I cinque ruggiti del bomber
Feb 18, 2026


16 febbraio 1986: una giornata gelida all’Olimpico diventa storia grazie alla cinquina di Pruzzo

Chi era sugli spalti capì subito che quella partita sarebbe rimasta impressa nella memoria. Alcuni conservarono il biglietto come un cimelio: quando la cronaca incontra la storia, accade sempre così. Anche se la stagione 1985-’86 si sarebbe chiusa con grande amarezza per la Roma, quel pomeriggio restò uno dei ricordi più luminosi, scolpito nei cinque gol di Roberto Pruzzo.

“Segno molto negli anni dei Mondiali, ma nessuno se ne accorge”



Il 16 febbraio 1986 la Roma affronta l’Avellino sotto un cielo terso attraversato da una tramontana pungente. Durante l’intervallo, con il risultato sull’1-1 (rigore di Pruzzo e risposta di Ramón Díaz), il presidente Dino Viola, intercettato da Gian Piero Galeazzi, scherza: “Farà molto freddo”.

Intanto sugli spalti molti tifosi ascoltano la radiolina per seguire il derby tra Juventus e Torino.

A segno anche su rigore



Nella ripresa la Roma cambia passo. Dopo tredici minuti Pruzzo firma il sorpasso di testa, poi trova ancora la rete sfruttando un errore difensivo. All’86’ completa il capolavoro ribadendo in gol una respinta del portiere, e allo scadere trasforma anche il rigore del definitivo 5-1. Cinque firme identiche che trasformano una vittoria in leggenda.

La cinquina sui giornali dell’epoca

All’uscita dallo stadio, Viola sorride di nuovo: “Avevo detto che avrebbe fatto freddo… ma per gli avversari”. Quel giorno, all’Olimpico, la storia aveva preso forma.

Mario Bocchio

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