La meteora Samereh: quando il Perugia cercò in Iran il suo bomber del futuro
Mar 14, 2026


Estate 2001: tra rovesciate spettacolari in ritiro e grandi aspettative, il giovane iraniano sembrava pronto a conquistare la Serie A. Invece, la sua avventura umbra si spense quasi subito, lasciando solo ricordi di un sogno mai decollato

Era l’estate del 2001 quando il Perugia scelse Deutschlandsberg, in Austria, come sede del ritiro estivo. Alla guida della squadra c’era ancora Serse Cosmi, figura chiave del progetto tecnico del club. In campo si distinguevano giocatori ormai consolidati come Zé Maria, Fabio Bazzani e Zisis Vryzas, mentre altri, come Fabio Grosso e Davide Baiocco, cercavano di imporsi.

Alcuni protagonisti della stagione precedente non erano più presenti: Marco Materazzi aveva lasciato il club per l’Inter e il cinese Ma Mingyu era tornato in patria dopo un’esperienza italiana complicata. Tuttavia, il presidente Luciano Gaucci non rinunciava alla sua strategia fatta di intuizioni e scommesse internazionali. Dopo Nakata e Ahn Jung-hwan, lo sguardo del Perugia tornava verso l’Asia alla ricerca di un talento da valorizzare.

A “San Siro” contro l’Inter

Questa volta il viaggio portò in Iran. Un architetto iraniano residente in Italia, Seyed Mehdi Hashemian, si accorse di un giovane attaccante del campionato locale. Grazie ai suoi contatti, fece arrivare al Perugia alcune videocassette con le sue giocate. Le cassette finirono nelle mani di Alessandro Gaucci, amministratore delegato del club, che decise di informarsi direttamente, approfittando della presenza della nazionale iraniana in ritiro non lontano da quello del Perugia. L’incontro con il commissario tecnico Miroslav Blažević confermò il talento del ragazzo e la sua capacità di adattarsi al calcio europeo.

Ali Samereh nella nazionale iraniana

Il giovane in questione si chiamava Ali Samereh, aveva 21 anni e militava nell’Esteghlal Teheran, con 19 gol in 18 partite nell’ultima stagione. Il Perugia lo ottenne in prestito per circa 500 milioni di lire, con opzione di riscatto fissata a 3,5 miliardi. Se avesse esordito in Serie A, sarebbe stato il primo iraniano della storia del campionato.

In patria era soprannominato “Mister Goal” e le prime settimane in Umbria sembravano confermare la fama. Samereh segnava con facilità nelle amichevoli e negli allenamenti, arrivando persino a realizzare una spettacolare rovesciata che finì all’incrocio dei pali. La conferma arrivò in un test contro l’Udinese di Roy Hodgson, dove superò Morgan De Sanctis e trovò il gol. L’entusiasmo dello staff era palpabile: Alessandro Gaucci ne lodava le qualità atletiche e tecniche, mentre Cosmi evidenziava il suo movimento intelligente e l’entusiasmo contagioso.

Una formazione del Perugia nella stagione 2001-’02. Da sinistra, in piedi: Óscar Córdoba, Fabio Bazzani, Marco Di Loreto, Rahman Rezaei, Fabián O’Neill, Fabio Grosso; accosciati: Zīsīs Vryzas, Davide Baiocco, Giovanni Tedesco (capitano), Mauro Milanese, Zé Maria.

Intorno al giovane iraniano crebbe rapidamente curiosità e attenzione. I giornali raccontavano la sua storia, e i compagni di squadra condividevano aneddoti della vita quotidiana in ritiro. Il difensore Marco Di Loreto, suo compagno di stanza, ricordava come Samereh dormisse spesso sul pavimento e si svegliasse all’alba per pregare.

Tutto sembrava pronto per il grande debutto. L’esordio in Serie A arrivò subito: a San Siro, contro l’Inter di Héctor Cúper, Cosmi lo schierò titolare accanto a Vryzas. Ma la partita si rivelò difficile: Samereh faticò a inserirsi nel ritmo della gara e dopo circa un’ora fu sostituito. Il Perugia perse 4-1.

Rahman Rezaei nel Messina

Da quel momento le occasioni diventano rare. Gli impegni con la nazionale iraniana lo costringono a lasciare temporaneamente il club e, al ritorno, l’attacco era già consolidato con Bazzani e Vryzas. Le gerarchie erano chiare e per lui rimanevano solo minuti sporadici. Entrò contro l’Udinese subentrando dalla panchina, senza incidere, mentre il Perugia otteneva successi importanti, come la vittoria contro il Milan di Fatih Terim, senza di lui in campo.

Uno dei pochi momenti di visibilità arrivò all’Olimpico contro la Lazio: entrò nel secondo tempo con la squadra sotto di tre gol e provò alcune iniziative individuali, ma la pesante sconfitta per 5-0 ridusse le luci su di lui.

Con la maglia dell’Iran

Nel mercato di gennaio il Perugia acquistò un altro iraniano, il difensore Rahman Rezaei, con l’idea di facilitare l’inserimento di Samereh. L’operazione, però, non cambiò il suo destino sportivo.

Ai tempi del Livorno, mentre affronta il milanista Kaká

La stagione si chiuse con un bilancio scarno: sei presenze totali, una sola da titolare, 175 minuti giocati e nessun gol. Il Perugia rinunciò al riscatto e Samereh tornò in Iran, dove proseguì la carriera tra Iran ed Emirati Arabi Uniti fino al ritiro nel 2014. Diverso fu invece il percorso di Rezaei, che costruì una lunga esperienza in Italia tra Perugia, Messina e Livorno.

La storia di Ali Samereh resta quella di una meteora del calcio italiano: un giocatore arrivato tra curiosità e grandi aspettative, acceso per qualche settimana nelle cronache del precampionato e poi lentamente scomparso dai riflettori.

Mario Bocchio

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