È la parte romantica e poetica del calcio. Dietro ai grandi attaccanti delle big ci sono loro, una marea di cannonieri che segnano Gol a grappoli  sempre e solo nelle piazze minori del calcio italiano. Grandi con i piccoli, piccoli con i grandi.

Nel Pisa

Classe ’78, lento e macchinoso ma cinico come pochi, dotato di un destro potente e ottimo tempismo di testa. Spinesi esordisce a 16 anni in D nel Pisa e l’anno successivo l’acquista subito l’Inter.

Claudio Bonomi, Pierluigi Prete e Gionatha Spinesi al Castel di Sangro nella stagione 1996-’97

Ma non gioca neanche un minuto in prima squadra e se ne torna quindi in provincia: Castel di Sangro, Bari, Arezzo e Catania. Ovunque va, gonfia la rete in ogni modo possibile (129 le segnature totali).

Lo spannung della carriera il titolo di capocannoniere in B con 22 gol in 39 presenze ad Arezzo nel 2004-’05, seguito dai 40 centri fra A e B nei 2 anni successivi a Catania.

Si ritira il 29 ottobre del 2009, il giorno dopo aver firmato per il Pescina Valle del Giovenco, “perché non ho più stimoli (…) perché ingannare brave persone, come i dirigenti che mi avevano agganciato, pur di portare a casa uno stipendio?” Ora è titolare della ditta Caffè Spinesi. Lo slogan? “Sai che c’è… io bevo il mio caffè”. Umiltà vera.


30 gennaio 2008, quarti di finale di Coppa Italia, Catania-Udinese 2-1. Spinesi firma il rigore dell’1-1 con la solita freddezza, i siciliani vincono e si qualificano alla semifinale della competizione

Da cosa si riconosce che Spinesi è nato per il gol? Da come calcia i rigori: botta centrale e si va ad esultare.

Lucio Pelliccioni

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