
È la parte romantica e poetica del calcio. Dietro ai grandi attaccanti delle big ci sono loro, una marea di cannonieri che segnano Gol a grappoli sempre e solo nelle piazze minori del calcio italiano. Grandi con i piccoli, piccoli con i grandi.

“Non sono un calciatore”. È il manifesto di Riccardo “Riccardone” Zampagna da Terni, nato nel 1974 nella terra delle acciaierie. Esordio in serie A a 30 anni, nel calcio professionistico a 23, prima invece montava tende da sole e giocava nell’Amerina in Interregionale.

186 centimetri per 95 chili, brutto da vedere ma tremendamente efficace quando c’era da buttarla dentro, non ha mai fatto la vita da atleta: si allenava il giusto, mangiava, beveva vino e fumava. Ma segnava e tanto.

Esplode in B nel Messina segnando 17 reti nel 2002-’03, poi torna nella sua Ternana, e da lì non si ferma più: nelle 7 stagioni successive in giro per lo stivale timbra il cartellino 77 volte, scusate se è poco.

Lascia il calcio con 149 gol fra i professionisti, spesso segnati così. Alla Zampagna.
Lucio Pelliccioni