
La tripletta al Sassuolo lo ha portato al centro della scena: il centravanti del Frosinone, dopo stagioni difficili e tante attese, si sta guadagnando spazio e attenzione a suon di reti
Il calcio giovanile promette molto, ma arrivare davvero in alto richiede pazienza, carattere e la capacità di rialzarsi quando le occasioni non arrivano. Antonio Raimondo sta dimostrando di aver imparato questa lezione sulla propria pelle. Oggi il suo nome circola con insistenza dopo un avvio di stagione che lo ha visto diventare uno dei protagonisti del Frosinone.

Ravennate, classe 2004, attaccante mancino cresciuto nel vivaio del Bologna, Raimondo ha conosciuto presto il calcio dei grandi. Il debutto in Serie A arrivò nel maggio 2021, quando Sinisa Mihajlovic gli concesse qualche minuto contro il Verona. Un’opportunità che il centravanti non ha dimenticato, soprattutto per la fiducia ricevuta da un allenatore che seppe aprirgli una porta importante. Ma una prima apparizione nella massima serie non garantisce una carriera in discesa. Raimondo ha dovuto cercare altrove lo spazio necessario per maturare. La Ternana gli ha permesso di misurarsi con continuità in Serie B, il Venezia gli ha riservato un’esperienza condizionata da un problema fisico e a Salerno non è riuscito a lasciare il segno come avrebbe voluto. Ogni tappa gli ha restituito qualcosa, anche quando il risultato non era quello sperato. Le difficoltà incontrate agli inizi nel settore giovanile gli avevano già insegnato quanto fosse importante insistere, persino nei periodi in cui il campo sembrava non offrire risposte.

La rinascita passa dal Lazio
A Frosinone ha trovato una realtà nella quale sentirsi parte del progetto. La fiducia dell’ambiente e il lavoro con Massimiliano Alvini gli hanno consentito di affinare alcuni aspetti del gioco, dalla gestione del pallone alla lettura dei movimenti difensivi, fino alla capacità di scegliere il momento giusto per attaccare la profondità. Nella stagione che ha accompagnato la squadra verso la promozione, il suo contributo è stato significativo, con undici marcature. Adesso il rendimento è cresciuto ulteriormente e i numeri raccontano un attaccante in piena fiducia: sette reti nelle prime sette giornate di campionato, alle quali si aggiungono quelle realizzate in Coppa Italia. La partita contro il Sassuolo ha rappresentato il momento più eclatante di questa partenza. Tre gol nella stessa serata, movimenti rapidi e la capacità di sfruttare ogni incertezza della difesa avversaria. Non soltanto precisione sotto porta, ma anche attenzione e prontezza nel leggere le situazioni che si sviluppano nell’area di rigore.

Un centravanti che non si limita ad aspettare
Il suo calcio nasce dalla convinzione che un’azione non sia finita finché il pallone è ancora giocabile. Raimondo cerca la profondità, partecipa alla pressione e continua a muoversi anche quando sembra difficile ricavare qualcosa da un passaggio. È un atteggiamento che richiama il suo idolo Edinson Cavani, ammirato soprattutto per la generosità e la disponibilità a lavorare per la squadra. Parallelamente, il giovane attaccante sta dedicando attenzione alla preparazione atletica, con l’intenzione di irrobustirsi e sostenere meglio i duelli con i difensori. La crescita, nella sua prospettiva, non si esaurisce nel numero dei gol: significa diventare più affidabile e incidere anche quando le occasioni sono poche. Le qualità realizzative, del resto, erano già emerse con la maglia azzurra giovanile. Nel 2022 Raimondo contribuì al secondo posto dell’Italia ai Giochi del Mediterraneo, torneo nel quale mise a segno sei reti. Un precedente che testimonia come il potenziale fosse evidente già prima dell’attuale exploit.

Il mercato osserva, lui pensa al presente
Le prestazioni con il Frosinone hanno inevitabilmente acceso l’interesse attorno al suo futuro. Le notizie di mercato hanno accostato il suo nome alla Juventus, mentre anche società inglesi sarebbero attente ai suoi progressi. Il cartellino resta del Bologna, con un accordo valido fino al 2028 e un prestito al club laziale in scadenza nel 2027. Raimondo, almeno per il momento, preferisce non anticipare gli eventi.

Il suo obiettivo è continuare a rendersi utile alla squadra e meritarsi, attraverso il lavoro, le opportunità che potrebbero arrivare. La convocazione nella Nazionale maggiore rappresenta un sogno, ma prima viene la necessità di confermarsi domenica dopo domenica. Il messaggio che arriva da questa prima parte di stagione è chiaro: il talento da solo non basta, e le battute d’arresto non devono necessariamente diventare un limite. Raimondo ha trovato a Frosinone il terreno giusto per ripartire. Adesso la sfida più difficile è mantenere la rotta, quando l’attenzione cresce e le aspettative diventano più pesanti.
Mario Bocchio
