La storia della squadra di calcio del Giugliano è ricca di atleti che seppero farsi amare dai loro sostenitori per le loro doti tecniche. Uno di questi è stato senz’altro Alberto De Cristofaro, ala – centravanti del Giugliano degli anni Quaranta-Cinquanta. Egli è stato uno dei più forti attaccanti del suo tempo e che, per le sue giocate che facevano ammattire i difensori avversari, venne soprannominato affettuosamente dai suoi tifosi il “pazzo volante”.

Alberto De Cristofaro nasce a Marano di Napoli il 22 gennaio 1923, ma la famiglia dopo pochi anni si trasferisce a Giugliano. Fin da bambino dimostra di avere più interesse per il calcio che per la scuola. I genitori, però, ci tengono che il ragazzo frequenti un regolare corso di studi, e così, all’età di nove anni, lo iscrivono ad un collegio di Bologna. Dopo dieci anni lascia il collegio, non avendo nel frattempo mai abbandonato la sua passione per il calcio, per far ritorno a Giugliano. La sua permanenza, però, sarà breve, perché dopo poco sarà chiamato alle armi. Ma vi sarà subito l’armistizio dell’8 settembre 1943. De Cristofaro decide, allora, trovandosi nei pressi di Piombino, di rimanere a casa del fratello che abita nella cittadina toscana.

E vi rimarrà sin al 1944, giocando tra le fila della squadra locale. Finita la guerra, ritorna a Giugliano. Fa amicizia con alcuni calciatori locali ed in particolar modo con Ferdinando Cannella, capitano della squadra. Il debutto con la maglia del Giugliano avviene sul campo dell’Orto Botanico di Napoli contro la compagine del Carlo III. E’ la seconda giornata di ritorno del campionato regionale di Seconda Divisione.

Nel Giugliano 1950-’51

Il Giugliano vince 2 a 1 con un doppietta di De Cristofaro. L’anno dopo, nel campionato 1945-’46, gioca in Prima Divisione con il Marano. Tanta e la sua bravura che il tecnico Bagagli, l’anno dopo, lo vuole a tutti i costi al centro dell’attacco afragolese nel campionato di serie C. E’ sarà l’anno della sua consacrazione a grande calciatore, divenendo il più popolare dell’intera regione. Con la casacca rossoblu disputa due campionati di serie C. Poi passa a giocare con la Puteolana nel campionato di Promozione 1948-’49 e l’anno dopo con il Posillipo Casale in Prima Divisione. Nel 1950 Alberto De Cristofaro ritorna ad indossare la maglia gialloblu.

La notizia della sua morte

Il Giugliano disputa un campionato strepitoso e, sovvertendo ogni pronostico, viene promosso nel campionato di Promozione Interregionale. In quella stagione, battendo in finale la Pompeiana per 2 a 1, si fregerà anche del titolo di campione regionale di Prima Divisione. Con il Giugliano, De Cristofaro disputerà altri quattro campionati; poi in seguito ad un grave episodio è costretto ad appendere le scarpette. E’ il 19 dicembre 1954. Il Giugliano, che milita nel campionato di Promozione, è impegnato in trasferta sul campo dell’Aurora Ururi. L’ennesima sconfitta della squadra locale (0 a 2) scatena la rabbia dei suoi tifosi. A fine gara i giocatori del Giugliano sono costretti a rimanere sul terreno di gioco per una decina di minuti. Poi, grazie all’intervento di alcuni dirigenti, è permesso alla squadra di lasciare il campo, mentre De Cristofaro rimarrà ancora per qualche ora sul campo, ormai coperto di neve. A seguito di questo increscioso episodio, De Cristofaro contrarrà una grave malattia (nefrite cronica), che di lì a qualche anno lo porterà alla morte. E’ il 13 febbraio 1957 quando Alberto De Cristofaro, dopo una lunga malattia, si spegne. Lascia la giovane moglie e quattro figli in tenera età. La notizia viene riportata dai maggiori quotidiani napoletani. Il settimanale “Sport Sud” titola così il triste avvenimento: “Hanno ripetuto per De Cristofaro gli onori tributati in Austria per Sindelar”.

La fama di De Cristofaro

Il settimanale sportivo, poi, promuoverà una sottoscrizione alla quale, oltre alle società campane, parteciperanno anche club di serie A come la Roma, la Fiorentina, la Lazio e il Piombino (che fu la prima squadra nella quale giocò il povero De Cristofaro). Alla fine la sottoscrizione superò la cifra delle 770mila lire. Commovente la lettera che il suo allenatore Bagagli dell’Afragolese scrisse per lo “Sport Sud”. Dopo pochi mesi dalla sua morte al vecchio campo verrà dato il suo nome, poi nel 2000 l’intitolazione sarà trasferita al nuovo stadio comunale.

Ancora oggi, a distanza di tanti anni, Alberto De Cristofaro è ricordato con grande affetto dai tifosi gialloblu, anche da coloro che per motivi anagrafici non l’hanno conosciuto ma ne hanno sentito parlare per le sue gesta.

Paolo Buonanno