Vita e morte di Dragan Mance
Gen 17, 2023

Allora ero un bambino di otto anni e il calcio era la mia preoccupazione. Mio padre era un grande tifoso del Partizan di Belgrado e grazie a lui ho amato quel club. Mi sono goduto ogni vittoria, ogni gol. Tutti i miei amici tifavano per il Partizan o per la Stella Rossa. Questi club erano grandi rivali.

Il mio vicino tifava per la Stella Rossa. Era un cinquantenne e si divertiva a scherzare con me, specialmente prima e dopo ogni partita di entrambe le squadre. Nella stagione 1982-’83, il Partizan è stato il campione di Jugoslavia. Dopo ogni vittoria, andavo da lui, dal mio vicino, con gioia. Elogiavo il mio idolo, Dragan Mance.

Mi ha detto che i tifosi della Stella Rossa gli avrebbero rotto una gamba e che non avrebbe più segnato gol. Questo mi ha fatto arrabbiare e la mia rabbia era divertente per lui. Quella stagione Mance fu il miglior marcatore del Partizan. Nella partita più importante, contro la Stella Rossa realizzò due gol. Dopo queste due reti, è diventato uno dei preferiti dai tifosi del Partizan.

Nel campionat0o successivo il Partizan non giocò bene come nel precedente. Dopo ogni sconfitta ho pianto. I genitori hanno cercato senza successo di spiegarmi che le sconfitte nello sport sono inevitabili. Quell’anno, Mance ha segnato solo sei gol.

Contro la Stella Rossa, la partita più sentita

Nella stagione 1984-‘85 il Partizan ottenne una clamorosa vittoria nel secondo turno di Coppa UEFA. In Inghilterra venne sconfitto 6-2 dal Queens Park Rangers e a Belgrado vinse 4-0. Nella prima partita, Mance ha segnò un gol spettacolare, e nella seconda mise a segno la prima rete. Concluse la stagione come miglior marcatore del Partizan.

Insieme a Miloš Milutinović 

Il 3 settembre 1985 tornai da scuola e incontrai il mio vicino. Era molto serio e mi ha detto che Mance non avrebbe mai più segnato gol. Ha pianto e le parole successive sono state “Mance è morto in un incidente d’auto”. Mi ha offerto la mano e ha stretto forte la mia. Quando tornai a casa mio padre mi confermò la cattiva notizia. Ho letto il giornale e ho pianto. Nel tentativo di scansare una donna in strada, sterzò improvvisamente con la sua Peugeot 205 andandosi a schiantare su un palo morendo sul colpo.

La sua tragedia è stata raccontata in tutti i notiziari radiofonici e televisivi. Al suo funerale hanno partecipato più di trentamila tifosi. Indossavano sciarpe e bandiere bianche e nere e cantavano canzoni tristi. Per tutta la stagione allo stadio del Partizan i tifosi hanno cantato di lui. Io e molti ragazzi avevamo perso l’idolo.

Sono passati ormai tanti anni e tutti noi che amiamo il Partizan parliamo ancora di lui e del suo gol spettacolare. Quando ci ha lasciato aveva solo 23 anni, ed era già il migliore. Che fuoriclasse sarebbe diventato se avesse potuto continuare a giocare?

Nelle nostre storie, nei nostri cuori è ancora presente, vive ancora.

Le parole liberamente impostate in prima persona sono state ricostruite attraverso libri, interviste e altre fonti storiche, e sono tutte ispirate a fatti realmente accaduti.

Mario Bocchio

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