
Dal Napoli di Krol alla Juventus del dopo-Trapattoni: una carriera tra intuizioni, scudetti sfiorati e l’esordio italiano di Maradona
Rino Marchesi non c’è più. Aveva 88 anni e da tempo aveva scelto il silenzio della provincia al rumore degli stadi. Eppure il suo nome resta legato a un dettaglio che basta a fissarlo nella memoria collettiva: fu il primo allenatore in Italia di Diego Armando Maradona, nell’estate che cambiò per sempre la storia del Napoli.

Molto prima della panchina, Marchesi era stato un centrocampista ordinato, intelligente, cresciuto calcisticamente fino alla piena maturità con la Fiorentina. In viola vinse due Coppe Italia, la Mitropa Cup e la Coppa delle Coppe del 1960-’61. Poi l’esperienza con la Lazio e il finale di carriera al Prato, senza clamori ma con continuità.


Rino Marchesi ai tempi della panchina dell’Inter
La svolta da allenatore arriva ad Avellino: tra il 1978 e il 1980 ottiene due salvezze che valgono la chiamata del Napoli. Nel campionato 1980-’81 gli azzurri sorprendono tutti. Con Ruud Krol a guidare la difesa e un impianto di gioco essenziale ma efficace, il Napoli resta agganciato alla vetta fino alle ultime giornate. Il titolo finirà alla Juventus, ma quella squadra restituisce ambizione a una piazza che sognava in grande.

Dopo un’altra stagione partenopea, Marchesi accetta la sfida dell’Inter. L’esperienza non decolla: gli stranieri non incidono come previsto e il progetto si sfilaccia presto. Il tecnico torna così a Napoli nel 1983-’84, chiamato a raddrizzare una stagione complicata. Missione compiuta.
L’anno successivo arriva Maradona. L’attesa è enorme, la realtà più complessa: il Napoli fatica nella prima parte di stagione e chiude lontano dalle posizioni di vertice. L’avventura si interrompe lì.

Paradossalmente è a Como che Marchesi costruisce l’ultimo trampolino. Il buon lavoro convince Giampiero Boniperti a consegnargli la Juventus dopo l’era di Giovanni Trapattoni. Una successione pesante. In rosa ci sono campioni come Michel Platini, al passo d’addio, e una struttura ancora solida. Ma il campionato prende la strada di Napoli e in Europa l’eliminazione contro il Real Madrid arriva subito.

La stagione seguente, senza Platini e con una squadra in trasformazione, si chiude con un piazzamento europeo ottenuto allo spareggio contro il Torino. Poi la scelta della società: affidarsi a Dino Zoff per aprire un nuovo ciclo.

Per Marchesi resta ancora qualche tappa – Udinese, Como, Venezia, Spal, Lecce – prima dell’addio definitivo nel 1994.
Milanese di nascita, legato a Firenze per affetto e memoria, è stato un allenatore misurato, lontano dai riflettori. Non ha vinto scudetti, ma ha attraversato un’epoca in cui la Serie A era il centro del calcio mondiale. E lo ha fatto con discrezione, cifra che oggi appare quasi rivoluzionaria.
Mario Bocchio
