«Con questo lavoro, che vuole essere una sorta di incrocio tra un diario, un registro e la famosa raccolta di figurine della Panini Modena, ho voluto mettere su carta ricordi e impressioni, personaggi e fatti di una fase indimenticabile e (forse) irripetibile della storia calcistica di Sorso, in quanto nulla esiste a tutt’oggi che possa descrivere e raccontare in maniera esaustiva alle ultime generazioni e a quel future, le gesta e le imprese di ciò che la città di Sorso è stata ed ha rappresentato nel panorama del football sardo e non solo».

Già nelle prime righe della sua introduzione Antonello Conti spiega i motivi che lo hanno spinto a raccogliere in uno splendido volume (edizione La Grafica, progetto di Juri Masoni) i primi 60 anni della storia calcistica del Sorso. Il libro è una miniera di ricordi, di immagini e di date che hanno il pallone come comune denominatore ma che finiscono per dare uno spaccato di un’epoca che non c’è più e dei suoi mille piccoli eroi.

L’autore ha vestito per 10 anni la maglia biancoceleste del Sorso e non vuole arrendesi al declino «perchè il calcio, senza Sorso, è come il jazz senza Charlie Parker…» .

Anno 1943, un’amichevole contro una selezione dell’Inghilterra


Il vecchio stadio “Madau”

In passato il Sorso, in provincia di Sassari, ha militato per nove anni complessivi nel campionato Interregionale, con la storica promozione nell’annata 1984-’85 in Serie C2, mantenendola per quattro anni consecutivi culminati con la retrocessione e ripartenza dalla Promozione per dissesto finanziario.


Il tifo del Sorso negli anni d’oro

Attualmente il gruppo principale della tifoseria del Sorso sono i Nuovi Lions, nati nel febbraio 2016 per ricreare il fantastico clima che si respirava a Sorso nelle partite casalinghe, prima nel vecchio impianto “Madau” e successivamente ai tempi della C2 alla Piramide. Non fanno mai mancare alla squadra la loro presenza anche in trasferta, sono da considerare parte importante della rinascita calcistica del Sorso. Portano avanti con grande orgoglio una importante amicizia con gli Ultras del Sassuolo Calcio. Le rivalità più accese sono con il Sennori, Ilvamaddalena e Nuorese.

Amarildo all’arrivo a Sorso

A dar ancor più lustro alla storia del Sorso fu l’ingaggio dal 1981 al 1983 come allenatore, il Campione del Mondo del ’62 Amarildo Tavares da Silveira.

La celebrazione dei favolosi anni Ottanta


Amarildo Tavares da Silveira, noto semplicemente come Amarildo, attaccante, è stato campione del mondo con il Brasile di Pelè nel 1962 in Cile. In Italia ha giocato nel Milan, nella Fiorenti a e nella Roma. in maglia viola ha vinto lo scudetto al termine della stagione 1968-’69.

Amarildo e Pelè

Era un attaccante di piccola statura, da cui il soprannome di Garoto (“ragazzo”), ma dotato di grande fantasia e tecnica cristallina.

Aarildo durante

Ciò nonostante, la sua indubbia classe venne più volte offuscata in campo da un carattere fin troppo esuberante se non, nei casi peggiori, fumantino e litigioso: personaggio che non disdegnava il buttarla in rissa onde risolvere i violenti screzi con gli avversari, nel solo campionato italiano raccolse 10 espulsioni[ e 32 giornate totali di squalifica, risultando, al pari di Omar Sívori, il calciatore non difensivo con più cartellini rossi all’attivo nonché uno dei più sanzionati in assoluto.

Dall’album dei ricordi del Sorso

Appena chiusa l’attività agonistica intraprese la carriera in panchina, allenando inizialmente le giovanili di Fiorentina e Botafogo. Nel 1981 arrivò la prima chiamata alla guida di una prima squadra, da parte dei sardi del Sorso, dove rimase per un biennio; seguirono tre anni ai tunisini dell’Espérance con cui vinse campionato e coppa nazionale, che rimarranno i suoi unici trofei in panchina. Dopo essere tornato nella stagione 1987-’88 a Firenze, stavolta sponda Rondinella, tra la fine degli anni 1980 e l’inizio degli anni 1990 chiuse la carriera nelle serie minori italiane guidando Turris e Pontedera, esperienze inframezzate da un ritorno alla Fiorentina nell’annata 1990-’91 come vice del connazionale Sebastião Lazaroni.

Un undici del Sorso sul campo in terra battuta del “Madau”

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Per la stagione 2011-’12 la Romangia Sorso, militante in Prima Categoria regionale, decide di far rivivere il glorioso Sorso Calcio cambiando la sua denominazione in Sorso 1930, riprendendone così il suo corso.

Un undici romangino nella stagione 1982-’83

Nel 2015 -’16 si classifica seconda nel campionato guadagnando così l’accesso alla “Coppa Promozione” per i ripescaggi in Eccellenza, venendo sconfitta dal Bosa con i risultati di 0-0 a Sorso e 2-0 in trasferta. Nella stagione 2016-’17 si classifica terza nel campionato guadagnando ancora l’accesso alla “Coppa Promozione” per i ripescaggi in Eccellenza, vincendo prima la semifinale con il Porto Rotondo per 0-2, poi perdendo per 1-0 la finale con il Guspini-Terralba.

Gli anni della C2

La sconfitta risulta comunque indolore poiché la squadra romangina viene ripescata nella massima competizione regionale, guadagnando l’accesso al campionato di Eccellenza per la prima volta nella propria storia. La stagione 2017-’18 in Eccellenza viene conclusa con i playoff regionali.

La storia del Sorso attraverso le foto