
Dall’epoca dell’Alumni alla nascita della scuola rioplatense
Cogliamo l’occasione per una rievocazione delle origini del calcio argentino, con particolare attenzione ai protagonisti che ne segnarono la fase pionieristica nei primi anni del Novecento. Si tratta di un periodo in cui il gioco si struttura progressivamente, passando da pratica improvvisata a disciplina organizzata, grazie all’apporto di figure che diventeranno leggendarie.
L’epoca centrale di questa prima fase è quella dell’Alumni, club simbolo dominato dalla famiglia Brown. In questo contesto emerge la figura di Jorge Brown, capitano e punto di riferimento assoluto. Inizialmente attaccante e poi difensore, rappresenta un modello di equilibrio tra tecnica e disciplina. Il suo contributo non si limita alla qualità individuale: è tra i primi a interpretare il calcio in chiave collettiva, privilegiando il passaggio rispetto all’azione individuale e contribuendo così a una svolta “moderna” nel gioco.

Accanto a lui si collocano giocatori di grande impatto spettacolare. S. U. Leonard è tra i primi grandi dribblatori del calcio argentino: il suo stile, basato su progressioni continue e finte rapide, lo rende una figura centrale nella nascita del gioco individuale spettacolare. A. P. Watson Hutton, soprannominato “l’uomo di gomma”, rappresenta invece l’aspetto tecnico-acrobatico del calcio dell’epoca: controllo di palla, colpi di tacco, gioco di testa e una notevole elasticità ne fanno uno dei primi giocatori completi e spettacolari del Río de la Plata.

La famiglia Brown occupa un ruolo dominante anche in altre interpretazioni del gioco. Ernesto Brown, detto “il Pacifico”, si distingue per la potenza fisica e per un tiro estremamente potente, pur mantenendo uno stile poco appariscente. Alfredo Brown unisce eleganza e incisività offensiva, diventando protagonista in alcune delle vittorie più significative dell’Alumni, tra cui il celebre gol contro il Sudafrica nel 1906. Carlos Brown rappresenta un profilo più irregolare ma creativo, capace di episodi decisivi e anche di gesti eccentrici. Eliseo Brown, pur meno tecnico, si afferma per la potenza dei tiri, spesso difficili da contenere per i portieri avversari. Juan D. Brown, invece, contribuisce alla solidità difensiva formando con Jorge una delle coppie più efficaci dell’epoca.
In questo contesto emergono anche altre figure fondamentali per la crescita del calcio argentino. Weiss, soprannominato “la macchinetta”, è tra i primi interpreti della velocità applicata al ruolo di ala, con progressioni continue e cross incisivi. Carlos Lett si distingue per eleganza e capacità di dribbling, mentre Walter Buchanan rappresenta un difensore affidabile e innovativo per il suo modo di arretrare e coprire il campo.

Tra i portieri, un ruolo centrale è occupato da José Buruca Laforia, considerato il primo grande guardiano della porta argentina. Dotato di grande coraggio e riflessi notevoli, si distingue per la capacità di uscire dall’area con sicurezza e per una posizione sempre attenta, qualità rare per l’epoca.

Un contributo importante all’evoluzione tecnica arriva da Ratcliff e Alejandro Harris. Entrambi si affermano come pionieri del gioco aereo, in un periodo in cui il colpo di testa era poco utilizzato. La loro capacità di intervenire efficacemente sulle palle alte introduce un elemento tattico destinato a diventare fondamentale.
Nel 1909 un episodio significativo segna il riconoscimento internazionale del calcio rioplatense: il rosarino José Viale, durante le partite contro squadre inglesi come Everton e Tottenham, attira l’attenzione del calcio professionistico britannico, ricevendo offerte per trasferirsi in Inghilterra. Il rifiuto dell’offerta non diminuisce il valore simbolico dell’evento, che rappresenta uno dei primi segnali della competitività del calcio argentino su scala internazionale.

Accanto ai protagonisti argentini si collocano anche figure rosarine e uruguaiane che contribuiscono allo sviluppo complessivo del gioco. Tra i rosarini spicca Zenón Díaz, difensore solido e longevo, mentre tra gli uruguaiani emergono i fratelli Céspedes, il portiere Saporiti e altri interpreti che, insieme ai giocatori argentini, contribuiscono alla formazione di una scuola calcistica rioplatense riconosciuta per tecnica, intensità e originalità.
Nel complesso, questa prima epoca rappresenta il momento fondativo del calcio argentino e del Río de la Plata, in cui si definiscono ruoli, stili e prime grandi individualità destinate a entrare nella storia del gioco.
Mario Bocchio
