Il leggendario portiere al di là del Muro
Dic 1, 2022

La storia di Jürgen Croy l’abbiamo letta e riletta mille e più volte nello splendido libro di Karlheinz  Mrazek “Die Besten Torhüter Der Welt” (I Migliori Portieri del Mondo). Portiere leggendario della DDR, (Germania Est)  Jürgen Croy  ha passato tutta la sua carriera sportiva con i colori dello Zwickau, squadra della sua città natale. Dal 1956 al 1965 come portiere dell’Aktivist Karl-Marx Zwickau e poi dal 1965 al 1981 (data del suo ritiro) nel Sachsenring Zwickau.

Nella sua carriera Croy ha giocato 372 gare del campionato nazionale della DDR ed è stato titolare della nazionale di calcio vestendone la maglia in ben 94 partite. Nonostante la sua fama gli avesse concesso di poter passare a club di maggiori ambizioni Jürgen Croy non cedette mai alle lusinghe di questi blasonati club restando sempre legato alle sorti del club di Zwickau. Questo suo modo di vedere le “cose del calcio” ce lo ha sempre fatto sentire uno dei “preferiti”. Un uomo, Croy, che per modo di intendere la vita e il calcio è stato un vero gigante. Come ci fa notare un bel servizio apparso anni addietro su “Alla fine del primo tempo. Appunti di calcio romantico”.

Nella DDR alle Olimpiadi

Con  piccolo club di Zwickau il portiere tedesco vinse la coppa di lega della DDR nel 1975.  E in quella coppa vinse non solo parando alla grande, ma regalandosi un posto nella storia calcistica della Germania Est, perché realizzò il calcio di rigore decisivo che consentì allo Zwickau di sconfiggere la più titolata e blasonata Dynamo Dresda.  

Ai Mondiali del 1974

Questa vittoria consentì al Sachsenring di disputare, la stagione successiva, la Coppa delle Coppe. Dopo aver eliminato nel primo turno  i greci del Panatinaikos i tedeschi dell’est eliminarono, negli ottavi,  la Fiorentina ai calci di rigore dopo che le partite di andata e ritorno si erano chiuse sullo 1-0 e 0 -1.

Nella gara di ritorno, finita con la lotteria dei rigori, Croy parò  un rigore ai viola e poi andò a realizzarne anche uno. Quindi il Sachsenring eliminò  il Celtic nei quarti di finale (1-1 all’andata e 0-1 al ritorno). Al termine della gara di andata il tecnico del Celtic John Clark ebbe a dire del portiere tedesco: “Negli ultimi anni non ho mai visto al Celtic Park nessun altro portiere forte come Jürgen Croy”. L’avventura dello Zwickau in quella Coppa delle Coppe edizione 1975-‘76 si arrestò nel doppio confronto contro i belgi dell’Anderlech.

La doppia sconfitta patita contro i  futuri vincitori del torneo  (0-3 e 0-2) non appannò neppure un attimo la gloria dell’impresa del piccolo club di Zwickau che, sin lì, aveva rivaleggiato ad armi pari contro grandi potenze del calcio europeo. Con la nazionale della DDR Croy partecipò alle Olimpiadi del 1972 e del 1976. Nel 1972 la DDR si piazzò terza mentre nel 1976 Croy & Compagni vinsero la medaglia d’Oro. Nel 1974 Croy disputò, da titolare, tutte le 6 partite giocate dalla DDR nella fase finale del Campionato del Mondo di Calcio. Il 22 giugno 1974 Croy fu testimone della storica vittoria della DDR sui futuri campioni del mondo (nonchè cugini) della Germania Ovest.

Vincitori del loro girone in virtù del pareggio con il Cile (1-1) e dei successi contro Australia (2-0) e Germania Ovest ( 1-0)  i tedeschi dell’Est vennero eliminati nella seconda fase a causa delle sconfitte patite contro il Brasile (0-1) e l’Olanda (0-2)  chiudendo  la loro avventura mondiale con un pareggio per 1-1 contro l’Argentina. Per tre volte nominato calciatore dell’anno in DDR. (1972-1976-1978) Jürgen Croy è, giustamente,  considerato una leggenda in Germania.  La scelta di restare una “bandiera” per il suo club a discapito di prospettive  sportive ed economiche più allettanti è ben descritta da Mrazek nel suo libro.

Croy, quando gli veniva chiesto del perché non fosse andato a giocare a Dresda (per dire il nome del Club che più insistette per averlo tra i pali),  si limitava a giustificare il fatto spiegando che a Zwickau stava bene e che, per giocare le partite casalinghe, si recava dalla sua abitazione allo stadio a piedi.  “Cosa vuoi di più dalla vita ?” verrebbe da chiedersi. Un uomo di altri tempi. Una bandiera di quel calcio che è solo un ricordo e genera in noi tanta nostalgia.

Condividi su: