Il calcio cubano nel Ventesimo secolo: immagini di una crescita
Mar 4, 2026


Dalle origini ispaniche al rilancio degli anni Settanta, tra Mondiali, riforme e successi regionali

La storia del calcio a Cuba inizia nei primi anni del Novecento con la fondazione di club e associazioni di matrice ispanica. In questa fase la pratica rimase quasi esclusivamente nelle mani di spagnoli e stranieri, con una partecipazione cubana limitata.

La svolta arrivò negli anni Venti, quando la costruzione di nuovi stadi favorì un forte sviluppo del gioco nell’isola. Dopo il Mondiale del 1938 – unica partecipazione di Cuba alla Coppa del Mondo , conclusa con i quarti di finale e la sconfitta per 8-0 contro la Svezia – crebbe in modo significativo la presenza di calciatori cubani nelle varie categorie.

1938, l’unica partecipazione di Cuba alla fase finale dei Mondiali



Nel 1949 il movimento si strutturò ulteriormente con la suddivisione dei tornei in categorie infantili, giovanili e di riserva, mentre negli anni Cinquanta a L’Avana era attivo un campionato completamente amatoriale disputato al Gran Stadium (oggi Latinoamericano). In quel periodo il calcio godeva di notevole visibilità mediatica: le partite del campionato professionistico venivano trasmesse regolarmente in televisione la domenica, segno della forte popolarità del sport.

Programma presumibilmente tra gli anni 1952-1953, dove si rileva l’esistenza di un campionato completamente amatoriale all’Avana



Documenti dell’epoca mostrano anche un’organizzazione articolata, con numerosi stadi nella capitale e figure di rilievo nel giornalismo sportivo come Elio Constantin. Esistevano persino riviste specializzate dedicate esclusivamente al calcio, testimonianza della vivacità del movimento negli anni Cinquanta.

Frammento documentario che descrive l’esistenza di una rivista specializzata dedicata esclusivamente allo sport del calcio



Nel 1959, dopo i Giochi Panamericani di Chicago, emersero critiche verso le autorità sportive per lo scarso sostegno al calcio. Tuttavia, il 14 febbraio 1960 Fidel Castro inaugurò il IX Campionato Centroamericano e dei Caraibi allo stadio La Tropical (oggi Pedro Marrero), segnando un riavvicinamento istituzionale al calcio. Nonostante l’ultimo posto nel torneo, iniziò una fase di ricostruzione.

Annuncio che evidenzia la trasmissione televisiva, negli anni ’50, del campionato nazionale di calcio professionistico

Articolo del 1959, dopo la partecipazione della nazionale di calcio ai Giochi Panamericani di Chicago tenutisi quell’anno



Negli anni Sessanta proseguirono gli interventi sulle infrastrutture, come la ristrutturazione del Campo Polar. Il vero rilancio arrivò però negli anni Settanta: Cuba vinse i Giochi Centroamericani e dei Caraibi del 1970 – primo titolo dal 1930 – e aprì una dinastia regionale con i successi del 1974 e 1978.

Fidel Castro inaugura il IX Campionato Centroamericano e dei Caraibi di calcio, tenutosi allo stadio “La Tropical” l’attuale “Pedro Marrero”. La data è il 14 febbraio 1960

Il decennio si chiuse con la medaglia d’argento ai Giochi Panamericani di San Juan 1979, miglior risultato di sempre, e con le qualificazioni olimpiche del 1976 e 1980, quest’ultima culminata nei quarti di finale.

Un percorso fatto di slanci e difficoltà che racconta l’evoluzione del calcio cubano nel corso del Novecento.

Mario Bocchio

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