Marco Achilli, un destino nerazzurro
Feb 28, 2026


Dall’Inter dello scudetto alla scelta di ricominciare dagli studi

Certe maglie sono una questione di sangue. Per Marco Achilli, il nerazzurro non era soltanto un colore, ma un’eredità. Figlio di Camillo Achilli, storico capitano dell’Inter nel secondo dopoguerra, Marco crebbe con il peso e l’orgoglio di un cognome importante.

Dopo i primi passi nella Vercellese di Milano, entrò nel vivaio interista, compiendo tutto il percorso delle giovanili fino all’esordio in Serie A. Il debutto arrivò il 12 maggio 1968, in una trasferta a Cagliari conclusa con una sconfitta per 3-2. Un’apparizione breve, ma sufficiente a segnare l’inizio ufficiale della sua avventura tra i professionisti.

Achilli nel Monza (a sinistra) e nel Livorno, sulla figurine “Panini”

Per trovare continuità, nel 1968 passò in comproprietà al Varese, che lo girò al Monza in Serie B. In Brianza trovò spazio e minuti importanti: tra il 1968 e il 1970 collezionò 44 presenze e 10 reti, mostrando buone qualità offensive e una discreta regolarità.

Rientrato all’Inter, visse la stagione 1970-’71 da comprimario di lusso. Totalizzò otto presenze complessive – tra campionato, Coppe europee e Coppa Italia – contribuendo alla conquista dello scudetto. In campionato mise la firma anche su una rete, segnata nel successo interno contro il Catania il 29 novembre 1970. Non era un titolare fisso, ma faceva parte di quel gruppo che riportò il tricolore a Milano.

Nell’Inter, dove fece il suo esordio in Serie A

Nell’annata successiva fu mandato in prestito al Livorno, dove disputò una stagione dignitosa: 24 presenze e 5 gol. Tornato a Milano, però, la società tentò nuovamente di trovargli spazio altrove, proponendo soluzioni in Serie C. Achilli rifiutò diverse destinazioni – tra cui Alessandria, Seregno, Parma e Piacenza – e rimase fermo per un’intera stagione.

Alla fine, nel 1973-’74, accettò di scendere di categoria proprio con il Piacenza, totalizzando 27 presenze e 2 reti. Seguì un’ulteriore esperienza con l’Albese e una stagione alla Vogherese in Promozione, prima di prendere una decisione definitiva.



Non riuscendo a trovare una stabilità ad alti livelli, Marco Achilli scelse di lasciare il calcio professionistico e tornare agli studi. Una scelta controcorrente, forse figlia di una carriera vissuta tra attese e opportunità solo parzialmente sfruttate.

Nel complesso, il suo bilancio parla di 4 presenze e una rete in Serie A, 68 presenze e 5 gol in Serie B, oltre alla soddisfazione di aver fatto parte dell’Inter campione d’Italia 1970-’71. Numeri non clamorosi, ma sufficienti a raccontare la parabola di un giocatore cresciuto all’ombra di un grande padre e di una grande squadra, con il nerazzurro cucito addosso, anche quando il campo lo portò lontano da San Siro.

Mario Bocchio

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