Quando il calcio pugliese era anche il Casarano, gioiello del Salento
Apr 1, 2021

La passione dei casaranesi per questo sport ha origini remote, e precisamente gli inizi degli anni Venti. Gli sport più popolari erano allora il ciclismo, che attraverso il “Giro” contribuiva a unificare l’Italia, l’automobilismo, la boxe, ma prepotentemente cominciava ad affacciarsi il calcio, che si giocava nelle periferie delle città in espansione o nei pochi spazi rimasti all’interno di queste.

Alla base di questo crescente interesse, tanto da potersi considerare uno dei fenomeni sociali più rilevanti, nonostante l’ostracismo decretato da alcuni grandi intellettuali dell’epoca, erano certo ragioni di carattere sociale ed economico, ma non andavano neppure trascurate quelle di origine psicologico, legate al desiderio di dimenticare gli orrori subiti nel corso della Grande Guerra. Erano in tanti i giovani di Casarano a dedicarsi al calcio che, mentre i migliori davano subito vita ad una squadra molto forte, solo la vicina Ugento sapeva tenergli testa, gli altri trovavano posto nelle formazioni dei paesi vicini. Dalla disputa dei primi campionati di Seconda Divisione alla Serie C, il Casarano Calcio, tra alterne vicende, è riuscito a mantenere sempre una posizione di preminenza in tutto il Salento.

Il Casarano festeggia la Coppa Italia di Serie C 1984-’85

Non intendiamo ricostruire in laboratorio impossibili memorie condivise un tempo che fu, ma di riconoscere che Casarano custodisce orgogliosamente un passato calcistico di cui andare fieri. L’attaccamento a quei valori e ai ricordi di quei fantastici risultati ottenuti in vent’anni interrotti di presenza nella terza serie calcistica nazionale e consegnati alla storia, sono un patrimonio che ci arricchisce tutti, indistintamente.

Quella volta, nel 2002, se ne andò dispensando una pillola di saggezza, ma in questo angolo del Salento non ha lasciato alcun segno. «La vita è questa», aveva detto, e aveva lasciato la panchina del Casarano per diventare l’ allenatore del San Fernando nella seconda divisione della serie B spagnola. Tanti saluti a Mario Kempes, allora, il simbolo (e il capocannoniere) dell’ Argentina campione del mondo nel ’78. Che ha fatto in tutta fretta le valigie spiegando che «ho accettato l’ offerta spagnola per migliorare, per andare avanti nella mia nuova carriera di allenatore, per salire di categoria e per conoscere un nuovo calcio». Perché «la vita è questa», signori, e perché comunque «sono convinto che il Casarano riuscirà a salvarsi». Con un “arrivederci” al calcio italiano e un “addio” a quella serie D che cominciava a stargli troppo stretta. Kempes lasciò un Casarano che con lui in panchina aveva rimediato una sola vittoria, due pareggi e una sconfitta. E undici argentini portati in dote al club di Eugenio Filograna, il “signor Postalmarket” .

Leggi qui la storia del Casarano

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