197 presenze e 113 goal con la maglia dell’Inter, 22 reti in 55 apparizioni con la Juventus: nel mezzo un secondo posto al Mondiale di Messico ’70, tre scudetti, una Coppa UEFA e due titoli di capocannoniere della Serie A. Questo è Roberto Boninsegna, una delle icone del calcio degli anni ’70, che ha fatto la storia del calcio italiano e che vestì la maglia rossoblù nella stagione 1964-’65.

 

Il Potenza del miracolo.

 

Per ‘Bonimba’, questo il suo soprannome, un forte legame con la città di Potenza, dove nella stagione ’64-’65 anche l’attaccante di proprietà dell’Inter sfiorò la Serie A, mancata per soli tre punti: “Ricordi? Sì, tanti. È stato un anno splendido sotto tutti gli aspetti… tranne quello economico (ride, ndr). Ero in prestito dall’Inter e mi mandarono a giocare in Serie B. Ricordo quasi tutto con grande piacere… all’epoca ero anche militare. Abbiamo sfiorato la Serie A, eravamo una bella squadra con dei giocatori importanti”.

La coppia Bercellino-Boninsegna nella stagione ’64-’65 portò i rossoblù ad un passo dalla Serie A: “Lui fece 18 reti, io invece ne feci nove. Giocavo seconda punta, lui era una prima punta. Era un attacco fenomenale, in quella stagione abbiamo fatto goal tutti… da Franco Carrera, Vincenzo Rosito , Pilade Canuti, che purtroppo non c’è più”.

“Io e Bercellino eravamo tutti e due in prestito, io dall’Inter e lui dalla Juventus: poi non abbiamo più giocato insieme. Dopo l’anno del Potenza ci siamo risentiti, ma poi ci siamo persi… Invece dei reduci di quella stagione vedo spesso Paolo Vaini”, ha concluso Boninsegna a proposito della sua esperienza in rossoblù.

 

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