Ha fatto l’allenatore perché non si immaginava altrove
Giu 1, 2021

Da allenatore di club è stato l’unico ad aver vinto con la stessa squadra le tre principali competizioni europee. Giovanni Trapattoni ha 82 anni, l’ultima panchina è stata quella della nazionale dell’Irlanda, quando ha anche incontrato l’Italia di Marcello Lippi.

Trapattoni (a sinistra) in nazionale, in marcatura su Pelé in Italia-Brasile (3-0) del 12 maggio 1963

Estate 1960, Olimpiade di Roma. Trapattoni fa parte della squadra azzurra, che finirà quarta dopo aver pareggiato in semifinale con la Jugoslavia, che vincerà il torneo. La monetina toglie all’Italia la possibilità di giocare la finale, ma per Giovanni Trapattoni quell’Olimpiade sarà un evento decisivo nella sua vita. Nel ritiro di Grottaferrata conosce Paola, romana, che diventerà sua moglie. Il Trap racconta che la corteggiavano tutti, ma Paola scelse lui. Qualche compagno di allora sostiene che Giovanni era talmente timido, che furono Magistrelli e gli altri a convincere Paola a rivolgere la parola a Trapattoni. Si sposeranno il 3 giugno 1964 nell’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata con rito bizantino.

Dall’Olimpica alla Nazionale maggiore il passo è stato breve. Trapattoni gioca per la prima volta con l’Italia il 10 dicembre 1960 al San Paolo di Napoli (inaugurato l’anno prima) in amichevole contro l’Austria. Con lui esordio per un altro milanista, Sandro Salvadore. Per Giampiero Boniperti è invece l’ultima partita in Nazionale. Segna il gol del momentaneo 1-1, ma l’Austria s’impone per 2-1. Boniperti e Trapattoni si ritroveranno insieme, uno presidente, l’altro allenatore, qualche anno più tardi nella Juve. Vincendo sei scudetti, le tre Coppe europee e la Coppa Intercontinentale.

Trapattoni (accosciato, secondo da sinistra) nel Milan campione d’Italia 1961-’62
Trapattoni (a destra) nel 1974, alla sua prima esperienza sulla panchina del Milan, esce da San Siro con il capitano ed ex compagno di squadra rossonero Rivera.

Il ruolo di mediano ha un titolare che non si discute: Giovanni Trapattoni. Sarà il numero 6 dell’Italia ai mondiali in Cile. Invece no. All’ultima giornata di campionato un brutto fallo di Massei della Spal lo mette fuorigioco: caviglia gonfia, distrazione del legamento tibiale. Trapattoni continua a giocare, ma nell’amichevole di Bruxelles, prima del viaggio in Cile, avverte una fitta. Giovanni Ferrari lo porta egualmente, ma Trapattoni farà soltanto lo spettatore: la maglia numero 6 è conservata assieme alle altre. Mai usata. La leggenda di Trapattoni che annulla Pelè in Italia-Brasile è forse esagerata. In realtà in quell’amichevole del 12 maggio 1963 a Milano Pelè giocò soltanto 26 minuti e venne poi sostituito da Quarentinha. Lo stesso Trapattoni ha ristabilito la verità qualche anno dopo: “Pelè aveva una caviglia in disordine e poi doveva giocare per questioni contrattuali. Eppoi era così bravo che non veniva voglia di picchiarlo”. L’Italia vinse 3-0 quell’amichevole con gol di Sormani, Mazzola, Bulgarelli.

Trapattoni nel 1981, tra il presidente Boniperti (a sinistra) e il portiere Zoff (a destra), durante una puntata della Domenica Sportiva celebrativa del 19º scudetto juventino
Trapattoni (a sinistra) alla Juventus a metà degli anni 1980, a colloquio con il suo numéro dix Platini

Trapattoni gioca in Nazionale 17 partite, segnando un gol: al Prater di Vienna, di contro balzo da 30 metri con palla nel sette. È il 9 giugno del 1963. La sua esperienza in Nazionale finisce con un’amichevole a Bologna (3-1 alla Danimarca). Edmondo Fabbri sta preparando il mondiale del 1966 in Inghilterra, Trapattoni si risparmierà l’umiliazione della Corea.

