Era l’emblema del Real Madrid di quel tempo. Riamane ancora un simbolo oggi, e sicuramente lo sarà per sempre. Un classico nove. Il suo volo sui colpi di testa, planava come dall’alto sino a portare il suo naso a portata degli scarpini dei difensoeri. Un colpo rapido. Micidiale. Letale.

Il colpo migliore di Santillana, quello di testa

L’Inter e il Derby County lo considerano il diavolo fatto persona. Si chiama Carlos Alonso González ed è conosciuto come Santillana perché è nato a Santillana del Mar, e ha reso la sua città famosa in tutto il mondo. Santillana ha segnato 290 gol nel Real Madrid.

Ha vinto tutto tranne la Coppa dei Campioni. Quella spina non può essere rimossa. Ha perso la finale del 1981 contro il Liverpool di Bob Paisley.

Un undici del Real Madrid nella stagione 1980-’81. In piedi, da sinistra: Stielike, García Remón, Sabido, García Cortés, Gallego e Camacho.
Accosciati, sempre da sinistra: Juanito, Del Bosque, Santillana, Ángel and Isidro

Vorrebbe rigiocare quella finale?

“Certo, ma ogni giocatore ha il suo tempo e io ho vissuto quella. Non mi lamento di nulla, abbiamo vinto molti titoli, abbiamo avuto molti riconoscimenti e mancava solo la Coppa Campioni. Così è la vita. Il Real è rimasto senza vincere la Coppa dei Campioni dal 1966 al 1998 e ora guarda, siamo arrivati a tredici. Ti dico una cosa: ai miei tempi potevano solo firmare due stranieri, che erano Stielike e Cunningham. Ora c’è la libertà di trasferimenti. In quel Real Madrid del ’81 c’erano molti giovani giocatori, giovanissimi e inesperti, come Garcia e Sabido … Se avessimo avuto la possibilità di avere un altro calciatore più importante, come quelli che esistono oggi, non avremmo perso”.

Souness e Cunningham nella finale di Parigi del 1981

Juanito, Del Bosque, Camacho, Stielike e lei era il leader di quel Real Madrid. Non siete riusciti a indossare la corona di regina d’Europa.

“È stato un peccato, la Coppa dei Campioni sarebbe stata il tocco finale per la carriera di Juan, Vicente del Bosque, Camacho, Uli e il mio. Se lo meritavano. Lo meritavamo. Ma abbiamo avuto un avversario più esperto, che aveva già vinto due Coppe Campioni negli anni precedenti e abbiamo perso a causa di un errore negli ultimi minuti. Questo è il calcio. Camacho ha avuto l’opportunità di segnare in precedenza e il tiro è andato alto. Sapevamo che la partita sarebbe ststa vinta da chi avrebbe segnato per primo. Sono stati loro. Pensavamo tutti che si sarebbe trattato di una finale che ci avrebbe portato ai supplementari, forse anche ai rigori. In ogni caso, siamo stati molto sfortunati di fronte a quell’appuntamento importante”.

Santillana e Juanito
Le grandissime doti in elevazione di Santillana

Perché?

“Perché siamo arrivati ​​a Parigi decimati. Cunningham era uscito da un infortunio che gli aveva procurato molti mesi senza giocare e non era ancora nella sua forma migliore. Stielike aveva subito un colpo sette giorni prima e aveva giocato solo al quaranta per cento delle sue possibilità, e Juanito aveva un problema al ginocchio”.

La “plantilla” del Real Madrid 1980-’81 con allenatore Vujadin Boskov

Beh, anche Liverpool non dimostrò la sua teorica superiorità.

“In effetti, è stato un duello molto alla pari, ci siamo opposti a loro e abbiamo perso solo per un episodio. Eravamo molto vicini a rompere la serie perdente, quindici anni senza vincere la Coppa dei Campioni”.

Santillana esulta dopo un gol

Sono cicli, come dice lei, perché ha anche giocato con la Quinta del Buitre  e anche quel Real ha fatto di tutto per vincerla.

“Sì, con la Quinta del Buitre ci siamo imbattuti nel Milan di Sacchi, Van Basten, Gullit, Rijkaard, Baresi e Maldini, che erano una grande squadra”.

Juanito nella finalissima di Parigi contro il Liverpool

E la ferita chiamata Psv Eindhoven, che vi eliminò dalla finalissima dopo due pareggi? Fuori solo per il gol che in trasferta vale doppio.

“E ‘stata davvero una sfortuna. Al Bernabéu abbiamo dominato, abbiamo avuto molte occasioni e abbiamo pareggiato incassando un gol. Questa rete lpermiese loro di qualificarsi, perché a Eindhoven pareggiammo 0-0 dopo aver attaccato per l’intera partita. Abbiamo colpito due volte il palo, ma niente, il pallone non è entrato. È stato un vero peccato. Con Zidane il Real Madrid è entrato nella leggenda del tempo dei cinque titoli europei vinti con Di Stéfano. Devi apprezzare ciò che il Real Madrid sta facendo. Quando lo confronti con altre volte in cui la Champions League non è stata vinta, ti rendi conto di quanto sia importante ciò che è stato fatto negli ultimi anni. È il premio per un ottimo lavoro da parte del consiglio di amministrazione, con il mercato e la preparazione della squadra, il lavoro sul campo dell’allenatore e del suo staff tecnico”.

Alan Hansen e Jose Antonio Camacho, duello al Parco dei Principi
per conquistare la Coppa dei Campioni

Santillana ha giocato nel Real Madrid dal 1971al 1988: novecampionati, quattro Coppe di Spagna, due Coppe Uefa, una Coppa di Lega. Ha giocato 645 partite con le Merengues e ha segnato 290 gol. Con Juanito ha formato il tandem d’attacco ideale sino al campionato 1983-’84. Con la Quinta del Buitre lo spogliatoio madridista annoverò due pesi massimi,. Carlos Santillana e Juanito diedero vita ad una fruttuosa collaborazione che portò il Real a conquistare numerosi obiettivi di prestigio. Questi due giocatori, insieme a Camacho, rappresentarono l’anima del Real Madrid sul finire degli anni Settanta e per gran parte degli anni Ottanta.

La grinta di Juanito

Juanito nella sua carriera madridisdta si aggiudicò anch il “Pichichi”, il titolo di capocannoniere della Liga, insieme all’uruguaiano del Valladolid Jorge Da Silva. Entrambi i calciatori segnarono 17 gol, superando i 14 di di Mágico González del Cadice. Dietro di loro, Santillana. Il giocatore cantabrico del Real Madridrealizzò 13 gol in quella stagione in cui debuttò un giovane Butragueño, che avrebbe finito per “ritirare”, tra virgolette, ovviamente, i due miti delle Merengues.

Poker di madridisti nella nazionale spagnola. In piedi Miguel Ángel e Santillana.
Accosciati Juanito e del Bosque

Alla fine del 1983, tuttavia, Juanito non fu più convocato con la nazionale spagnola. L’uomo di Fuengirola, che aveva appena compiuto 29 anni, ha smesso di indossare la maglia delle Furie Rosse dopo la Coppa del Mondo in Spagna dell’anno precedente.

Ancora un fotogramma della finalissima del 1981

Santillana continuò a essere convocato, e fu tra i protagonisti della famosa partita Spagna-Malta 12-1. Gli olandesi recriminano ancora oggi.

Juanito è morto tragicamente in un incidente stradale nel 1992

Si avvicina il momento di ricordare Spagna-Malta, il 12-1 dei quali sono passati trenta anni.

Mario Bocchio