C’eravamo anche noi di Il Nobile Calcio di Provincia, sabato 1 giugno a Milano, tra le tredici community di storytelling calcistico, a raccontare momenti della storia della Coppa Campioni. Le storie sono disponibili sulla pagina Facebook OFFSide Fest Italia.

Eurogol condotto dai giornalisti Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino.

L’Europa è nata di mercoledì. L’Europa è il prodotto delle partite di calcio in notturna delle Coppe Europee. Eravamo giovani, c’era la Guerra fredda. Aspettavamo con trepidazione di vedere su Rai2 Eurogol. Nella vecchia Coppa dei Campioni giocavano solo le squadre che avevano vinto i rispettivi campionati più la detentrice. Gare ad eliminazione diretta, andata e ritorno. I primi turni erano una sorta di Davide contro Golia, ma poteva anche capitare – ed è capitato – che Lilliput affondasse il gigante. Il bello della palla rotonda che rotola. Il lato romantico del calcio. E allora spazio alla curiosità. Allora non c’era il web, ma c’era il caro e vecchio Guerin Sportivo con i suoi indimenticabili speciali sul calcio estero.

Le miniere di Esch-sur-Alzette, in Lussemburgo, possono raccontare la storia di decine di migliaia di emigrati italiani, ma anche della Jeunesse, la formazione più blasonata del Granducato.

Il calcio dei poveri e quello dei ricchi La Jeunesse al cospetto del Real Madrid di Puskas e Di Stefano, con la signorilità dei grandi che sanno chiedere scusa ai piccoli.

La Jeunesse al “Bernabeu” contro il Reale Madrid

La Jeunesse poliglotta e zeppa di emigranti davanti al Bayern Monaco di Beckenbauer, Maier e Müller.

Contro il Bayern Monaco

La Juventus del Lussemburgo davanti alla Juventus di Cabrini, Laudrup e Platini con Trapattoni che chiede ai suoi giocatori di non infierire. E poi lo storico risultato contro il Liverpool.

Contro la Juve di Platini

L’allenatore dei Reds, Bill Shankly, disse al capitano Hughes: “Guarda quelli lì, guardali bene. Domani loro andranno a lavorare in fabbrica”.

Per vivere un momento di gloria non sempre serve ottenere una squillante vittoria; qualche volta è sufficiente un pareggio soprattutto se arriva quando le speranze sono ormai minime. Non ci vuole un grande sforzo di fantasia per intuire l’ emozione e la gioia dei 7 mila spettatori presenti allo stadio La Frontière di Esch-sur-Alzette quel mercoledì 19 settembre 1973, quando al 43’ della ripresa Gilbert Dussier, entrato in campo venti minuti prima al posto del giovane compagno André Zwally, spedì il pallone alle spalle del numero uno inglese Clemence.

Si parla ancora oggi di quell’impresa

Un gol destinato a impattare in maniera definitiva il punto siglato da Brian Hall nello stesso momento del primo tempo. 

La Jeunesse ad “Anfield Road”

Poco importa se ad Anfield Road i Reds riuscirono a vincere in scioltezza con un tranquillo 2-0: quel risultato rimane comunque inciso a lettere d’oro nella storia della formazione bianconera del Lussemburgo. Ma non sono i soli …

L’Omonia Nicosia negli anni Settanta

È stata la Guerra civile greca, dal 1946 al 1949, a determinare a Cipro forti tensioni che finirono anche per condizionare il calcio. In questo contesto nacque l’Omonia, Associazione Calcio Amatori Cipro. Nicosia è l’unica capitale ancora divisa in due frazioni separate da una recinzione militare: quella greca e quella turca. Sei campionati consecutivi, dal 1974 al 1979: è il periodo d’oro dell’Omonia, che produsse uno degli attaccanti più famosi del calcio cipriota – Sotiris Kaiafas, vincitore della Scarpa d’Oro nel ’76 con 39 gol segnati – e fu protagonista di quella partita contro l’Ajax.

Il bomber Sotiris Kaiafas

7 novembre 1979. L’Ajax non è più la squadra-mito di inizio decennio: anzi di quella formazione è rimasto solo Ruud Krol, il quale, pochi mesi più tardi, passerà al Napoli dopo una breve parentesi a Vancouver nella NASL (EN-EI-ES-EL). 

E’ comunque una squadra di alta caratura tecnica quella che due settimane prima ad Amsterdam aveva annichilito i ciprioti battendoli 10-0.

Due fotogrammi della sfida contro l’Ajax

La sicurezza del risultato acquisito, un turn-over forse troppo accentuato fecero sì che gli uomini di Beenhakker scendessero in campo a Nicosia non troppo motivati. L’Omonia, invece, di motivazioni ne aveva a iosa, a partire dal desiderio di riscattarsi dopo la debacle olandese: tant’è che dopo 13 minuti Tsikkos e Dimitriou avevano violato la rete difesa da Schrijvers.  A rendere più rotondo il risultato ci pensò proprio Kaiafas con la sua personale doppietta. Ciprioti dunque eliminati, ma con onore e con titoloni sui giornali locali.

