Padre Hilary Tagliaferro, il sacerdote che sfidò il Manchester United: una pagina indimenticabile del calcio maltese
Nov 3, 2026

Il religioso, che ha compiuto 92 anni, fu alla guida dell’Hibernians nel doppio confronto di Coppa dei Campioni del 1967 contro la squadra di Matt Busby. A Gżira, davanti a 23.217 spettatori, George Best, Bobby Charlton e Denis Law non riuscirono a superare la formazione maltese, capace di strappare uno storico 0-0

Novantadue anni, una vita trascorsa tra fede, sport, giornalismo e impegno sociale. Padre Hilary Tagliaferro è uno di quei personaggi che difficilmente possono essere racchiusi in una sola definizione. Sacerdote agostiniano, allenatore di calcio, giornalista, commentatore televisivo e punto di riferimento per intere generazioni di giovani, ha attraversato più di mezzo secolo di storia maltese lasciando un segno in diversi ambiti della società. Tra i ricordi più significativi della sua lunga esperienza sportiva c’è anche una partita destinata a rimanere nella memoria del calcio dell’isola: il confronto tra il suo Hibernians e il Manchester United nella Coppa dei Campioni del 1967.

Padre Hilary insieme a Pelé, sullo storico terreno di Malta

Era il 27 settembre e allo stadio di Gżira andò in scena la gara di ritorno del primo turno della competizione europea più importante per club. Di fronte alla formazione maltese c’erano i campioni inglesi allenati da Matt Busby, una squadra che poteva contare su alcuni dei più grandi interpreti del calcio internazionale. In campo George Best, Bobby Charlton, Denis Law, Nobby Stiles e Brian Kidd. Una formazione di autentiche stelle, che soltanto pochi mesi prima aveva conquistato il campionato inglese e che nella stagione successiva avrebbe raggiunto il traguardo più prestigioso, vincendo la Coppa dei Campioni.

Sulla panchina dell’Hibernians sedeva padre Hilary Tagliaferro, affiancato dal viceallenatore Lino Bugeja. Per il calcio maltese si trattava di un appuntamento eccezionale, non soltanto per il prestigio dell’avversario, ma anche per l’attenzione che l’arrivo del Manchester United aveva suscitato nell’intera popolazione.

Padre Hilary in versione giornalista, durante una delle sue innumerevoli trasmissioni sportive

Lo stadio si riempì molto prima del fischio d’inizio. Alle 15,45, in una giornata particolarmente calda, con temperature vicine agli 80 gradi Fahrenheit, sugli spalti erano presenti 23.217 spettatori. Un’affluenza da primato per l’epoca: il precedente record nazionale apparteneva alla partita internazionale tra Malta e Austria del febbraio 1957, quando erano accorse 17.421 persone. Quel pomeriggio il pubblico aveva letteralmente invaso l’impianto, mentre centinaia di altri appassionati cercavano di seguire l’incontro dai tetti degli edifici circostanti. L’entusiasmo aveva accompagnato la squadra inglese fin dal suo arrivo sull’isola, avvenuto nel pomeriggio di lunedì 25 settembre. All’aeroporto si era verificata una vera e propria manifestazione di entusiasmo popolare: i giocatori furono accolti con fiori e festeggiamenti, in un’atmosfera che ricordava le manifestazioni della cultura hippie. I calciatori raggiunsero rapidamente il pullman diretto al Malta Hilton, cercando di sottrarsi alla folla che si era radunata per salutarli.

L’Hibernians, con il coach Padre Hilary (a destra in clergyman), durante l’arrivo in Inghilterra

Il giorno successivo il Manchester United svolse una seduta di allenamento allo stadio, programmata proprio nell’orario previsto per la partita. L’appuntamento durò appena quarantacinque minuti. Anche in quell’occasione, oltre cinquecento tifosi si erano presentati per vedere da vicino i propri beniamini e ottenere un autografo. I giocatori furono costretti a raggiungere velocemente gli spogliatoi per evitare l’assalto degli appassionati. La sera stessa il locale Manchester United Supporters Club organizzò un ricevimento allo Sheraton Hotel. Il presidente del club dei sostenitori, G.E. Kissaun, consegnò a Matt Busby una riproduzione in argento della tradizionale imbarcazione maltese, la dgħajsa. I soci provenienti da Gozo aggiunsero un altro omaggio particolarmente rappresentativo dell’artigianato locale: il tradizionale pizzo gozitano, conosciuto come il-bizzilla.

