L’Inter fu la prima squadra Italiana a giocare in Cina
Lug 8, 2024

La Cina, per l’Inter, era davvero nel destino. I nerazzurri sono stati i primi in Italia ad andarvi a giocare, nel 1978, e a 38 anni di distanza, sono poi diventati il primo club di Serie A ad avere un proprietario cinese. «Ricordo l’emozione per quelle maglie nere e azzurre, mi parvero bellissime» ha raccontato al Corriere della Sera Gong Lei, ex calciatore cinese, poi direttore sportivo della Suning Sports, società attraverso cui il colosso Suning Holding ha acquisito l’Inter. Gong Lei era allo stadio in occasione di una delle quattro amichevoli che i nerazzurri di Eugenio Bersellini giocarono in Cina nel giugno 1978. «Ero senza biglietto e volevo vedere i grandi calciatori italiani – le parole del dirigente cinese, che all’epoca aveva 12 anni e mezzo – conoscevo un passaggio segreto e al mattino mi infilai sotto una tribuna, restandoci nascosto per tutto il giorno, fino alla sera quando cominciò la partita».

1978, l’Inter vinse la Coppa Italia e poi partì per la Cina

«L’Inter è andata in Cina. Non si è in presenza della realizzazione dell’auspicio dei cugini milanisti di mandare l’Inter a quel paese», scrisse il vicepresidente nerazzurro Peppino Prisco sulla Gazzetta dello Sport, con la sua proverbiale ironia, partendo per il tour orientale. «Per evitare a noi e a altri nuove Coree – proseguì con tono più serio – è opportuno seguire da vicino i passi di questo gigante che si sta svegliando». La comitiva interista (17 calciatori, più il presidente Fraizzoli, l’allenatore Bersellini, dirigenti e qualche politico milanese) parte da Malpensa a mezzogiorno di sabato 10 giugno in previsione di quattro amichevoli in 13 giorni. La squadra è fresca del successo in Coppa Italia, vinta due giorni prima superando 2-1 il Napoli a Roma. C’è curiosità per l’impiego di Evaristo Beccalossi, appena acquistato dal Brescia per quasi un miliardo e mezzo di lire, mentre Sandro Mazzola, che si è ritirato da un anno e ormai fa il dirigente, smentisce le voci di un suo ritorno in campo: «Quando ho smesso ero pieno di rimpianti – dice in aeroporto, indossando un cappellino con la scritta Cina ’78ancora adesso avrei voglia di tornare in campo, ma non posso».

L’Inter di Bersellini nello stadio di Pechino

IL PRIMO MATCH, BECCALOSSI VA KO

Il Boeing 707 della Pia, compagnia di bandiera pakistana, atterra a Pechino alle 17.10 italiane (23,10 locali) di domenica 11 giugno, dopo 29 ore di volo e tre scali. Il gruppo interista, affaticato e accaldato, deve però scendere in campo già il giorno successivo, alle 19,30 locali, contro la nazionale cinese. L’allenatore Bersellini non può contare su Bordon, impegnato ai Mondiali d’Argentina come riserva di Zoff, Facchetti, che si è appena ritirato, Bini e Muraro, infortunati, e Giuseppe Baresi, che è militare. Nel gruppo dei 17 convocati che anche il 18enne portiere della Primavera Walter Zenga, che avrà modo di disputare l’ultimo match della tournée. Mazzola, dal canto suo, smentisce se stesso tornando in campo, in onore dei tifosi cinesi, in occasione della sfida d’esordio. Il “Baffo”, contro la Cina, indossa la fascia da capitano, gioca un tempo a ritmi blandi ma delizia la folla con qualche bel tocco. Il gol del pareggio dell’Inter, andata sotto 1-0 dopo 4 minuti, nasce proprio da un calcio d’angolo di Mazzola, finalizzato da Scanziani di testa a metà del primo tempo. Nell’intervallo l’ex nazionale, che prima del match aveva donato ai cinesi una serie di videocassette istruttive con partite delle squadre italiane, lascia il posto a Beccalossi. Il nuovo arrivato però delude le attese e, frenato dalla stanchezza per il lungo viaggio e da una scarsa forma atletica, esce dopo mezz’ora per dolori al fegato. Il match tra Inter e Cina finisce 1-1 davanti a 80 mila spettatori silenti (e giunti allo stadio quasi tutti in bicicletta), in un clima amichevole senza grande agonismo. 

