Oggi Luigi Riva per tutti gli sportivi semplicemente Gigi Riva compie 75 anni essendo nato a Leggiuno (Va) sulle rive del Lago Maggiore il 7 novembre 1944. Orfano di padre dall’età di 11 anni venne trasferito presso un collegio religioso. Rimasto anche senza mamma la sorella Fausta gli fece da madre. I primi passi nel calcio ufficiale li ha dati nel Laveno Mombello paese poco distante dal suo nel biennio ‘60-’62, segnando 66 gol e guadagnandosi da parte dei tifosi locali il soprannome di Ul furzelina, cioè “Il forchetta”.

Riva (accosciato, terzo da sinistra) in una formazione giovanile del Laveno Mombello nel 1955

Impostosi all’attenzione del Legnano, prima viene aggregato alle giovanili ma subito dopo alla prima squadra militante in serie C. Nell’esordio, contro l’Ivrea, terminato 3-0, sigla la sua prima rete. A dicembre è la volta della sua prima doppietta contro la Sanremese.

Un promettente Riva (al centro) in azione con la maglia del Legnano nella stagione 1962-’63

Termina il campionato con 22 presenze e 5 reti. Andrea Arrica, osservatore del Cagliari, se ne invaghisce e lo porta in Sardegna per disputare il campionato cadetto ‘63-’64. Alla sua prima stagione segna 8 reti contribuendo alla prima storica promozione della squadra isolana. Il 13 settembre 1964, perdendo per 2-1 con la Roma, esordisce nella massima serie. Due settimane più tardi segna il gol del pareggio contro la Sampdoria a cui ne seguiranno altri 8 tra cui quello “storico” contro la Juventus che vale la vittoria e la permanenza in serie A.

Riva supera di testa Anzolin e segna il primo dei suoi due gol in Juventus-Cagliari (2-2) del 15 marzo 1970, crocevia fondamentale per lo storico scudetto dei sardi.

Punto fermo e inamovibile della squadra, nel ‘66/’67 si laurea capocannoniere della massima serie con 18 reti nonostante un grave infortunio subito nel corso del torneo. Rinnova il trionfo della classifica marcatori nelle stagioni ‘68-’69 e ‘69-’70 vincendo lo scudetto, l’unico fino ad oggi dell’intera storia calcistica del Cagliari, raggiungendo l’apice della sua carriera. Nella stagione successiva i sardi sono sempre in cima alla classifica della serie A, battono l’Inter a San Siro per 3-1 ma Riva subisce la rottura della tibia e del perone con conseguente arretramento della squadra in classifica.

Riva allo stadio Sant’Elia durante gli anni d’oro del Cagliari

Ma è nella stagione ‘71-’72 che Rombo di Tuono, così definito da Gianni Brera per la sua impressionante potenza di tiro e per la sua grande velocità, che si riaffaccia prepotentemente agli onori del calcio nazionale. In 30 partite disputate realizza 21 reti portando il Cagliari al quarto posto assoluto in classifica.

Disputa sempre ad alti livelli le due stagioni successive con 12 e 15 reti ma per la squadra dei 4 mori inizia la parabola discendente. A livello internazionale giunge una volta secondo nella classifica del pallone d’oro a soli 4 punti da Gianni Rivera e una volta terzo dietro a Gerd Muller e Bobby Moore. Conclude la carriera, infarcita di infortuni anche gravi, nella stagione ‘76-’77 anche se di fatto il ritiro lo si deve certificare nella stagione precedente.

Riva apre le marcature contro la Jugoslavia nella ripetizione della finale del campionato d’Europa 1968, dando il la al successo azzurro (2-0).

Inseguito ripetutamente dalle grandi squadre italiane, in particolar modo dalla Juventus, Riva ha sempre dichiarato la propria fedeltà al Cagliari riuscendo nell’impresa di rimanervi. A soli 32 anni abbandona il calcio giocato con uno score di 156 gol e 289 presenze in serie A. Ma dove Riva è risultato inarrivabile è stato tra le fila della Nazionale italiana. Detentore del record di marcature con la maglia azzurra, 35 reti in 42 partite disputate! La fiaba azzurra inizia con la prima convocazione per volontà dell’allora commissario tecnico Edmondo Fabbri. Riva ha poco più che vent’anni. Segna una tripletta contro Cipro e 6 reti nel girone valido per le qualificazioni al campionato europeo.

Gigi Riva in Nazionale

Prima di allora si frattura il perone durante un’amichevole con il Portogallo. Dal ’67 al ’70 segna 21 reti in 22 partite laureandosi campione d’Europa nel ’68 e vice campione del mondo nel ’70. Abbandonato il calcio giocato Gigi Riva si è distinto anche nel sociale e a livello mediatico, diventando un emblema e un simbolo per l’intera Sardegna da cui non ha mai voluto allontanarsi. Ha promosso, fondando una scuola calcio, l’attività calcistica tra i giovani e nella stagione ‘86-’87 è diventato per pochi mesi presidente del Cagliari dove tutt’ora vive.

Nel ’90 ha iniziato la sua attività con la Figc al seguito della nazionale, prima come accompagnatore e poi come team manager carica ricoperta fino al 2013. Gigi Riva un mito vivente. Miglior realizzatore di sempre della nazionale italiana, del Cagliari in serie A e nelle coppe europee, uno dei sei giocatori ad aver realizzato quattro reti con la nazionale in una sola partita e uno dei cinque ad aver vinto nella medesima stagione la classifica dei marcatori sia in Serie A che in Coppa Italia. Gigi Riva una bandiera che sventola ancora alta nel cielo intrisa di storia. Una storia irripetibile nel calcio di oggi.

Dario Barattin