Sui giornali ciprioti dell’epoca

Per Sotiris Kaiafas parlano le cifre: una carriera che va dal 1966 al 1984 tutta con la maglia dell’Omonia, quasi 400 gare di campionato e 261 gol, 9 scudetti, 6 coppe nazionali e 8 titoli di capocannoniere oltre alla mitica Scarpa d’Oro, unico rappresentante di una piccola nazione a vincerla.

In Coppa dei Campioni giocò 18 partite e segnò sei reti, tutte in quella magica stagione: prima una quaterna ai lussemburghesi del Red Boys Differdange eliminati nel primo turno e poi la doppietta contro l’Ajax.  Da un’isola del Mediterraneo ad un’altra.

Lo storico stadio di Malta

Terra battuta, materiale magico per chi, anni fa, faceva il pieno di partite nei campetti di periferia. Malta allora rappresentava l’estrema periferia del calcio, quando ancora i microstati come Far Oer, Andorra e San Marino non fanno parte dell’élite europea, e allora erano maltesi, ciprioti e persino finlandesi a portare sulle spalle la nomea di squadra-materasso. A Malta c’era l’Empire Stadium Gzira, una sorta di originale Wembley in versione mediterranea.

Il Valletta sulle Figurine Panini

Per una realtà come quella del calcio maltese, l’erba era un lusso, non certo un obbligo: e in via eccezionale, i giganti del calcio europeo si sono sempre adattati, considerando che il regolamento UEFA non prevedeva limitazioni sulla superficie, purché il campo fosse a norma.

Il Valletta, il Floriana, lo Sliema Wanderers e l’Hibernians affrontarono in quello stadio i più forti clubs europei. Ma anche la Nazionale maltese affrontò le più forti Nazionali, come la Germania Ovest, che nel dicembre del 1979 fu fermata 0-0. Erano le qualificazioni all’Europeo, in quella squadra era già titolare fisso Karl Heinz Rummenigge, che diventerà uno dei più forti attaccanti del calcio tedesco di sempre.

1979, Malta-Germania Ovest 0-0

Un mix tra vecchio e nuovo, con Sepp Maier in porta e il “bello” e talentuoso Hansi Muller in attacco. Coppa Campioni, settembre 1967, il Manchester United di Gorge Best e Bobby Charlton, che poi avrebbe vinto il trofeo dalle grandi orecchie contro il Benfica, impattò contro l’Hibernians di un sacerdote, Padre Hilary Tagliaferro, autentica icona del calcio isolano.

Quella partita è rimasta nella memoria nonostante il gioco poco entusiasmante: per i maltesi, per il risultato. Per il resto del mondo, per aver visto campioni di livello assoluto disputare una partita ufficiale sulla mitica pozzolana.

Nel nostro viaggio attraverso il calcio torniamo sul finire degli anni ‘60.  Quel Manchester United decimato nel 1958 dalla tragedia di Monaco di Baviera si stava avviando alla consacrazione definitiva. La prima partita di quell’edizione di Coppa, giocata il 20 settembre 1967 all’ Old Trafford, era stata ordinaria amministrazione: il sorteggio aveva messo di fronte allo United i maltesi dell’Hibernians.  Logico e tranquillo 4-0 con doppiette di David Sadler e Denis Law equamente distribuite nei due tempi. Sette giorni dopo la rivincita: agli ordini dell’arbitro italiano De Marchi si schierarono da una parte Denis Law, Bobby Charlton, George Best, il rude Nobby Stiles, dall’altra nomi del tutto sconosciuti.

Hibernians e Manchester United prima della partita

La distinta della gara riporta in panchina per i maltesi il nome di Lino Bugeja, ma il vero deus ex machina della formazione è Hilary Tagliaferro, che alternava al sacro ministero sacerdotale il profano ruolo di manager calcistico.   Non possiamo parlare di miracolo in questa occasione, in fondo Tagliaferro era solo un prete non un santo, ma i 22 mila spettatori dall’Empire Stadium uscirono comunque soddisfatti per quello 0-0 che rappresenta il primo risultato positivo di una squadra maltese contro una tra le grandi squadre europee.

Champions League Memories:"Quando Davide batte Golia"di Mario Bocchio e Sergio Giovanelli di Il Nobile Calcio di Provincia

Posted by OFFSide Fest Italia on Saturday, 1 June 2019

La Coppa Campioni portò il mondo all’Europa e la televisione lo portò in ogni salotto. Oggi l’Europa è soltanto Champions League. La Coppa delle Coppe e la Coppa Uefa si sono trasformate nell’Europa League. Potere del business. E Davide non può più sfidare Golia.