La nazionale cinese

L’INTER PERDE, CANUTI NON CI STA

Prima della seconda sfida, in programma il 14 giugno, Mazzola, Bersellini, il direttore sportivo Beltrami, l’allenatore in seconda Onesti e i medici nerazzurri fanno una lunga lezione ad allenatori e dottori cinesi, scambiandosi idee e informazioni con loro. I giocatori invece vanno in visita alla Grande Muraglia in pullman, stancandosi ulteriormente. Non a caso l’Inter gioca male e perde incredibilmente la seconda amichevole, contro il Pechino, per 1-0: decide un gol di Li Vei Mao all’87’.

Il calcio sui giornali cinesi dell’epoca

Sotto la pioggia e davanti a un pubblico più caloroso, che urla e talvolta fischia la scadente prestazione interista, i cinesi colpiscono anche due pali, sorprendendo a livello tattico per l’applicazione del fuorigioco. Nell’Inter si fanno apprezzare soltanto Scanziani e Altobelli, quest’ultimo pericoloso con un paio di tiri dalla distanza. Beccalossi delude nuovamente per condizione atletica ed esce a metà ripresa. «Se si fosse trattato di una gara di coppa, non saremmo stati in giro a fare compere fino alle quattro del pomeriggio – sottolinea un po’ indispettito per il ko Canuti – in una gara con i due punti in palio avremmo vinto noi, chiaro?». «Si vede qualcosa di buono – dice Oriali a proposito del calcio cinese – tatticamente sono ancora ingenui, tutti vanno sulla palla, come si fa negli oratori». «Siamo tutti un po’ sfasati – spiega Roselli – io per esempio non riesco a dormire bene per questa storia dei fusi orari così diversi». Beccalossi, infine, si giustifica: «Non sono del tutto a posto perché sono reduce da alcuni infortuni di fine campionato e perché sono affaticato. Quando sto bene, sono un’altra cosa. Il vero Beccalossi non lo si è visto».

Chi Shangbin, lo chiamavano il Beckenbauer della Cina

SEGNA BECCALOSSI, MA ANCORA NON BRILLA

La terza amichevole della tournée dell’Inter in Cina nel 1978 si gioca a Hangzhou, in un pomeriggio caldissimo, ancora contro la nazionale locale. Il match finisce nuovamente 1-1, ma stavolta l’Inter gioca un buon secondo tempo e sciupa due ghiotte occasioni con Altobelli, che colpisce la traversa, e il giovane Chierico, il cui tiro a rete viene salvato sulla linea. Il vantaggio cinese arriva su un tiro-cross, malamente deviato nella propria porta dal giovane difensore Ilario Cozzi. Poco prima dell’intervallo però l’Inter pareggia grazie a Beccalossi, che infila di testa su cross da destra di Merlo. L’ex centrocampista del Brescia però, al di là del gol, delude ancora: è lento e spesso fuori posizione. Il presidente nerazzurro Ivanoe Fraizzoli sbotta: «Ragazzi, mi fate vincere una partita in Cina o no? Ci tengo». Bersellini non si preoccupa più di tanto delle condizioni di Beccalossi: «A me interessa l’inserimento del ragazzo nella famiglia dell’Inter ed è stato immediato e proficuo – dice l’allenatore – il giocatore è un po’ appesantito. E’ logico perché è stato fermo per infortunio e successivamente si è sposato. Poi c’è questo clima afoso che fiacca chiunque, non soltanto lui. Probabilmente ha qualche chilo in più da smaltire, dopo la prima fase di preparazione si snellirà».

