Nicolò Tresoldi, il bomber che guarda all’Europa senza dimenticare le radici ferraresi
Ott 24, 2026

La tripletta contro l’Inter ha acceso i riflettori sull’attaccante del Bruges, cresciuto calcisticamente in Germania. Una storia che intreccia il percorso del figlio con quello di Emanuele, ex difensore della Spal e protagonista dell’Europeo Under 21 vinto dall’Italia nel 1994

Il destino calcistico dei Tresoldi ha preso due strade differenti, ma entrambe raccontano la stessa voglia di misurarsi con il pallone. Emanuele ha mosso i primi passi a Ferrara, imparando il mestiere del difensore sui campi della Spal; Nicolò, invece, ha trovato in Germania il terreno fertile per diventare un attaccante capace di imporsi sulla scena internazionale. A riunire queste due storie è stata la notte di San Siro, quando il figlio ha firmato una tripletta contro l’Inter con la maglia del Bruges, regalando alla famiglia un’emozione difficile da dimenticare.

Nicolò Tresoldi esulta dopo la tripletta all’Inter

Per papà Emanuele, quella partita aveva un significato che andava oltre il risultato. Sugli spalti del Meazza c’erano anche i nonni di Nicolò, legati a Poggio Renatico, paese d’origine dell’ex calciatore. Vedere il ragazzo prendersi la scena in uno degli stadi più prestigiosi d’Europa significava assistere al risultato di un percorso cominciato molti anni prima, lontano dai grandi palcoscenici.

Il calcio di Emanuele nasce a Ferrara

Alla fine degli anni Ottanta, il giovane difensore si forma nel settore giovanile della Spal e debutta tra i professionisti quando è ancora giovanissimo. Il salto all’Atalanta gli permette di conoscere la Serie A e di lavorare con allenatori come Bruno Giorgi e Marcello Lippi. Seguono altre esperienze, dal Ravenna al Cesena, fino alla parentesi in Cina e agli ultimi capitoli di una carriera trascorsa soprattutto nelle categorie professionistiche italiane. Nel suo curriculum trova posto anche una pagina di particolare prestigio: la partecipazione al percorso dell’Italia Under 21 che conquistò il titolo europeo nel 1994. Un traguardo che appartiene a una generazione di calciatori cresciuti in un calcio nel quale il talento doveva accompagnarsi alla capacità di adattarsi, aspettare il proprio momento e ripartire dopo ogni difficoltà.

In Germania nell’Hannover 96, è il calciatore con la maglia nera

Nicolò ha raccolto la passione paterna, ma ha costruito la propria identità lontano dall’Italia

 

Emanuele Tresoldi nell’Atalanta

Nato a Cagliari il 20 agosto 2004, trascorre l’infanzia a Gubbio. Da ragazzino alterna calcio e tennis, fino a quando le qualità mostrate sul campo attirano l’interesse di diverse società. La svolta arriva nel 2017: la famiglia si trasferisce ad Hannover e il giovane entra nel settore giovanile dell’Hannover 96. Il cambiamento non è soltanto sportivo. Nicolò deve ambientarsi in un nuovo Paese, confrontarsi con una lingua diversa e conciliare gli allenamenti con la scuola. Riesce a inserirsi rapidamente, impara il tedesco e prosegue la propria crescita attraverso le squadre giovanili del club, raggiungendo anche le selezioni nazionali tedesche di categoria. La progressione è costante. I gol nelle giovanili aprono le porte a categorie superiori e alla prima squadra. Nel luglio 2022 arriva l’esordio in Bundesliga 2: a Kaiserslautern, davanti a oltre 40mila spettatori, Nicolò assapora per la prima volta l’atmosfera del calcio professionistico. L’Hannover perde, ma per il ragazzo è una tappa fondamentale, il passaggio da promessa del vivaio a giocatore chiamato a confrontarsi con il calcio dei grandi. La successiva esperienza al Bruges porta la sua carriera su un palcoscenico ancora più ambizioso. La tripletta contro l’Inter rappresenta una vetrina straordinaria e riporta d’attualità anche il tema della Nazionale. Italiano per famiglia e origini, cresciuto calcisticamente in Germania, Nicolò è al centro dell’interesse di chi immagina per lui un futuro internazionale. La scelta della rappresentativa da cui farsi chiamare, però, resta una decisione personale e non va confusa con le indiscrezioni che accompagnano il suo momento di popolarità.

Ancora il papà di Nicolò, ripreso quando giocava nel Castel di Sangro

Quella sera, per Emanuele, c’era anche un piccolo scherzo del destino. Lui è tifoso dell’Inter, mentre Nicolò non ha mai nascosto la propria simpatia per il Milan. Vedere il figlio punire proprio i nerazzurri gli ha regalato una soddisfazione enorme, accompagnata da inevitabili battute familiari. L’ex difensore ha parlato di un orgoglio difficile da descrivere, condiviso con i genitori, che vivono ancora a Poggio Renatico e non sempre riescono a seguire da vicino il nipote. La distanza, del resto, è diventata una componente della vita dei Tresoldi: Emanuele è legato all’Italia, Nicolò ha trovato la propria dimensione in Belgio dopo gli anni tedeschi, mentre il resto della famiglia conserva i suoi punti di riferimento tra Gubbio e Ferrara.

Per la città estense, il nome Tresoldi richiama così due generazioni di calciatori. Il padre appartiene alla memoria della Spal, ai campi di via Copparo e a un percorso costruito attraverso sacrifici e trasferimenti; il figlio rappresenta una nuova storia, più internazionale, nella quale la formazione tedesca si combina con le origini italiane. La notte di San Siro non cancella il cammino che l’ha preceduta e non garantisce da sola ciò che verrà. Ma consegna a Nicolò un riconoscimento importante e a Emanuele una gioia tutta particolare: quella di vedere il proprio figlio trovare una strada autonoma, senza rinnegare le radici da cui proviene.

Il pallone, in fondo, ha portato i Tresoldi lontano da casa, ma non ha mai reciso il legame con Ferrara. E mentre Nicolò prova a trasformare una serata da protagonista in una tappa di una carriera ancora tutta da scrivere, il padre può guardarlo con la consapevolezza di chi conosce bene il mestiere: nel calcio, una grande notte è un punto di partenza, non una destinazione.

Mario Bocchio

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