
La Pro Patria e la città rendono omaggio a un giovane tigrotto mai dimenticato e a uno dei protagonisti dell’epoca della Serie A
Lo stadio Carlo Speroni diventa ancora di più un luogo della memoria oltre che dello sport. L’amministrazione comunale di Busto Arsizio ha infatti deciso di intitolare due settori dell’impianto a due figure profondamente legate alla storia biancoblù: Andrea Cecotti e Giancarlo Amadeo, simboli di epoche diverse ma uniti dallo stesso senso di appartenenza alla Pro Patria.

Il settore dei distinti porterà il nome di Andrea Cecotti, giovane calciatore scomparso tragicamente nel 1987 a soli venticinque anni dopo un malore accusato durante una gara di campionato. La sua morte colpì profondamente l’ambiente calcistico e la città, lasciando un vuoto che il tempo non ha mai colmato.

Per i tifosi biancoblù Cecotti non è soltanto un ricordo legato a una giornata drammatica, ma il simbolo di una passione vissuta con semplicità e dedizione, quella di un ragazzo che aveva trasformato il sogno del calcio in una parte essenziale della propria vita. L’intitolazione dei distinti rappresenta così un segno concreto per tramandarne il nome alle nuove generazioni di tifosi.

La tribuna laterale sarà invece dedicata a Giancarlo Amadeo, terzino della Pro Patria protagonista negli anni della Serie A e autore di oltre duecentocinquanta presenze con la maglia biancoblù. Difensore solido e instancabile, Amadeo rappresentò per anni una garanzia sulla fascia, formando una delle coppie difensive più ricordate della storia del club insieme a Giuseppe Taglioretti, al quale è già stata intitolata l’altra tribuna dello stadio. Con questa scelta si ricompone idealmente quella storica coppia anche nella toponomastica dell’impianto, restituendo ai tifosi un frammento importante della tradizione sportiva cittadina.

Le intitolazioni, nate dalla collaborazione tra istituzioni e associazioni legate alla memoria della Pro Patria, vogliono trasformare lo Speroni in un vero racconto a cielo aperto della storia dei gloriosi Tigrotti, dove ogni settore richiami nomi, volti e vicende che hanno contribuito a costruire l’identità della squadra. Non soltanto un gesto formale, ma un modo per ricordare che il calcio di una città vive anche grazie alle persone che lo hanno rappresentato con passione, sacrificio e senso di appartenenza, valori che Cecotti e Amadeo continuano ancora oggi a incarnare nel cuore dei tifosi.
Mario Bocchio