Uno scambio di vedute fra Trapattoni (a sinistra) e Matthäus, punto fermo nei suoi successi interisti, qui durante l’annata 1989-’90

Dopo aver vinto tutto con la Juventus, portato l’Inter allo scudetto con un’annata record nel 1989, Trapattoni approda sulla panchina della Nazionale italiana per merito di Berlusconi. Sono infatti le critiche del presidente del consiglio a far dimettere Zoff, che era stato sconfitto nella finale europea di Rotterdam per il golden gol di Trezeguet. Era il 2 luglio del 2000. Quattro giorni dopo la scelta cade su Trapattoni, che di Zoff era stato allenatore della Juve.

Trapattoni (a sinistra), di ritorno alla Juventus nella stagione 1991-’92, accoglie il neoacquisto Conte, il quale una volta intrapresa la carriera da allenatore sarà tra i maggiori debitori nei confronti del tecnico cusanese
Trapattoni durante un allenamento del Cagliari nella stagione 1995-’96

Resterà in carica 4 anni e 9 giorni. Il bilancio: 44 partite, 25 vittorie, 12 pareggi e 7 sconfitte. Trapattoni non ha tempo per amichevoli di benvenuto. La prima partita sulla panchina dell’Italia è valida per la qualificazione al Mondiale 2002. Gli azzurri pareggiano 2-2 con l’Ungheria a Budapest: Inzaghi porta per due volte in vantaggio, ma è sempre Horvath a raggiungerci. La qualificazione è agevole, ma le polemiche non mancano, Su tutte la mancata convocazione di Roberto Baggio, che avrebbe disputato il suo quarto mondiale consecutivo. Un infortunio lo penalizza, ma 76 giorni dopo l’operazione rieccolo in campo col Brescia. Gioca le ultime tre partite di campionato, che non bastano a convincere Trapattoni a portarlo in Giappone e Corea.

Trapattoni accolto come nuovo allenatore della Fiorentina nella stagione 1998-’99

La prima partita è una vittoria con l’Ecuador, 2-0. I guai arrivano dopo e non bastano i gol di Vieri a tener su l’Italia. Con la Croazia al gol di Bobo rispondono Olic e Rapaic in tre minuti. Trapattoni viene sorpreso dalle telecamere a frugare in tasca: ha un’ampolla di acquasanta, regalo, sembra, di una sorella suora.

Il Trap e l’acquasanta ai Mondialui del 2002

Poi il pareggio col Messico (Del Piero rimedia a sei minuti dalla fine). Ma il mondiale finisce agli ottavi e non c’è acquasanta che tenga. In vantaggio con la Corea (sempre Vieri) , l’Italia viene raggiunta a due minuti dalla fine ed eliminata col golden gol di Ahn. L’arbitraggio di Moreno è scandaloso, ma Trap è nella bufera. Vieri lo accusa, il suo comportamento in panchina non è piaciuto: non c’è solo l’acquasanta, ma anche un pugno al plexiglass della panchina e il calcio ad un bottiglia d’acqua attirano altre critiche. Trapattoni ha la possibilità di rifarsi all’Europeo del 2004 in Portogallo.

Trapattoni (a destra) nel 2013 sulla panchina della nazionale irlandese con il suo vice Tardelli, già ex numero otto del tecnico cusanese a Torino e Milano

La qualificazione è senza problemi, i guai arrivano dopo. L’Italia esce al primo turno: pareggio senza gol con la Danimarca, 1-1 c on la Svezia (gol di Cassano e Ibrahimovic). La vittoria (2-1) sulla Bulgaria con gol di Cassano all’ultimo minuto non serve, perché Svezia e Danimarca si accordano per un pari che le qualifica entrambe. È l’ultima partita di Trapattoni sulla panchina dell’Italia, al suo posto arriverà Lippi. Per la cronaca, i due si erano affrontati per la prima volta da calciatori l’11 ottobre 1970 in Milan-Sampdoria. Era la terza partita di Lippi in A con la Samp, finì 3-1 per il Milan in cui giocava Trapattoni. Sulle panchina c’erano Rocco e Bernardini.

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