Primavera 1942, l’azzurro resiste alle bombe
Feb 24, 2026


In piena guerra mondiale l’Italia torna a giocare: due 4-0 a Croazia e Spagna e l’alba del futuro Grande Torino

Il 5 aprile 1942 non è una domenica qualunque. L’Europa è attraversata dal fragore della guerra, ma a Genova, allo stadio Luigi Ferraris, la Nazionale italiana ritrova il campo dopo sedici mesi di inattività. L’avversaria è la Croazia, in una delle due amichevoli organizzate in un contesto che oggi appare quasi irreale.

Italia-Croazia 4-0 (da “Azzurri, 1910-1983: storia della nazionale di calcio tre volte campione del mondo)



Lo sport, in quell’Italia, non si era arrestato. Il campionato proseguiva, il ciclismo aveva già riempito le cronache con la Milano-Sanremo, la boxe festeggiava a Berlino il titolo europeo conquistato da Luigi Musina. I quotidiani dedicavano alla guerra l’apertura, ma subito sotto c’erano risultati, formazioni, classifiche. Il pallone continuava a rotolare.

Esordio in maglia azzurra



Contro la Croazia finisce 4-0. Dopo un primo tempo senza reti, la superiorità azzurra emerge nella ripresa: segnano Guglielmo Gabetto, Pietro Ferraris (Ferraris II), Amedeo Biavati e Ezio Grezar su rigore. In panchina c’è ancora Vittorio Pozzo, il tecnico dei due Mondiali vinti. Sugli spalti, circa ventimila spettatori.

L’annuncio della presenza della coppia Ezio Loik-Valentino Mazzola a Genova contro la Croazia



È una Nazionale in trasformazione. Debuttano in cinque: il portiere Luigi Griffanti, poi Grezar, Gabetto, Franco Loik e Valentino Mazzola. Molti di loro, nel dopoguerra, diventeranno l’ossatura del Torino destinato a dominare il campionato e a spegnersi tragicamente a Superga. Il capitano è Pietro Rava, uno dei pochi reduci del titolo mondiale del 1938 insieme a Biavati e ad altri veterani. Nessuno, invece, era sopravvissuto al ciclo del 1934.

Due immagini della sfida del “Luigi Ferraris” nel 1942

Italia-Croazia raccontata da “Il Calcio Illustrato”

Il 19 aprile, a San Siro, arriva la Spagna. L’attesa è maggiore, il valore dell’avversario anche. Rientra Silvio Piola, che riprende la fascia da capitano. Il copione si ripete: 4-0, tutti i gol nel secondo tempo. A segno Mazzola, Ferraris, Piola e Loik. Per i due veneziani è la prima rete in azzurro.

Il netto successo dell’Italia contro la Spagna per 4-0

Poi il silenzio. La guerra impone una nuova pausa e la Nazionale tornerà soltanto l’11 novembre 1945, a Zurigo, in un 4-4 spettacolare contro la Svizzera. Molti protagonisti del ’42 sono ancora in campo; Mazzola e Loik segnano ancora. In Italia si rivedrà la maglia azzurra solo nel dicembre 1946, a Milano contro l’Austria: vittoria 3-2, firme di Piola e Mazzola.

La sfida di San Siro sui giornali dell’epoca e raccontata ancora nel contesto della pubblicazione “Azzurri, 1910-1983: storia della nazionale di calcio tre volte campione del mondo”

Quelle due partite del 1942 restano sospese tra normalità e tragedia imminente. In mezzo alla guerra, il calcio offrì un’illusione di continuità. E senza saperlo, consegnò al futuro il primo capitolo della leggenda granata.

Mario Bocchio

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