“Mi davano del terrone ma io mi caricavo”
Ott 25, 2022

Nicola Ciccolo, tarantino classe 1940, è stato un ottimo attaccante. Anche il fratello Ennio (nato nel 1942) è stato un calciatore, giocando in Serie B con il Messina negli anni Sessanta.

Nel Messina 1962-’63

Anche Nicola Ciccolo – soprannominato Lumumba – indossa le maglie del Messina, dove esordisce in Serie B e nell’Hellas Verona, prima di venire ceduto all’Inter, esordendo in Serie A. In nerazzurro rimase una sola stagione, vincendo la Coppa dei Campioni (segnò una rete contro il Monaco negli ottavi di finale) e perdendo lo Scudetto nello spareggio contro il Bologna.

“Fui acquistato per la prima volta dal commendator Bonazzi: bei tempi al vecchio Bentegodi, giocavamo un bel calcio e lo stadio era sempre pieno. Ero un ribelle, una volta mi beccarono in macchina in via Mazzini alle 2 di notte. Sono comunque stato uno dei primi cinque attaccanti della storia del Verona. Ero veloce e rapido: ricordo che Maioli mi lanciava e io mi presentavo davanti al portiere. Avrei potuto segnare molto di più, ma ai miei tempi gli attaccanti non erano tutelati: ci picchiavano, e poi c’era il libero a renderci la vita difficile”.

In Serie A ha vestito anche le maglie di Mantova, Lazio e Lanerossi Vicenza, poi tornò all’Hellas Verona nel 1972-‘73. Nelle serie minori ha invece giocato con Chievo e Legnago. In totale ha disputato 174 partite in Serie A segnando 26 reti e 124 in Serie B con 44 reti.

Ciccolo ricorda bene  la primavera del 1963, l’ amichevole tra gli scaligeri e l’Inter terminata 3-3. Marcato da Burgnich, realizza le tre reti del Verona e l’Inter lo acquista. Con i nerazzurri assolve in pieno il ruolo di riserva. Di lusso, potremmo ben dire.

Ambidestro, buon colpitore da ogni posizione, Ciccolo possedeva tutte le qualità e le doti per diventare un grosso campione, di quelli che fanno cassetta e riempiono lo stadio, ma era incostante e soprattutto non era un tipo da fair-play: in campo non guardava in faccia nessuno, pure essendo un attaccante non si faceva intimorire dai difensori che lo marcavano, anzi era spesso lui a fare le entrate più dure. “Mi davano del terrone ma io mi caricavo”.

Nel 1959 partecipò con la Nazionale Under 21 ai Giochi del Mediterraneo in Libano, vincendo la medaglia d’oro.

Appese le scarpette ha allenato per alcune stagioni il Chievo e il Legnago. Durante gli anni Ottanta, è stato anche consigliere comunale del Partito Socialdemocratico a Verona.

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