
Dal primo raduno a Leipzig alla storica partita contro la CSFR, nel cuore dei cambiamenti del 1989-1990
Il 21 ottobre 1989 la Sportschule di Lipsia ospitò il primo raduno dedicato al calcio femminile nella DDR, durato fino al giorno successivo. Inizialmente furono convocate 26 giocatrici, ma alla fine solo 21 parteciparono, tra cui Doreen Meier di Jena, allenata da Hugo Weschenfelder. Le convocate erano affidate ai tecnici Bernd Schröder e Dietmar Männel, mentre Gerhard Breiter accompagnava la squadra come responsabile.
L’incontro avvenne due settimane dopo le proteste popolari di Lipsia, quando 70.000 cittadini manifestarono per una rivoluzione pacifica. Nonostante il contesto politico, il calcio femminile continuava la propria evoluzione quasi indisturbato. Il raduno richiese alle giocatrici massimi sforzi fisici e mentali, con allenamenti intensivi di corsa e sprint, l’uso di nuove attrezzature e tecnologie come sistemi di rilevamento dei tempi e una “torre di tiro” per testare precisione e velocità.

L’evento attirò l’attenzione dei media: un servizio di undici minuti di Maybritt Illner, trasmesso l’1 novembre 1989 nello “Sportspezial”, presentò al pubblico la realtà del calcio femminile nella DDR e le modalità di selezione della squadra, sottolineando la possibilità di creare una serie A con due livelli inferiori, come già in Europa. La costituzione ufficiale della nazionale femminile sarebbe stata decisa solo al congresso della Federazione calcistica della DDR (DFV) del maggio 1990.
L’11 gennaio 1990 le giocatrici selezionate ricevettero l’invito per il primo incontro della DFV-Frauenauswahl in vista della partita contro la CSFR a Babelsberg, fissata per il 7 maggio, e per un’amichevole a Berlino Ovest il 17 aprile. Questo segnò la fine del lungo divieto di confronti tra squadre tedesche Est-Ovest.

La DFV-Frauenauswahl vinse la sua prima partita contro la selezione di Berlino Ovest per 6-3, mentre la commissione DFV per il calcio femminile confermava l’impegno a formare e sostenere la nazionale, programmando fino a 25 candidate e 2-3 raduni all’anno, oltre a tre gare internazionali nel 1990. Nonostante i segnali di un’imminente riunificazione della Germania, i responsabili del calcio femminile della DDR continuarono a inseguire il sogno di una nazionale indipendente, con la collaborazione di esperte del calcio femminile della Germania Ovest, come Hannelore Kloninger e Hannelore Ratzeburg.
I preparativi culminarono con il raduno finale prima della partita contro la CSFR e un programma di diagnostica atletica, fino ad allora riservato solo agli sportivi d’élite. Tuttavia, per l’allenatore Männel la nascita della nazionale arrivò ormai “troppo tardi”: alcune giocatrici avevano già lasciato la DDR per club dell’Ovest. Schröder e Männel cercarono comunque di preparare al meglio le rimanenti per l’esordio internazionale.
Mario Bocchio
