Il leggendario Roberto Dinamite, il capocannoniere
Gen 9, 2023

L’attaccante è morto di cancro all’intestino. È ancora il marcatore storico del Brasileirão e ha lasciato il segno nella Coppa del Mondo.

Leggenda brasiliana, idolo del Vasco, Roberto Dinamite è morto all’età di 68 anni, a Rio de Janeiro. Stava combattendo contro il cancro all’intestino dalla fine dello scorso anno.

Nel Vasco da Gama

Il centravanti, conosciuto in tutto il mondo per i suoi calci roboanti, ha giocato non meno di 21 stagioni al Vasco da Gama. L’unico motivo per cui il suo non è stato un viaggio ininterrotto dal 1971 al 1992, è dovuto a brevi periodi al Barcellona nel 1980, al Portuguesa nel 1989 e al Campo Grande nel 1991.

Il suo potentissimo tiro

Per la nazionale brasiliana ha segnato 20 gol in 38 partite. Tre di questi sono stati realizzati nel Mundial del 1978, in Argentina, dove ha portato la Seleção al terzo posto. Fu anche convocato per la Coppa del Mondo del 1982 in Spagna, ma come sostituto di Serginho Chulapa.

Rimane il capocannoniere di tutti i tempi nel Campeonato Brasileiro, con 190 gol segnati in 328 partite, davanti a Fred (158), Romário (154), Edmundo (153) e Zico (135).

L’esultanza dopo un gol

Complessivamente, ha segnato 708 gol in 1.110 presenze con il Vasco, rendendolo uno dei giocatori più prolifici nella storia del calcio.

Sotto il tabellone luminoso

Carlos Roberto de Oliveira si è guadagnato il suo celebre soprannome abbastanza giovane. Arriva al Vasco nel 1969, ancora nelle categorie giovanili, ma nel 1971 si era già affermando tra i professionisti. Il 25 novembre dello stesso anno, segnò il suo primo gol, con un gran calcio contro l’Internacional, nel Maracanã. Fu quando il titolo del Jornal dos Sports lo chiamò Jaroto Dinamite, barattolo di dinamite.

“Una vera esplosione, come evidenziato dal giornale, e che si è ripetuta 707 volte. Roberto è poi diventato un simbolo del Vasco da Gama. Si sono create intere generazioni considerando la vera e propria simbiosi tra i due”, riporta il club sul proprio sito ufficiale.

“Roberto era il Vasco. Il Vasco era Roberto”, ha aggiunto.

Mario Bocchio

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