Un inglese e uno scozzese all’ombra della Lanterna
Lug 24, 2023

Dopo due stagioni di medio alta classifica, con la qualificazione europea mancata per una manciata di punti, il presidente Paolo Mantovani alza ulteriormente l’asticella puntellando la rosa ed affidandosi all’allenatore Eugenio Bersellini, già in precedenza sulla panchina della Samp, al posto del pur bravo Renzo Ulivieri. In estate gli innesti di spessore sono fondamentalmente cinque: il terzino marcatore Mannini, lo scozzese Souness, campione del Liverpool, da subito faro in mediana, il centrocampista offensivo Salsano, il centravanti Vialli ed un rifinitore di grande esperienza come Beccalossi.

Souness e Francis sotto il sole, cullati dal mare della Liguria

I primi quattro saranno subito titolari e contribuiranno a scrivere le pagine più importanti della storia blucerchiata. L’ex Inter invece, dopo un inizio da titolare, fu deludente in una squadra giovane che girava a mille. Forse troppo per lui. A fronte di questi arrivi partono il difensore Guerrini, il centrocampista Bellotto, il trequartista Brady, passato all’Inter, l’ala Marocchino e gli attaccanti Zanone e Chiorri. Tutto sommato la squadra sulla carta risultava quindi rafforzata, visto che a parte l’irlandese gli altri erano ormai riserve nell’ultima stagione.

Napoli, stadio San Paolo, 23 settembre 1984. Da sinistra: i calciatori doriani Graeme Souness e Trevor Francis posano insieme, prima della sfida tra Sampdoria e Napoli (1-1) valevole per la 2ª giornata del campionato italiano di Serie A 1984-’85; nell’occasione i due giocatori indossano la seconda divisa dell’epoca del club genovese, bianca con palo blucerchiato sul petto

Charlie Champagne è uno degli uomini-simbolo del Liverpool che ha dominato l’ultimo decennio. Con i Reds, infatti, ha vinto cinque campionati, tre Charity Shields e tre Coppe dei Campioni. L’ultima all’Olimpico contro la Roma, dando il suo contributo durante la lotteria dagli undici metri.

Una formazione della Sampdoria nella stagione 1984-’85

È un centrocampista completo, fisico, di carattere, aspetto quest’ultimo che lo porta ad avere eccessiva foga agonistica, tanto da esser premiato dal tabloid inglese The Sun come calciatore più falloso di sempre. E se è riuscito a precedere anche Nobby Stiles, beh… Comunque, Graeme arriva in Italia su suggerimento al presidente Mantovani di Trevor Francis, altra colonna del calcio inglese, ormai alla Samp da due anni.

Souness nel Liverpool

Il suo impatto col campionato italiano è più che buono: i blucerchiati finiscono al quarto posto e si aggiudicano la Coppa Italia; Souness è il leader indiscusso della squadra che sta crescendo esponenzialmente nel suo rendimento. Vive due anni ricchi di soddisfazione in Liguria, ma dopo un’altra stagione a Marassi, saluta mister Bersellini e compagni per coronare il suo sogno di bambino e vestire la maglia dei Rangers di Glasgow.

Trevor Francis nell’Inghilterra

Come detto, quando arriva Souness Francis c’è già. Partì per Genova subito dopo il Mondiale del 1982 in Spagna. In patria viene ricordato per aver dato, con un suo acuto, la possibilità al Nottingham Forest di Brian Clough di coronare una impresa epica: alzare al cielo la Coppa dei Campioni.

C’è lo zampino sornione dell’attaccante di Plymouth scolpito nell’albo dei ricordi del massimo torneo continentale. E se non partecipa alla finale vinta l’anno successivo, il contributo di Francis si fa sentire lungo la strada che porta i Garibaldi Reds a bissare il successo, stavolta ai danni dell’Amburgo di Kevin Keegan.

Trevor Francis nell’Atalanta
R

Si è fatto notare con la maglia del Birmingham, ma la consacrazione è arrivata al City Ground. Dopo un’ottima stagione con il City che gli consente di staccare il biglietto per il Mundial spagnolo, dopo l’estate si accasa alla Sampdoria, appena tornata in Serie A. Insieme a lui, a Genova, c’è Brady e la presenza dell’ex fantasista dei Gunners ne facilita l’inserimento nel campionato italiano. Seppur siano solo diciassette le reti messe a segno nei quattro anni all’ombra della Lanterna, l’esperienza di Francis può dirsi tutto sommato positiva vista l’alta qualità delle prestazioni fornite fra un infortunio e l’altro patito negli anni. Una costante che ne ha tratteggiato l’esperienza al Luigi Ferraris. Risulta, infatti, decisivo per la conquista della Coppa Italia – di cui è anche il capocannoniere – nel 1985 e nel 1987 saluta l’Italia dopo un’ultima esperienza con la maglia dell’Atalanta.

Condividi su: