Berti Vogts e l’olandese Wim Suurbier. Erano mastini di altissima qualità. Nella DDR Oberliga il peggiore era Gerd Kische dell’Hansa. E poi c’era Günter Seinig dell’Aue: lui colpiva sempre dove faceva più male”, racconta con un sorriso.

Dopo la vittoria olimpica del 1976, arrivarono un’onorificenza consegnata da Willi Stoph
e un viaggio a Cuba come segno di riconoscenza


Oggi “Hoffi” conduce una vita più tranquilla, godendosi il tempo con la moglie Claudia e dedicandosi ai suoi hobby: ciclismo, birilli, bowling e pesca. E non senza soddisfazioni: “Nel Mar Baltico ho pescato un luccio, e in Norvegia un leng. Entrambi lunghi quasi un metro”.

Mario Bocchio

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