Quei vichinghi che stupirono negli anni Novanta
Set 18, 2019

Fondato in un sobborgo della città norvegese di Trondheim nel 1917, il Rosenborg ha rappresentato la squadra di punta del calcio norvegese negli ultimi anni. Capace di vincere tredici titoli nazionali di fila, tra il 1991 e il 2004, il Rosenborg mise in mostra un gioco offensivo che portò la squadra alla ribalta europea, conseguendo i migliori risultati che una squadra di club norvegese abbia raggiunto. Alla guida tecnica, per la maggior parte delle stagioni vincenti, Nils Arne Eggen. Per 8 volte di fila partecipò alla Champions League, con un bilancio complessivo di 11 gettoni di presenza in 13 anni (tra il 1995 e il 2007). Solo il Manchester United è poi riuscito a far meglio.

Nils Arne Eggen, al Rosenborg da giocatore prima e da allenatore poi per ben sei decenni diversi, tra gli anni 1960 e gli anni 2010

Contemporaneamente, anche la Nazionale norvegese, arricchita dei giocatori del Rosenborg, in quell’arco di tempo guadagnò l’accesso ai Mondiali per ben due volte nel decennio: nel 1994 quando incontrò sul proprio cammino la Nazionale italiana guidata da Sacchi, nella celebre partita della sostituzione di Baggio (finì 1-0, rete dell’altro Baggio, Dino) e nel 1998, quando raccolse una storica vittoria per 2-1 contro il Brasile, prima di cedere nuovamente all’Italia nel turno successivo (1-0, rete di Bobo Vieri). L’unica altra partecipazione ad un Mondiale della Norvegia, risale al lontano 1938.

Anche in questo caso, l’eliminazione avvenne ad opera dell’Italia che avrebbe poi vinto il titolo, con una sconfitta per 2-1.
Dalle fila del Rosenborg, provennero Leonhardsen, Ola By Rise, Løken e Strand nel 1994; Jacobsen, Heggem, Hoftun e ancora Strand nel 1998.

La formazione che superò il Milan a San Siro, ottenendo così la qualificazione ai quarti di finale della Champions League 1996-’97, tuttora il miglior piazzamento raggiunto dal Rosenborg in campo internazionale.

Tra le vittorie di spicco, nel periodo di maggior prestigio europeo, spicca il successo ottenuto in Champions League a San Siro contro il secondo Milan di Sacchi (subentrato due giorni prima a Tabarez) , il 4 dicembre 1996, che valse il passaggio del turno ai norvegesi e l’eliminazione ai rossoneri. Un gol di Brattbakk, inizialmente pareggiato dal francese Dugarry e un affondo vincente di Heggem, valsero ai norvegesi la storica qualificazione al turno successivo, dove però frenarono il proprio slancio al cospetto della Juventus di Lippi (che avrebbe poi ceduto in finale al Borussia Dortmund). Una serata finita in contestazione per il Milan e probabilmente rimasta nella memoria dei protagonisti dell’epoca.

Bent Skammelsrud, uno dei simboli del calcio norvegese

Da Maldini a Baresi, da Baggio a Savicevic, il tabellino, riporta impietosamente i nomi dei giocatori rossoneri che quel giorno furono costretti ad arrendersi all’impeto dei “bambini dei Troll” scandinavi.

Harald Martin Brattbakk dopo la vittoria contro il Real Madrid

Il Rosenborg seppe comunque farsi rispettare anche in ambito europeo, durante il proprio periodo d’oro. Anche se, a conti fatti, forse avrebbe potuto raccogliere qualcosa in più.

Ma se oggi il calcio norvegese ha acquisito una maggior considerazione internazionale, sicuramente si deve a quanto il Rosenborg ha saputo mostrare.

Paolo Chichierchia

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