
Dalle Canarie al Venezuela: la storia dei gemelli Pedro e Alberto e del fratello Daniel, tra il calcio giovanile della Vinotinto e una vita dedicata allo sport e alla formazione dei giovani
Arrivati in Venezuela dalle Isole Canarie nel dicembre del 1957, i fratelli Álvarez – Daniel e i gemelli Pedro e Alberto, soprannominati los morochos – trovarono a Caraballeda, sulla costa di La Guaira, un mondo sportivo dominato quasi esclusivamente dal baseball. Il calcio, allora, era praticamente sconosciuto.
I ragazzi iniziarono a giocare per strada, su campi di terra, tra lo stupore dei coetanei del quartiere che all’inizio guardavano con diffidenza quel nuovo sport. Con il tempo però quel pallone attirò sempre più curiosi, e il gioco diventò parte della vita quotidiana.

La passione per il calcio in famiglia era forte. Il padre, Juan Álvarez Montesinos, insieme ai figli maggiori Juan e Santiago, fondò all’inizio degli anni Sessanta il Club Atlético Bolívar, un’associazione sportiva della comunità canaria con una squadra di calcio che partecipava ai tornei locali di La Guaira. Il club sarebbe poi diventato il Club Canarias, oggi con sede a Macuto.
I tre fratelli avevano mosso i primi passi calcistici a Tenerife, ma fu in Venezuela che iniziarono davvero il loro percorso sportivo. Nel 1958 entrarono nelle giovanili della squadra della Línea Aeropostal de Venezuela (LAV), allenata dall’ungherese Américo Wichosky, dipendente della compagnia aerea. Successivamente giocarono anche nel Santiago Apóstol di Maiquetía.

Il talento più precoce fu Daniel. A soli quindici anni venne ingaggiato dal Colegio San Agustín del Paraíso di Caracas dall’allenatore Pedro Castro Martín. Nonostante l’età, giocava già nella categoria giovanile superiore e rappresentò il Distrito Federal nei campionati nazionali giovanili: a Maracaibo nel 1962 e a Valencia nel 1964. In quest’ultima occasione conquistò il titolo nazionale con compagni di squadra come Naranjo e Javier Rentería, entrando poi anche nella preselezione della nazionale venezuelana per i Giochi Panamericani.
I gemelli Pedro e Alberto, invece, iniziarono ancora più giovani: a otto anni erano già nelle categorie minori della LAV e del Santiago Apóstol. Anche loro passarono poi al San Agustín del Paraíso, dove attraversarono tutte le categorie giovanili fino alla prima squadra. Con il San Agustín ottennero risultati straordinari: titoli e secondi posti in quasi tutte le categorie e, nel 1968, una storica doppietta vincendo nello stesso anno il campionato giovanile e quello di prima categoria del Distrito Federal. Quest’ultimo fu conquistato imbattuti in trenta partite, un record per la competizione.
I “Morochos” parteciparono, a quindici anni, al Campionato Nazionale Giovanile del 1965 nello stato Anzoátegui e tornarono campioni nazionali nel 1967 e nel 1968 con la selezione del Distrito Federal. In quelle squadre militavano giocatori di grande talento come Ramón Iriarte, Miguelito García, Roldán Uztáris, Carlos Marín “Chiquichagua”, Toly Crespo e Marcos Vásquez.
Nel 1967 i gemelli furono convocati anche nella nazionale venezuelana giovanile per il Campionato Sudamericano giovanile – la Copa Juventud de América – disputato in Paraguay. In quella selezione figuravano, tra gli altri, Ramón Iriarte, Pito Useche, Eddy García, Miguel García, Iván “Tiburón” García, Mono Pérez, Eduardo Bello, Orlando Torres e Toño Marcano. Alberto vestì inoltre la maglia della Vinotinto in un torneo celebrativo per l’indipendenza delle Barbados, dove il Venezuela vinse la finale per 4-0 contro la nazionale di casa.

Nonostante l’interesse delle squadre della Liga Mayor, tra cui il Canarias FC, il padre dei fratelli Álvarez rifiutò le offerte. Riteneva che il calcio professionistico venezuelano dell’epoca non garantisse stabilità per il futuro. Scelse quindi una strada diversa: i figli avrebbero giocato per il San Agustín del Paraíso in cambio di borse di studio.
La decisione si rivelò fondamentale. Grazie al calcio, Daniel si laureò in chimica industriale, mentre Pedro e Alberto divennero contabili pubblici presso l’Universidad Central de Venezuela.

Il legame con lo sport, tuttavia, non si interruppe mai. Nel 1976 i fratelli Álvarez fondarono a La Guaira il Brujos de Caraballeda F.C., che negli anni si trasformò in una fondazione dedicata alla formazione sportiva e civica dei giovani del settore orientale dello stato di Vargas.
Per il suo impegno sociale e sportivo, Pedro ricevette riconoscimenti negli anni 1980 e 1990. Alberto, durante il suo lavoro con il PDVSA (Petróleos de Venezuela,) tra il 1982 e il 1986, fondò e presiedette il club giovanile della filiale Meneven, e in seguito fu presidente dell’Associazione calcistica dello stato Carabobo dal 2010 al 2013.
La loro storia racconta non solo il percorso di tre talenti del calcio venezuelano, ma anche quello di una famiglia che trasformò il pallone in uno strumento di educazione, crescita e servizio alla comunità.
Mario Bocchio
