Una battaglia ideologica
Nov 6, 2021

Era il 1995 e la band britpop degli Oasis pubblicava il suo secondo album (What’s the story) Morning Glory?. Sarà un successo internazionale, che corona i fratelli Gallagher in cima alle classifiche: tra le tracce c’è Wonderwall, usata poi come coro del Manchester City dopo ogni match (squadra per cui tifava la band). You’re my wonderall: il derby di Manchester tra musica e spettacolo.

Il derby Manchester City – Manchester United nel marzo del 1926

Più di una semplice partita, è un derby che vale sempre una stagione, soprattutto per le due tifoserie. Più di una partita, è una battaglia ideologica e geografica: i due club convivono nella stessa città a pochi isolati di distanza. Mai come qui nascere a differenza di pochi metri decreta se sarai un tifoso dei Reds o dei Citizens. Il primo incontro risale al 1894, e per due volte ha assegnato un trofeo: in entrambe le occasioni in palio c’era il Community Shield, con lo United a conquistare la vittoria.

Si sa, il calcio inglese è un’altra storia: chi guarda un match di Premier non può non venire catturato dall’atmosfera, dalle tifoserie, dai campi d’erba tagliati con precisione monastica. Appunto, le tifoserie (o gli hooligans!) che cantando a squarciagola sostengono la squadra prima dei giocatori, novanta minuti a difesa della propria identità. E per i tifosi del City il canto di battaglia è Wonderwall degli Oasis.

Il capitano del Manchester United, Charlie Roberts, nel 1909

Questa canzone, una delle più celebri degli Oasis, estratta come terzo singolo da (What’s the Story) Morning Glory?, del 1995 è il manifesto dei Citizens. Scritto da Noel Gallagher, accanito sostenitore della squadra guidata attualmente da Guardiola, ha consacrato il gruppo come leader del Britpop. Il titolo, letteralmente Il muro delle meraviglie, è una parola nonsense, un omaggio a George Harrison, chitarrista dei Beatles, che così aveva intitolato una delle sue produzioni.

Il Manchester City in una partita del marzo 1924

Manchester, città dinamica con un passato romano, è teatro non solo della nascita degli Oasis, ma anche di un film che parla proprio della rivalità cittadina: Jimmy Grimble.

Un estratto del film
I due allenatori, Roberto Mancini e Sir Alex Ferguson

Jimmy ha 15 anni, follemente innamorato di una ragazza e grande tifoso del Manchester City. Tuttavia è affetto da “ansia da prestazione”, per cui non riesce ad esprimere appieno il suo talento. Un giorno, scappando dai bulli che tifano per lo United, si imbatte in una signora che gli regala degli scarpini appartenuti ad un ex giocatore del City, Robby Brewer: grazie ad essi troverà fiducia, conducendo la sua squadra alla finale di un torneo che si gioca proprio a Maine Road, dove però smarrisce le scarpe. Gioca sottotono, fino a quando è proprio Drewer (figlio dell’anziana signora) e ritrova fiducia. Alla fine un osservatore dello United gli propone di giocare nelle giovanili, ma Jimmy rifiuta avendo ricevuto poco prima la proposta del suo amato Manchester City.

L’inizio della rivalità risale agli anni ’70: tutto nacque da un tackle di George Best su Glyn Pardoe che comportò al giocatore dei Citizens la rottura della gamba, con rischio di amputazione. Ma c’era un tempo in cui le due squadre non erano in lotta, un tempo in cui contava solo l’orgoglio di rappresentare la città di Manchester: tra l’ 800 e il ‘900 i tifosi delle due squadre tifavano anche l’altra squadra della propria città. Un calcio nel quale le trasferte erano impossibili, così se in casa giocava il Manchester United, anche i Citizens andavano a tifare per l’altra squadra di Manchester.

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