Non è solo il racconto della storia di un calciatore, della sua carriera professionale e dei suoi goal. È molto di più. È la storia di un uomo, della sua vita, della sua adolescenza, della sua città, della sua famiglia e dei suoi affetti. Si tratta del libro, pubblicato da “Titani Editori”, dal titolo “C’era un ragazzo che come me” che porta la firma di Fausto Silipo.

Silipo con il Catanzaro

Classe 1949, catanzarese. A livello professionistico ha vestito le maglie di tre gloriose società: Genoa, Palermo, e soprattutto  dell’amata squadra giallorossa.  Silipo, oggi allenatore con la passione della musica, ha voluto consegnare alle pagine di un libro i tanti ricordi legati alla sua città e alla sua squadra.

Con Pelè

Quando si parla del Catanzaro di ieri, quello che ha scritto pagine importanti della storia sportiva, il riferimento non può non essere ad alcuni nomi tra cui spicca quello di Fausto Silipo. Proprio lui ha disputato un campionato brillante diventando uno dei fautori della promozione in serie A.

Con Gianni Bui del Torino

Da allora Silipo, ancora giovanissimo, aveva solo vent’anni, ha iniziato la sua carriera calcistica sempre in crescendo, e rappresenta, come pochi altri, un esempio di corretteza, lealtà, rispetto e attaccamento alla maglia.

L’obiettivo di questo libro non è quello di suscitare sentimenti di nostalgia bensì di far riaffiorare il ricordo di personaggi che ci hanno insegnato che il calcio è soprattutto impegno e sani valori.

La classe di Silipo, soprattutto nello stacco di testa

A parlare più approfonditamente del volume l’editore Colao. “Il libro è nato dopo che io e Silipo ci siamo ritrovati, prima telefonicamente – ha affermato –  e poi incontrati a Roma, quando mi ha fatto leggere due sue poesie. Ho avuto la conferma che non avevo di fronte il classico calciatore, quello che vive di pane e pallone. Ha un animo sensibile e una grande interiorità oltre all’indiscussa capacità sportiva”.

Fausto Silipo nel Palermo

Si tratta del racconto di un ragazzo nato a Catanzaro, proveniente da una famiglia modesta, che ha incontrato tante difficoltà per affermarsi, ma che non ha mai smesso di crederci fino a quando è riuscito ad emergere. Un racconto dal quale emerge un Silipo “inedito”, quello che, chi ha avuto modo di osservarlo dagli spalti non ha potuto scoprire. In un centinaio di pagine arricchite da materiale fotografico l’autore è riuscito anche a raccontare un vissuto appartenuto a tutti i catanzaresi. Oltre al calcio c’è spazio per le tradizioni e per il processo di avanzamento civile e sociale della città. Un passato rammentato attraverso alcuni episodi salienti, come quello della grande festa in piazza Grimaldi per la promozione in serie A.

Nel Genoa

Nessuno all’epoca credeva che quella squadretta del presidente Ceravolo, che aveva un acume particolare nella scelta dei giocatori, potesse arrivare nella massima serie. Determinante è stato il buon gioco.  

Claudio Ranieri, che del libro ha visto la nascita assistendo alla sua stesura passo dopo passo, ha definito Silipo un giocatore “anomalo”  a cui è sempre appartenuta una vena artistica espressa attraverso i disegno, la scrittura e il canto. Infine lo stesso Silipo spiega il motivo per cui ha dato al libro un titolo che riprende l’incipit di una canzone di Gianni Morandi: “Si tratta dello stesso pezzo che accompagnava le trasferte in pullman di quel Catanzaro che non si può dimenticare”.

Rosita Mercatante

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Le fotografie sono tratte da “Catanzaronelpallone” e fanno parte dell’archivio di Enzo Minicelli