ZENGA ESORDIO CON PASTICCIO

 L’ultima partita, nell’afa del pomeriggio di Canton, regala qualche emozione in più e il primo successo dell’Inter, 3-1 contro la squadra locale. I cinesi partono forte impegnando due volte il bravissimo Cipollini, colpendo un palo, ma poi scoppiano per il caldo (38 gradi) di fronte ai ragazzi nerazzurri, bravi a gestire il fiato. Al 18’ l’Inter passa in vantaggio: azione Marini-Oriali-Anastasi con palla che il difensore Tsai Tin Piao non riesce a respingere, mandandola invece nella propria rete. Alla mezz’ora un boccheggiante Beccalossi lascia il campo per una botta e, in apertura di ripresa, Altobelli raddoppia di testa su corner di Roselli. Al 54’ il tris con una girata di Pavone, servito da Altobelli. Nel finale c’è spazio tra i pali per il 18enne Zenga, che pasticcia su un tiro-cross cinese regalando ai padroni di casa il gol della bandiera. Avrà modo di riscattarsi e farsi amare dai tifosi interisti. La comitiva nerazzurra resta a Hong Kong un paio di giorni per dedicarsi al turismo e agli acquisti. Al ritorno a Milano, dopo 27 ore di volo, si scopre che i giocatori hanno speso 50 milioni di lire totali e che la moglie di Bersellini, che non aveva mai volato, aveva fatto testamento prima di partire insieme al marito. Per tutti, alla fine, è stata una grande festa, magari un po’ faticosa. Scanziani non la manda a dire: «La prossima volta che facciamo una tournée, andiamo in Argentina o in un’altra zona dove faccia freddo. Basta con ’sto caldo».

Mazzola palleggia, i giovani cinesi sono estasiati

 I 17 convocati dell’Inter (allenatore: Eugenio Bersellini) Portieri: Cipollini, Zenga. Difensori: Canuti, Gasparini, Fedele, Viganò, Cozzi. Centrocampisti: Merlo, Beccalossi, Scanziani, Pavone, Roselli, Oriali, Marini. Attaccanti: Altobelli, Anastasi, Chierico.

12 giugno 1978, ore 19,30 a Pechino, Cina-Inter 1-1

Reti: 4’ Wang Chang Tai (C), 24’ Scanziani (I).

Inter: Cipollini, Canuti, Cozzi, Oriali, Gasparini, Marini, Scanziani (46’ Pavone), Roselli (46’ Merlo), Anastasi (65’ Chierico), Mazzola (46’ Beccalossi, 78’ Viganò), Altobelli. All. Bersellini.

Note: 80.000 spettatori. Gara ripresa in diretta dalla tv cinese.

14 giugno 1978, ore 19,30 a Pechino, Pechino-Inter 1-0

Rete: 87’ Li Vei Mao.

Inter: Cipollini, Canuti, Fedele, Oriali (46’ Merlo), Gasparini, Marini, Pavone (56’ Anastasi), Scanziani, Altobelli, Beccalossi (65’ Chierico), Roselli (82’ Viganò). All. Bersellini.

17 giugno 1978, ore 15 a Hangzhou, Cina-Inter 1-1

Reti: 19’ autorete Cozzi (C), 42’ Beccalossi (I).

Inter: Cipollini, Canuti, Fedele (70’ Roselli), Scanziani (46’ Pavone), Cozzi, Gasparini, Merlo, Marini, Anastasi (65’ Chierico), Beccalossi (84’ Viganò), Altobelli. All. Bersellini. Note: 30.000 spettatori, pomeriggio caldo.

20 giugno 1978, a Canton, Canton-Inter 1-3

Reti: 18’ autorete Tsai Tin Piao (I), 49’ Altobelli (I), 54’ Pavone (I), 86’ Jong Zihan (C).

Inter: Cipollini (75’ Zenga), Canuti, Fedele (65’ Viganò), Oriali (56’ Chierico), Cozzi, Gasparini, Roselli, Marini, Anastasi (46’ Pavone), Beccalossi (31’ Merlo), Altobelli. All. Bersellini.

Note: 50.000 spettatori. Partita giocata in un pomeriggio molto caldo (38°) e umido.

I rapporti calcistici tra Pechino e Milano sono ormai avviati e, nell’ambito di un’ulteriore apertura verso l’occidente da parte del Partito Comunista cinese, la visita nerazzurra viene restituita con un’amichevole che vede la Cina scendere in campo a San Siro. A meno di tre mesi di distanza dalla tournée in oriente, dunque, l’Inter ritrova la nazionale in maglia rossa sul proprio terreno, la sera del 10 settembre 1978. Bersellini schiera Bordon, Baresi, Fedele, Oriali, Canuti, Bini, Pasinato, Marini, Altobelli, Beccalossi, Muraro, una squadra che per dieci undicesini è uguale a quella che nel 1980 conquisterà il suo dodicesimo titolo di campione d’Italia.

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