Nel marzo 2016 è  morto a Brescia all’età di 78 , Gino Corioni. Avrebbe compiuto 79 anni a giugno. Corioni è stato presidente delle Rondinelle per 22 anni acquistando la società nel 1992 e lasciandola al termine della stagione 2014 con il commissariamento da parte di Ubi Banca. Sotto la sua presidenza sono passati da Brescia giocatori del calibro di Hagi, Baggio, Guardiola e tecnici come Lucescu, Mazzone e De Biasi.

 

 

«Il primo pensiero è stato: è uno di quei giorni che non vorresti mai arrivasse. È una giornata triste» sono state queste le parole di Roberto Baggio alla notizia della morte di Gino Corioni. «Siamo certi, per il bene che Gino Corioni ha fatto al Brescia, per la passione e l’amore uniti ad una competenza rara nel calcio, che sicuramente andrà in Paradiso e organizzerà una squadra anche lì» è il pensiero di Roberto Baggio condiviso con il suo procuratore Vittorio Petrone.

 

 

«Come diceva Gino, avendo fatto tanti errori, in Paradiso ne farà di meno. Corioni era guidato da un’infinità passione. Impossibile che Brescia e il Brescia possano avere nuovamente un presidente come Gino Corioni». Baggio e Petrone hanno poi aggiunto: «È stato un piacere lavorare con lui, è sempre riuscito a trovare un modo di regalare un sorriso anche nei momenti più difficili». Baggio era arrivato a Brescia nel 2000 quando era senza squadra: «Saremo sempre grati per aver compreso che Roberto poteva dare ancora tanto al calcio e Roby ha fatto di tutto per onorare il suo sacrificio. Grande Gino ci mancherai tanto» ha aggiunto Petrone.

«Ciao Presidente». Così il Brescia sul suo sito aveva salutato Gino Corioni, presidente delle Rondinelle  dal 1992 al 2014. Anche il Bologna ricorda ancora oggi l’imprenditore bresciano, numero uno dei rossoblù dal 1985 al 1992: centrò la promozione in serie A nella stagione 1987-’88 con la guida tecnica di Gigi Maifredi, arrivando a conquistare l’Europa due stagioni più tardi.