Sibir Kurgan 1991, l’ultima Coppa della RSFSR
Feb 19, 2026


Giovani talenti, tensioni incandescenti e un brindisi con lo sponsor greco: così nacque l’impresa che chiuse un’epoca

Nel novembre 1991 il Sibir Kurgan conquistò la Coppa della RSFSR, firmando il più grande risultato nella storia del calcio della Transuralia e diventando, di fatto, l’ultimo vincitore del torneo prima della dissoluzione dell’Unione Sovietica. La doppia finale contro il Kuban Barannikovskij fu un concentrato di emozioni e tensioni. All’andata, a Kurgan, il Sibir si impose 2-0. Il secondo gol nacque da un episodio rimasto nella memoria: su un rigore calciato dal capitano Sergej Kamzulin e respinto dal portiere, Evgenij Šurko intuì la traiettoria del rimbalzo e si avventò sul pallone, fissando il risultato. Lo stadio esplose, tra lacrime e abbracci. Al ritorno, in territorio krasnodariano, il Kuban vinse 3-1.

Ma il gol in trasferta di Vjačeslav Kamol’cev, servito dal sinistro “d’oro” di Kirill Kuz’mickij, risultò decisivo. Nei minuti finali un intervento in scivolata di Michail Goretov salvò l’impresa, deviando in corner un pallone che sembrava destinato a finire in rete. La gara di ritorno fu anche teatro di episodi incandescenti fuori dal campo: scontri nel tunnel degli spogliatoi, un giocatore colpito al volto da un agente locale dopo la sostituzione e un gruppo di tifosi avversari che irruppe nel corridoio prima del triplice fischio. Solo l’intervento dei dirigenti evitò conseguenze peggiori.

La squadra Stroitel del fondo edile n. 74 allo stadio Stroitel (ex Volnopozharny Obshchestvo, Dynamo, poi Trud, e Central)



Alla base del successo vi fu il lavoro meticoloso dell’allenatore Viktor Prozorov, che insieme a Vinokurov aveva costruito negli anni precedenti un gruppo di giovani talenti nati tra il 1971 e il 1972. Quei ragazzi, cresciuti con una mentalità vincente, trovarono l’equilibrio perfetto con i veterani. La squadra disputava fino a cinquanta partite a stagione, comprese le amichevoli: un ritmo che temprò carattere e resistenza.

Stadio Stroitel, siamo nel 1960



Tra i personaggi simbolo spiccava il portiere Ivan Inozemcev, uomo-guardiano prima ancora che estremo difensore. Per lui subire un gol equivaleva a una catastrofe cosmica. Non risparmiava rimproveri a nessuno: difensori, centrocampisti e perfino le riserve sedute dietro la porta venivano coinvolte nelle sue sfuriate. Pretendeva concentrazione assoluta, come se ogni pallone fosse decisivo.

Il primo almanacco calcistico di Kurgan

E fu proprio lui ad avviare l’azione del primo gol nella finale d’andata, confermando quanto fosse centrale anche nella costruzione del gioco. Indimenticabile anche la trasferta dei sedicesimi a Novosibirsk contro il Čkalovec: vittoria per 1-0 in dieci uomini per quasi tutta la partita, in un freddo polare, con un gol da più di trenta metri del giovane Oleg Maksimov. Un’altra prova di carattere di una squadra che non scendeva in campo per denaro, ma per passione.

Calciatori della Torpedo nella primavera del 1986, prima dell’inizio della prima stagione dopo undici anni di assenza della squadra di Kurgan nella seconda lega del campionato dell’URSS

22 aprile 1990. Programma della partita Zenit (Chelyabinsk) contro Zauralye (Kurgan)



I festeggiamenti ebbero un sapore internazionale. Lo sponsor greco Simon Panajotidis portò del whisky per celebrare la vittoria, ma la quantità non bastava a riempire la coppa. Si decise allora di aggiungere vino. Uno dopo l’altro, i giocatori bevvero un sorso dal trofeo, secondo tradizione. Quel giorno Šurko compiva diciannove anni: una coincidenza che rese la scena ancora più simbolica.

24 maggio 1991. Programma della partita Azamat (Cheboksary) – Sibir (Kurgan)



A trentacinque anni di distanza, quel trionfo resta un cimelio irripetibile nella storia sportiva della Transuralia: una coppa che chiuse un’epoca e racconta ancora oggi di una squadra giovane, affamata e capace di resistere a tutto: agli avversari, alla pressione e perfino al caos fuori dal campo.

Il club ha avuto numerosi cambi di nome nel corso degli anni. Fondato come Stroitel’, nel 1965 diventò Trud, poi nel 1967 assunse la denominazione Zauralec, che mantenne fino al 1986, quando prese il nome di Torpedo. Nel 1990 divenne Zaural’e, l’anno successivo Sibir’, mentre nel 1999 fu semplicemente FK Kurgan. Nel 2000 cambiò nuovamente nome in Spartak e, dal 2002, è conosciuto come Tobol.

Nella foto sotto il titolo: la “rosa” nel 1991. In piedi (da sinistra a destra): Sergej Gaev (presidente del club), Aleksej Degtjarev (medico), Kirill Kuz’mickij, Evgenij Šurko, Andrej Žarikov, Vladimir Kniller, Viktor Prozorov (allenatore capo), Aleksandr Vinokurov (allenatore), Igor’ Čerepanov, Sergej Kamzulin, Valerij Orlov, Igor’ Danilov, Vjačeslav Kamol’cev, Vladimir Najdanov, Sergej Solov’ëv (allenatore). Seduti: Igor’ Garenskich, Sergej Šaškov, Igor’ Semënov, Ivan Inozemcev, Dmitrij Kosinov, Michail Goretov, Aleksandr Beljakov.

Mario Bocchio

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