William Negri, il guardiano dello scudetto rossoblù
Ago 30, 2025
Uno scatto con Pelé a seguito di un’amichevole Mantova-Santos.

Da “Carburo” alla gloria del 1964: la parabola del portiere che fermò Mazzola e portò il Bologna sul tetto d’Italia

“Dal Mantova alla Nazionale in quattro stagioni”: così i giornali raccontavano l’incredibile ascesa di William Negri, classe 1935, cresciuto a Bagnolo San Vito e ribattezzato “Carburo” perché aiutava il padre nella pompa di benzina di famiglia. Portiere per destino più che per scelta – da ragazzo sembrava orientato alla pallavolo – Negri iniziò alla Governolese, poi all’Ozo Mantova, la squadra che in pochi anni scalò le categorie fino alla Serie A trascinando con sé il suo numero uno.

Al debutto in massima serie, proprio contro la Juventus, non si lasciò intimorire e divenne il simbolo del “Piccolo Brasile”. Nel 1962 Edmondo Fabbri, tecnico che lo aveva lanciato a Mantova, lo chiamò persino in Nazionale. Due anni più tardi la svolta definitiva: il passaggio al Bologna.

Con Fulvio Bernardini in panchina e campioni come Nielsen, Haller, Bulgarelli e Pascutti, Negri divenne l’uomo in più. Nel campionato 1963-’64 incassò appena diciotto reti, parò un rigore a Sandro Mazzola a San Siro e, all’Olimpico, contribuì allo storico spareggio vinto contro l’Inter che consegnò ai rossoblù l’ultimo scudetto della loro storia.

Il Bologna campione d’Italia, stagione 1963-’64

Splendida parata di Negri

La sua carriera, però, fu segnata da un grave infortunio che lo privò del Mondiale inglese del 1966 e ne limitò il rendimento negli anni successivi, tra Bologna, Vicenza, Genoa e infine il ritorno a Mantova.

Mario Bocchio

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