Quando il Brasile scelse Asti per preparare Italia ’90
Mar 11, 2026


Per quasi un mese la nazionale verdeoro visse in città tra allenamenti, curiosità e aspettative: un evento molto atteso che lasciò ricordi vivaci ma anche qualche delusione

Careca, Taffarel, Dunga, Bebeto, Romario, Aldair. Basta pronunciare questi nomi per tornare con la memoria a uno dei Brasile più affascinanti della storia recente del calcio. Nell’estate del 1990 quella nazionale, guidata dal commissario tecnico Sebastião Lazaroni, visse una parte della propria avventura mondiale ad Asti.

Ciao, la mascotte di Italia ’90 allo stadio di Asti


Per ventotto giorni, tra la fine di maggio e la seconda metà di giugno, la Seleção stabilì il proprio quartier generale all’Hasta Hotel di Valle Benedetta. Un periodo breve ma intenso, che mise la città piemontese sotto i riflettori internazionali nel pieno dei Mondiali di Italia ’90.

L’idea di portare una grande nazionale ad Asti era nata già nei mesi precedenti al torneo. Alla fine del 1989 cominciò a circolare la possibilità che una squadra partecipante al Mondiale scegliesse la città come sede logistica. A lavorare in questa direzione fu soprattutto l’avvocato astigiano Gianni Trombetta, legato agli ambienti federali del calcio italiano.

Alemão a Valle Benedetta


Comune e Provincia sostennero il progetto e venne istituito il Comitato Asti ’90, incaricato di organizzare l’accoglienza e coordinare le attività. L’obiettivo era convincere gli organizzatori del torneo e superare la concorrenza di altre località piemontesi candidate a ospitare una nazionale.

Aldair in allenamento allo stadio di Asti

Il risultato arrivò l’11 gennaio 1990: Asti fu ufficialmente scelta come base del Brasile, inserito nel gruppo con Costa Rica, Scozia e Svezia, le cui partite si sarebbero disputate tra Torino e Genova.

Il Ct Lazaroni e i giornalisti brasiliani durante le periodiche conferenze stampa astigiane

Da quel momento la macchina organizzativa si mise in moto. All’Hasta Hotel furono predisposte le strutture per la squadra e lo staff, mentre lo stadio comunale venne adeguato per gli allenamenti della nazionale. Furono realizzate anche ampie aree dedicate alla stampa per accogliere i centinaia di giornalisti attesi da tutto il mondo.

Intanto la città si preparava a sfruttare l’occasione anche sul piano promozionale. Vennero prodotti gadget e materiale informativo dedicato all’evento, mentre associazioni e istituzioni locali organizzarono iniziative culturali e turistiche legate alla presenza della squadra più famosa del torneo.

La torcida brasiliana sulle tribune dello stadio astigiano

Quando i brasiliani arrivarono ad Asti il 29 maggio, l’interesse della popolazione era enorme. I primi allenamenti allo stadio comunale richiamarono molti spettatori e la curiosità attorno ai campioni verdeoro fu immediata.

Con il passare delle settimane, però, alcune aspettative si ridimensionarono. Il numero di tifosi brasiliani arrivati in città fu inferiore al previsto e diversi operatori turistici lamentarono prenotazioni più basse rispetto alle speranze iniziali. Anche il lavoro dei giornalisti non fu sempre semplice, soprattutto per la difficoltà di avvicinare i giocatori durante il ritiro.

Nel frattempo la nazionale disputò alcune partite amichevoli allo stadio cittadino contro squadre del territorio, dopo che una prima gara contro il Savigliano aveva suscitato qualche malumore tra le società calcistiche astigiane escluse.

Il logo di Asti ’90 realizzato da Antonio Guarene


Nonostante qualche polemica, la città cercò comunque di accogliere al meglio gli ospiti. Furono organizzate iniziative gastronomiche, eventi culturali e incontri con i giornalisti stranieri. Alcuni locali cittadini rimasero aperti fino a tarda notte per permettere agli inviati brasiliani di lavorare e cenare dopo l’invio dei servizi ai quotidiani del loro Paese.

Il tecnico brasiliano Sebastião Lazaroni premiato dall’allora sindaco di Asti Giorgio Galvagno e dall’assessore allo sport Aldo Pia


L’esperienza si concluse il 25 giugno, all’indomani dell’eliminazione del Brasile dal Mondiale per mano dell’Argentina. Prima di lasciare Asti la squadra salutò la città con una cena e con alcuni gesti simbolici che chiusero un mese particolare, vissuto tra entusiasmo, curiosità e inevitabili contraddizioni.

Poco dopo l’Hasta Hotel ospitò anche la nazionale inglese per alcuni giorni, in occasione della semifinale di Torino contro la Germania Ovest. Ma a quel punto l’attenzione della città era ormai altrove: l’intensa parentesi astigiana del Brasile era già diventata un ricordo.

Mario Bocchio

Fonti e fotografie: Astigiani, rivista di storia e storie

Condividi su: