
Daraselia, Düsseldorf e l’illusione perfetta del calcio sovietico
La partita si decide in pochi secondi, ma nasce molto prima. In uno stadio quasi muto di Düsseldorf, il 13 maggio 1981, la Dinamo Tbilisi scrive una pagina che nessun club sovietico aveva mai firmato. La Coppa delle Coppe diventa realtà grazie a Vitali Daraselia, centrocampista instancabile e simbolo di una squadra che rappresenta un’intera nazione senza poterne portare il nome.
La finale è un’anomalia politica prima ancora che sportiva. In campo una squadra della Germania Est e una dell’Unione Sovietica. Sugli spalti, pochissimi spettatori: i visti sono pochi, l’entusiasmo resta a casa. Il gioco però è vivo, soprattutto quello dei georgiani, più tecnici, più mobili. Eppure a colpire per primi sono i tedeschi del Carl Zeiss Jena. La Dinamo reagisce subito, pareggia, insiste.

Il momento decisivo arriva quando Kipiani rallenta tutto. Tocca corto, aspetta che la difesa si ricomponga, poi apre uno spazio che sembra non esserci. Daraselia lo attacca in corsa, entra in area, finta, tiro secco sul primo palo. È il gol che cambia la gerarchia del calcio europeo.
A Tbilisi quella notte non succede nulla. Nessun crimine, nessuna chiamata alla polizia. Le statistiche si fermano perché la città è fuori, nelle piazze, a celebrare una squadra che per anni ha sostituito la nazionale georgiana, allora inesistente.

Daraselia era nato sul Mar Nero nel 1957, in un’Unione Sovietica che offriva una sola direzione ai talenti locali: la Dinamo. Aveva corsa, intelligenza, disciplina. Un centrocampista capace di coprire il campo e di decidere le partite, perfettamente inserito in una squadra che stava crescendo stagione dopo stagione.

Accanto a lui c’erano Kipiani, il cervello, Čivadze, la guida, Šengelija, l’attacco. In panchina Nodar Akhalkatsi, l’uomo che trasformò una buona squadra in una macchina credibile anche in Europa. Tra il 1976 e il 1981 arrivarono trofei sovietici e, infine, la notte di Düsseldorf.

Il 1982 ruppe l’equilibrio. Kipiani si infortunò gravemente, poi venne escluso dal Mondiale. Daraselia partì per la Spagna ma rimase ai margini. Al ritorno, Kipiani lasciò il calcio. La squadra perse il suo centro di gravità.
Pochi mesi dopo, Daraselia morì in un incidente stradale. La sua auto finì in un fiume di montagna. Il corpo venne ritrovato quasi due settimane più tardi. Aveva 24 anni.
La Dinamo Tbilisi non fu più la stessa. Nel 1983 scivolò in fondo alla classifica, come se il tempo avesse improvvisamente accelerato. Di quella squadra restano poche immagini e un ricordo netto: per una notte, il calcio sovietico sembrò libero. E vinse.
Mario Bocchio
