Marcos Calderón, l’allenatore più vincente nella storia del calcio peruviano
Feb 3, 2026



Tra club e nazionale, il leggendario “Oso” ha segnato un’epoca con titoli, imprese e una tragica fine che lo ha consegnato per sempre alla memoria del Perù calcistico

Parlare di Marcos Calderón nel calcio peruviano significa usare le maiuscole. Allenatore carismatico, uomo di spogliatoio e stratega lucido, Calderón è stato capace di portare le squadre che ha guidato al massimo della loro espressione. Così come Ricardo Gareca ha segnato la selezione peruviana negli anni recenti, il popolare “Oso” ha dominato la scena tra gli anni Cinquanta e Ottanta, costruendo un palmarès senza precedenti.

Marcos Calderón alla guida dell’Universitario de Deportes negli anni ’60

Nato a Lima l’11 luglio 1928, Calderón iniziò come calciatore nel Carlos Concha e poi nello Sport Boys, dove giocò fino al 1956 senza particolare fortuna. Proprio in quell’anno appese le scarpe al chiodo e intraprese la carriera di allenatore come assistente di Alfonso Huapaya, sempre nel club “rosado”.

Marcos Calderón con lo Sporting Cristal, campione nazionale nel 1972


Il primo titolo arrivò presto e aprì la strada a una carriera straordinaria. Dopo un passaggio al Defensor Lima, nel 1964 approdò all’Universitario de Deportes, dove iniziò la sua leggenda: campione nazionale nel 1964, 1966 e 1967, dominando il campionato con squadre ricche di talenti come Héctor Chumpitaz, Roberto Challe, Percy Rojas e Nicolás Fuentes.

Calderón allenò contemporaneamente Alianza Lima e la nazionale peruviana, riuscendo in un’impresa storica: vinse il campionato con i “blanquiazules” e portò il Perù a conquistare la Copa América 1975, la seconda della sua storia



Nel 1972 passò allo Sporting Cristal, con cui conquistò il titolo nazionale grazie a una squadra brillante e offensiva, guidata da giocatori simbolo come Alberto Gallardo, Ramón Mifflin e il bomber Vinha de Souza. Tornò poi a sedersi su panchine diverse senza successo, fino alla svolta del 1975.

La squadra dello Sport Boys campione nel 1984, con il “Chacal” Herrera e il “Pato” Cabanillas come protagonisti più noti


Quell’anno Calderón allenò contemporaneamente Alianza Lima e la nazionale peruviana, riuscendo in un’impresa storica: vinse il campionato con i “blanquiazules” e portò il Perù a conquistare la Copa América 1975, la seconda della sua storia. In quella selezione brillavano campioni come Teófilo Cubillas, César Cueto, Hugo Sotil e Juan Carlos Oblitas. Fu proprio Sotil a segnare il gol decisivo nella finale contro la Colombia.

Nel 1977 Calderón si dedicò esclusivamente alla nazionale e la condusse alla qualificazione per il Mondiale di Argentina 1978, superando un girone complicatissimo. In Coppa del Mondo, il Perù stupì tutti eliminando Scozia e Iran e pareggiando con i Paesi Bassi, prima di arrendersi nella seconda fase a Brasile, Polonia e Argentina. Nonostante l’eliminazione, quella squadra è rimasta una delle più amate della storia peruviana.

La squadra dell’Alianza Lima tragicamente scomparsa nel 1987


Tornato ai club, Calderón vinse ancora con lo Sporting Cristal nel 1979 e 1980, poi guidò il Deportivo Municipal a una storica qualificazione alla Copa Libertadores. Nel 1984 firmò un’altra impresa, portando lo Sport Boys al suo ultimo titolo nazionale, e nel 1985 tornò all’Universitario per conquistare l’ultimo campionato della sua carriera.



L’epilogo fu tragico. Nel 1987, mentre allenava nuovamente l’Alianza Lima, Calderón perse la vita nel disastro aereo di Ventanilla, quando l’aereo che riportava la squadra da una trasferta cadde in mare. Morirono tutti i membri della delegazione, tranne il pilota.

Oltre ai club più celebri, Calderón allenò anche Barcelona de Guayaquil, Tigres UANL, Deportivo Táchira e Juventud La Joya, senza però replicare gli stessi successi. Il suo palmarès, tuttavia, parla chiaro: Marcos Calderón resta il tecnico più vincente e influente nella storia del calcio peruviano, simbolo di un’epoca irripetibile.

Mario Bocchio

Condividi su: