Marcello Prima: il bomber dimenticato del calcio italiano
Apr 3, 2025

Nel grande libro del calcio italiano, tra le pagine dedicate ai campioni osannati dalle folle, si trovano anche quelle che raccontano le storie di eroi meno conosciuti, ma non per questo meno importanti. Marcello Prima è uno di questi: un attaccante prolifico, un cecchino infallibile delle aree di rigore, un bomber che ha lasciato il segno in numerose squadre di Serie C e D.

Nato il 29 novembre 1957 a Carovigno, in provincia di Brindisi, Marcello Prima scopre presto la sua passione per il calcio. I campi polverosi del Sud Italia sono il teatro delle sue prime giocate, dove il ragazzo si fa notare per la sua rapidità, il senso del gol e la capacità di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto.

Nel Cosenza 1980-’81

Nel 1979 arriva la chiamata del Monopoli, squadra militante in Serie C2. La prima stagione tra i professionisti è da incorniciare: 16 gol in 34 partite, numeri che attirano l’attenzione di club di categoria superiore. È il Cosenza, in Serie C1, a dargli la possibilità di misurarsi a un livello più alto. Sebbene l’esperienza non sia delle più fortunate (5 gol in 28 presenze), Prima non si lascia abbattere e torna protagonista l’anno successivo con la maglia del Barletta. Qui segna 12 gol in 34 partite, contribuendo alla promozione della squadra in Serie C1.

Prima in azione di gioco

1985, nella Juve Stabia

Il vero salto di qualità arriva con il trasferimento al Siracusa nel 1982. Con la squadra siciliana, Prima vive due stagioni da assoluto protagonista: 25 gol in 64 partite, numeri che lo rendono uno degli attaccanti più temuti della categoria. La sua capacità di segnare in ogni modo – di testa, con tiri dalla distanza, su rigore o con fredde conclusioni a tu per tu col portiere – lo rende un idolo per i tifosi.

Dopo le esperienze al Mestre e alla Juve Stabia, Prima raggiunge l’apice della sua carriera nella stagione 1985-‘86. Con la maglia gialloblù della Juve Stabia, segna 20 gol in 23 partite, numeri straordinari che confermano il suo status di bomber infallibile. L’anno successivo ne realizza altri 15 in 33 gare, mantenendo una media realizzativa invidiabile.

Dopo aver vestito le maglie di Giarre, Brindisi, Torres Sassari, Latina e Carrarese, dove incontrò uno degli allenatori che lo hanno saputo valorizzare più di ogni altro, Gigi Simoni, Prima torna a casa nel 1992, indossando nuovamente i colori del Brindisi. Qui chiude in bellezza il suo viaggio nel calcio professionistico, segnando 17 gol in 30 partite nel campionato Interregionale. L’ultima tappa della sua carriera è il Messina, dove disputa una stagione nel Campionato Nazionale Dilettanti, firmando 13 reti in 28 presenze.

Formazione del Giarre 1988-’89), serie C1. in piedi, da sinistra : Pellegrino, Sciuto, Manieri, Dolce, Tomasino, Biviano e l’indimendicabile presidente Nello Guglielmino. Accosciati: Torti, Spica, Cancelli, Bonanno e Prima

Marcello Prima ha lasciato un segno profondo nei cuori di chi lo ha visto giocare. I suoi gol, il suo carisma e la sua dedizione al calcio lo hanno reso un esempio per molti giovani calciatori.

Oggi, il suo nome riecheggia nei racconti dei tifosi delle squadre in cui ha militato, nelle pagine di storia del calcio di provincia, in quella nostalgia che solo il pallone sa regalare. Perché il calcio non è fatto solo di stelle scintillanti, ma anche di uomini come Marcello Prima, che con sudore e passione hanno scritto pagine indimenticabili del nostro sport.

Mario Bocchio

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