Uno scatto della gara d’andata a Old Trafford

Una partita entrata nella storia

La sfida del 27 settembre si concluse senza reti, ma non mancarono le occasioni e i momenti di grande intensità. Il Manchester United andò vicino al vantaggio in due circostanze, colpendo altrettanti legni. Al 59′ fu Bobby Charlton a trovare il palo, mentre dieci minuti più tardi una conclusione di George Best, deviata dalla schiena di Salvu Gatt, terminò sulla traversa prima di spegnersi in calcio d’angolo. L’Hibernians, però, non si limitò a difendersi. La squadra maltese ebbe una grande opportunità per sorprendere gli inglesi e scrivere una pagina ancora più clamorosa. Protagonista dell’azione fu Frans Scerri, che approfittò di un errore di rinvio del difensore Francis Burns e si ritrovò completamente solo davanti alla porta. Aveva davanti a sé la possibilità di consegnare alla storia una rete memorabile, ma la sua conclusione rasoterra venne respinta da Alex Stepney con un intervento in tuffo di grande qualità. Un’occasione che ancora oggi viene ricordata attraverso una frase semplice ed efficace: buon tiro, grande parata.

Hibernians-Manchester Utd 0-0, miracoloso intervento del portiere isolano

Anche il portiere dell’Hibernians, Freddie Mizzi, ebbe una giornata particolarmente complicata. Già in condizioni fisiche precarie per un problema alla spalla rimediato nella gara d’andata a Old Trafford, fu costretto a fare i conti con un nuovo infortunio dopo appena venti minuti. Uscì dalla porta per anticipare Brian Kidd e si gettò a terra per bloccare il pallone ai piedi dell’attaccante. Nell’intervento si fece male nuovamente al braccio e il gioco rimase interrotto per alcuni minuti. Si temette che non potesse proseguire, ma Mizzi decise di stringere i denti. Con l’aiuto di un antidolorifico rimase in campo fino al termine, contribuendo a conservare uno zero a zero di grande prestigio.

Prima della partita si era svolta anche una cerimonia dedicata a Eddie Theobald, capitano dell’Hibernians, al quale il vicepresidente della federazione maltese Robbie Borg Olivier aveva consegnato il premio di Calciatore dell’anno. Il riconoscimento sembrò dargli ulteriore motivazione: Theobald disputò una prestazione di altissimo livello, tanto da essere considerato il migliore in campo.

Le due squadre, unitamente alla terna arbitrale italiana, entrano in campo in uno stadio, quello di Gżira, sold out

Tra le autorità presenti sugli spalti figuravano il governatore di Malta, Sir Maurice Dorman, il ministro dell’Istruzione, della Cultura e del Turismo Paolo Borg Olivier e il presidente della Corte Suprema Sir Anthony Mamo. Le due squadre furono presentate alle personalità istituzionali prima del fischio d’inizio. Anche l’aspetto organizzativo aveva richiesto un impegno considerevole. L’Hibernians scese in campo con una nuova divisa, donata da Godwin Said, titolare dell’azienda Emanuele Said di Valletta, mentre Muscat General Stores mise a disposizione i due palloni destinati all’incontro.

Il ricordo di una trasferta particolare

La permanenza del Manchester United a Malta si concluse con un altro episodio significativo. Anche al termine della partita i giocatori inglesi raggiunsero rapidamente gli spogliatoi, evitando di fermarsi tra i tifosi che cercavano di avvicinarli. Interpellato dai giornalisti sul comportamento della squadra, Matt Busby spiegò con una battuta che, se i suoi uomini non fossero scappati, le maglie sarebbero state ridotte a brandelli. Aggiunse che in situazioni simili si rischiava persino di farsi male. Dopo l’incontro le due delegazioni parteciparono a un ricevimento organizzato al Kastell tal-Kanadiż, a Tarxien, residenza privata di Charles Lovett, dirigente dell’Hibernians. Erano presenti i dirigenti e i calciatori delle due società, rappresentanti della federazione maltese, gli arbitri italiani Bruno De Marchi e i suoi assistenti, oltre a numerosi giornalisti. La serata fu anche l’occasione per uno scambio di omaggi. I giocatori del Manchester United ricevettero ciascuno un paio di gemelli d’argento, mentre alla società inglese venne donato un grande dipinto raffigurante il Grand Harbour di Malta. In cambio, i calciatori dell’Hibernians furono omaggiati con una spilla da cravatta consegnata dal club britannico. La squadra di Matt Busby lasciò Malta nelle prime ore di giovedì 28 settembre, portando con sé il ricordo di una trasferta tutt’altro che ordinaria. Per l’Hibernians e per il suo allenatore, quel pareggio aveva un significato speciale, anche se il confronto europeo era stato deciso dal risultato complessivo delle due partite, dopo la vittoria inglese nella gara d’andata a Old Trafford.

