La prima finale di FA Cup: quando il calcio imparò a fare storia
Gen 1, 2026

16 marzo 1872, Kennington Oval: duemila spettatori, niente traverse e un gruppo di gentiluomini diede vita al rito più antico del football moderno

Impostate la data sul 16 marzo 1872 e tornate a un’Inghilterra in cilindro e pipa. Al Kennington Oval, nel cuore di Londra, un campo improvvisato al centro dello stadio da cricket ospita qualcosa che nessuno ancora immagina diventerà leggenda: la prima finale della FA Cup.

Wanderers FC con la FA Cup

Dopo anni di sole amichevoli, Charles Alcock – segretario della Football Association e capitano dei Wanderers – ha avuto un’idea semplice e rivoluzionaria: un torneo a eliminazione diretta.

Una parata dei vincitori storici della FA Cup durante la finale di FA Cup a Wembley per celebrare il centenario del trofeo,, il 6 maggio 1972. I Wanderers, l’Università di Oxford e i Royal Engineers vinsero tra loro le prime sette finali, a partire dalla stagione 1871-’72

Tra ritiri, forfait e viaggi troppo costosi, il percorso è stato caotico, ma alla fine due squadre arrivano all’atto conclusivo: i Wanderers, simbolo del calcio dei gentiluomini, e i Royal Engineers, orgoglio dell’esercito britannico.

Charles Alcock

Alle 15,05, davanti a oltre 2.000 spettatori, si gioca senza traverse, con un nastro tra i pali e un arbitro che fa più il cronometrista che il giudice. Le rimesse si battono con una mano, gli “umpire” sono nominati dalle squadre e il fair play è una questione d’onore. È un altro mondo, ma il fascino è già totale.

I Royal Engineers fotografati nel 1872. Dietro: Merriman, Ord, Marindin, Addison, Mitchell; davanti: Hoskyns, Renny-Tailyour, Creswell, Goodwyn, Barker, Rich

La partita si decide presto. I Royal Engineers restano in dieci per un grave infortunio, e poco dopo Morton Betts segna l’unico gol della finale. Basta quello. I Wanderers vincono la prima FA Cup della storia, anche se dovranno attendere settimane per sollevare il trofeo.

Un’illustrazione del trofeo della FA Cup assegnato nel 1872 (a sinistra) e Morton Betts, c he segnò l’unico gol della finale

Quel pomeriggio all’Oval nasce qualcosa di eterno. Non solo una coppa, ma un’idea di calcio fatta di rituali, attesa e memoria. Un gioco che, da allora, non ha mai smesso di raccontare storie.

Mario Bocchio

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