Incarnazione perfetta dello spirito del vero guerriero
Apr 26, 2021

Enrico Tarzan Annoni è, senza dubbio, uno di quei calciatori che, oggi, non si trovano davvero più. Difensore roccioso, duro, arcigno, dalla grande personalità e con un cuore infinito, è stato un simbolo del Torino dei primi anni ’90. Si è trasferito poi alla Roma e ha concluso la carriera in Scozia nei Celtic Glasgow.

1988,  Enrico Annoni (in primo piano) difende la palla dal possibile intervento dell’attaccante bianconero Michael Laudrup

Calciatore tutta grinta, qualche volta anche esagerata, e prestanza fisica, Annoni è entrato nel cuore dei tifosi di tutte le squadre dove ha giocato e non soltanto. Diventando una vera e propria leggenda. Enrico nasce nel 1966, e muove i primi passi nel mondo del calcio con il Seregno nella stagione 1982-‘83. Esordisce appena sedicenne in prima squadra collezionando 27 presenze. Nonostante la giovanissima età è immediato il trasferimento al più quotato Como in Serie B. Disputa solamente 2 presenze ottenendo al primo colpo la promozione in Serie A. Un evento storico per la società lombarda, che Tarzan Annoni festeggiò andando con la bicicletta fino al Santuario di Caravaggio. Nel 1985 passa quindi in prestito alla Sambenedettese per farsi le ossa. Vi rimane per due stagioni trovando ampio spazio nella difesa, scendendo in campo in 60 gare e realizzando 4 gol. Torna quindi a Como fino al 1990, esordendo in A e diventando perno insostituibile della difesa per tre annate dove raccoglie 95 presenze e 2 reti.

Annoni (a destra) al Torino, in contrasto sull’ajacide Bergkamp nella finale di andata della Coppa Uefa 1991-’92

Nell’estate 1990 viene ingaggiato dal Torino di Emiliano Mondonico.  Con impegno e abnegazione trova spazio in una difesa che contava elementi di spessore come Rambo Roberto Policano e O’Animale Pasquale Bruno. In questo solidissimo terzetto difensivo Enrico, per il look selvaggio ed i capelli lunghi e disordinati, divenne l’uomo venuto dalla giungla. Nacque così il soprannome Tarzan Annoni. Nelle quattro stagioni con la maglia granata diviene un idolo dei tifosi, che lo considerano un vero “Cuore Toro”. Perchè Tarzan Annoni non mollava mai, non toglieva in nessuna occasione la gamba ed era disposto a tutto pur di non farsi superare. Incarnazione quindi perfetta dello spirito del vero guerriero granata.

Annoni (in basso) e Carlos Aguilera festeggiano la vittoria del Torino nella Coppa Italia 1992-’93

Con il Torino mette a referto 103 presenze e 2 gol, vincendo la Mitropa Cup del 1991 e la Coppa Italia 1992-‘93. Il grande rimpianto è la finale di Coppa Uefa 1991-‘92, persa dopo un doppio pareggio con l’Ajax a seguito di una memorabile cavalcata. Nel 1994, a causa della crisi economica del Torino viene ceduto alla Roma per 4,5 miliardi di lire. Allenato da Carlo Mazzone, mettendo in campo tutto quello che ha diviene ben presto idolo anche della tifoseria giallorossa. Nella Capitale rimane tre stagioni, totalizzando 59 presenze e partecipando alla grande stagione europea nella Coppa Uefa 1995-‘96, interrotta dallo Slavia Praga.

Annoni nella Roma

Nel salutare la piazza giallorossa nel 1997, Annoni ha affittato un aereo scrivendo un messaggio di affetto nei confronti dei suoi ex-tifosi. Prima della gara contro la Reggiana, l’aereo ha compiuto diversi giri sullo stadio Olimpico con uno striscione che riportava questa frase di congedo: “Tarzan saluta i tifosi della Roma”. Con questo bellissimo gesto d’amore, quel 24 febbraio del 1997 Tarzan Annoni entrò di diritto nella storia giallorossa, trovando un posto eterno nel cuore dei suoi tifosi.! All’inizio del 1997 Tarzan Annoni arriva quindi in Scozia, nei prestigiosi Celtic Glasgow con i quali vince un Campionato Scozzese ed una Coppa di Lega Scozzese.

Annoni nei Celtic, nell’Old Firm

Scrive così il suo nome accanto a quello dei pochi calciatori non scozzesi capaci di conquistare uno o più trofei con la mitica maglia a strisce biancoverdi della squadra cattolica di Glasgow. Nel 1999, a 33 anni, dopo 37 presenze totali, scade il suo contratto e termina la carriera da professionista.

Annoni andava a tutto gas sulla fascia destra del campo e continua a farlo ancora adesso, ma in un altro modo. Dopo il ritiro nel 1999, infatti, Tarzan Annoni, figlio di un meccanico, è tornato all’altra sua grande passione: le moto. Un amore del resto inevitabile per chi, tra i motori, c’è nato e cresciuto. Enrico possiede infatti ben 4 bolidi su due ruote, il primo è una Custom acquistata nel 1992 violando il divieto del Torino, al cui riguardo ha dichiarato: “Se all’epoca la dirigenza avesse saputo di questo acquisto, mi avrebbe sicuramente stracciato il contratto!”. Tarzan ama quella Harley-Davidson in particolare quasi come fosse una figlia, tanto che quando giocava nella Roma si racconta che la tenesse parcheggiata in giardino subito fuori dalla porta-finestra della sua camera da letto, per poterla mettere al riparo in caso di pioggia improvvisa. Infine, negli ultimi anni Tarzan è stato anche vice allenatore di Padova e Catania al fianco di Dario Marcolin.

Fonte: “Giocatori di lana caprina”

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