Denis Law ci prova di testa, il portiere Freddie Mizzi respinge

Dal campo alla Millennium Chapel

Quell’esperienza rappresenta soltanto una delle tante tappe della vita di padre Hilary. Nato a Ħal Tarxien il 28 ottobre 1934, figlio di William e Ċensina Tagliaferro, era cresciuto in un ambiente nel quale aveva sviluppato fin da ragazzo un forte legame con la comunità e con l’oratorio. A sedici anni maturò la decisione di intraprendere la vita religiosa, una scelta che sorprese persino alcuni dei suoi insegnanti e compagni di scuola, che lo ricordavano come un ragazzo particolarmente vivace. Il 22 marzo 1958 venne ordinato sacerdote nella Basilica di San Pietro a Roma. Alla cerimonia parteciparono i genitori, lo zio John e il cugino Alfred. Gli altri due fratelli non poterono raggiungere la capitale italiana per ragioni economiche. Il giornalismo sportivo entrò presto nella sua vita. Durante il periodo romano, tra il 1954 e il 1958, collaborò come corrispondente con Leħen is-Sewwa. Nel 1960 venne nominato responsabile della pagina sportiva del quotidiano Il-Ħaddiem, incarico mantenuto per dieci anni. Nel 1970 passò a occuparsi del giornale Il-Ħajja, che in seguito avrebbe assunto il nome di Il-Ġens.

Ancora altri fotogrammi di quella sfida entrata nella storia del calcio maltese

Parallelamente all’attività giornalistica si dedicò al calcio. Dal 1964 al 1970 fu allenatore dell’Hibernians e collaborò anche con l’amministrazione della nazionale maltese. Per molti anni lavorò come commentatore sportivo per la televisione nazionale, seguendo diverse edizioni dei Giochi olimpici e partecipando a otto edizioni consecutive dei Campionati mondiali di calcio, dal Messico 1970 alla Francia 1998. Nel 1971 fondò il Centro Sportivo Educativo, progetto che negli anni successivi si sarebbe trasformato nel centro tecnico di Ta’ Qali. Per lungo tempo ne fu direttore tecnico per conto della Malta Football Association. Fu inoltre tra i promotori dell’associazione dei giornalisti sportivi maltesi, della quale divenne il primo presidente, e contribuì in maniera determinante alla nascita della Youth Football Association, organismo dedicato alla crescita del calcio giovanile. Un impegno che non si è mai limitato alla dimensione agonistica. Per padre Hilary lo sport ha sempre rappresentato anche uno strumento educativo, capace di trasmettere valori, favorire l’integrazione e offrire opportunità ai ragazzi.

Questa filosofia ha trovato una delle sue espressioni più importanti nella Millennium Chapel di Paceville, da lui fondata e inaugurata l’8 dicembre 2000. La struttura è diventata un punto di riferimento per persone in difficoltà, offrendo accoglienza, ascolto, consulenza e assistenza a chi vive situazioni di disagio, comprese le persone senza fissa dimora e i rifugiati. Per il suo impegno civile e sociale, nel dicembre 2002 gli venne conferita la Medaglia per il servizio alla Repubblica. La sua storia è stata raccontata anche nel volume Fr. Hilary Tagliaferro, Bejn Storja u Miti, pubblicato nel 2016. Nell’ottobre 2025, alla vigilia del suo 91° compleanno e in occasione dei 25 anni della Millennium Chapel, è stata presentata un’altra biografia, intitolata The Priest in a Tracksuit, il sacerdote in tuta sportiva.

Nel 2024, in occasione dei suoi novant’anni, a Tarxien è stato inaugurato un busto in suo onore. L’anno successivo SportMalta ha riconosciuto ufficialmente il suo contributo allo sviluppo dello sport nella comunità. Nel novembre 2025 è arrivato anche il prestigioso dottorato honoris causa in Scienze sociali conferito dall’Università di Malta, che ha voluto premiare una vita dedicata soprattutto ai giovani, attraverso un percorso capace di unire attività sportiva, spiritualità e inclusione.

Padre Hilary Tagliaferro nella Millennium Chapel di Paceville, da lui fondata e inaugurata l’8 dicembre 2000. La struttura è diventata un punto di riferimento per persone in difficoltà

A 92 anni, padre Hilary Tagliaferro rimane una figura singolare e molto amata nella società maltese. La sua storia racconta di un sacerdote che ha saputo muoversi tra campi di calcio, redazioni giornalistiche, studi televisivi e luoghi di accoglienza, senza perdere di vista la propria missione. E tra le tante immagini che accompagnano il suo percorso ce n’è una che conserva un fascino particolare: quel pomeriggio del settembre 1967, quando un sacerdote in panchina guidò i suoi ragazzi contro i fuoriclasse del Manchester United, riuscendo a fermarli davanti a uno stadio gremito e a un’intera isola con il fiato sospeso.

Mario Bocchio

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