La prima squadra di calcio di cui si ha notizia ad Aosta fu la sezione football dell’Augusta Praetoria, creata nel 1908 e scioltasi nel 1910. Nel 1911, invece, sorse la prima costituzione dell’Unione Sportiva Aosta, l’Augusta Praetoria Sport, che terminò di esistere con la Prima guerra mondiale. Il club seguente fu quello del Gruppo Sportivo Ansaldo, istituito nel 1919 e affiliatosi alla Confederazione Calcistica Italiana, ma anche questa ebbe vita breve.

La tribuna dello stadio “Puchoz”

Dal punto di vista strettamente legale, sia l’Augusta Praetoria Sport sia il Gruppo Sportivo Ansaldo non avevano alcun legame con la successiva Unione Sportiva; tuttavia la continuità storica fra le compagini è sempre stata rivendicata dai valdostani.

L’Aosta Sport Club, nato nel 1925, si affiliò alla Figc nel 1927. Si tratta dello stesso Aosta che nel 1929 si riaffiliò alla Federazione e al Direttorio Regionale Piemontese come Associazione Calcio Aosta, denominazione poi cambiata in Associazione Sportiva Aosta.

La prima categoria importante dell’Aosta venne raggiunta nel 1941 quando conquistò la promozione a un campionato di Serie C. La permanenza in questa categoria continuò anche dopo la guerra, quando la denominazione fu cambiata in Unione Sportiva Aosta in segno di discontinuità col periodo fascista.

Dopo il primo allenatore della squadra, lo juventino Giuseppe Domenico Donna, Angelo Tabanelli fu impegnato nel campionato piemontese di Terza Divisione della stagione 1929-‘30.

Nella stagione successiva opera al suo posto Raffaele Tognoni, il primo allenatore ad essere anche direttore tecnico, mentre nella stagione 1934-‘35 viene affiancato a Francesco Mattuteia il primo allenatore in seconda, Othmar Freppaz.

Una formazione dell’Aosta 1953-’54

Con il passaggio dalla Seconda alla Divisione piemontese, Mattuteia divenne il decano degli allenatori in rossonero (dal 1933 al 1939) per poi diventare allenatore in seconda negli anni ’50 e ’60. Nella stagione 1939-‘40 era passato nell’altra squadra valdostana esistente in 1ª Divisione, ovvero il Dopolavoro Aziendale Cogne-Valdigna, fondato dai minatori che lavoravano a La Thuile e Morgex. Proprio in quel campionato di Prima Divisione sono questi ultimi a sopravanzare i rossoneri (ancora con maglie a strisce verticali) come nella stagione precedente, nella quale si erano aggiudicati entrambi i derby. Nel biennio 1939-‘40 e 1940-‘41, nel quale l’Aosta torna ad essere protagonista in ambito regionale, Vincenzo Bianchi, già buon atleta anche in altre discipline tra le quali la ginnastica, spicca fra i migliori giocatori della squadra, mentre nel settembre 1941 la stessa, dopo essersi classificata al secondo posto dopo gli spareggi per la promozione in Serie C, viene promossa in Serie C 1941-‘42.

Un undici dell’Aosta nel 1976: uno squadrone! Campanile, Gambero, Da Canal, Pernettaz, Bordetto, Schettino, Barbero, Furlan, Centola, Ceretto, Battistoni. Speriamo di aver ricordato bene… Se abbiamo sbagliato qualche nome chiediamo venia, è passato qualche annetto…

Il nuovo presidente Raffaele Tognoni, già direttore tecnico e allenatore dal 1931 al 1933 ed il suo vice Giacomo Gallavrese assumono in qualità di allenatore Mario Malatesta, già giocatore in Serie A col Liguria. Il campionato, che vedeva allineate le squadre di tre regioni (Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta), venne vinto dal Cuneo con 50 punti, mentre l’Aosta con 21 si salvò classificandosi al 13º posto. Nel successivo campionato 1942-‘43, vinto dalla Biellese con 37 punti davanti a Pro Vercelli (30) e Cuneo (28) l’Aosta si classificò al nono posto. La prima maglia rossonera con due bande, risale al campionato di Prima Divisione 1940-‘41.

L’intensificarsi della guerra portava all’inattività per le stagioni 1943-‘44 e 1944-‘45. A ostilità terminate, la società si riaffiliava alla Figc con denominazione U.S. Aosta, denominazione rimasta invariata fino allo scioglimento avvenuto nel campionato di Promozione 1997-‘98 per mancanza di mezzi finanziari e debiti contratti con i fornitori.

Amarcord Aosta Calcio

La prima commissione tecnica è della stagione 1948-‘49 con Giovanni Marchese, Giacomo Gallavrese, Atair Bosonetto in sostituzione a metà campionato dell’allenatore Vittorio Faroppa.

Dopo la retrocessione dai campionali di Serie C nel 1948 con allenatori Pino Casana in carica nel 1945-46 seguito da Mario Pagliano 1946-‘47 e Giovanni Berrone nel 1947-‘48, l’ultimo salto in C, sotto la guida di Gino Rossetti giunse nel 1951 e durò per la sola stagione 1951-‘52 con l’ungherese János Neu (che si faceva chiamare Giovanni), poi allenatore vincente con la Pro Vercelli in IV Serie 1954-‘55.

In quel periodo elemento di spicco della squadra fu Dal Monte II (Giorgio Dal Monte), centravanti proveniente dal settore giovanile il quale, esordiente a 16 anni, arrivò ad essere cannoniere nelle stagioni 1949-‘50 (32 reti) e 1950-‘51 (30 reti), per poi essere ceduto al Genoa nel 1952 per appianare tutti i debiti societari

Nelle stagioni 1959-‘60, 1960-‘61 e 1961-‘62 l’U.S. Aosta partecipa al campionato di Serie D. Seguì la retrocessione in Prima Categoria Piemontese 1962-‘63.

I gradoni dello stadio “Puchoz”

Le altre partecipazioni alla D (quarto livello nazionale) alla fine degli anni ’70 derivarono dalle vittorie dei campionati di Promozione ottenute negli anni 1968-‘69, 1973-‘74 e 1976-‘77 e non da ripescaggi federali. Purtroppo seguite da quasi immediate retrocessioni in Promozione, evidenziando l’incapacità di reggere il confronto fuori dai confini piemontesi.

A partire dal 1977-‘78 la squadra rimase stabilmente nel campionato di Serie D.

Da un punto di vista gestionale, vi furono delle forti difficoltà economiche, A queste stagioni seguì un periodo di salvezze in extremis (nei campionati 1985-‘86 e 1986-‘87) fino alla retrocessione in Promozione nella stagione 1987-‘88, mentre era presidente Emilio Bertona, diesse Silvano Russo.

La società venne ripescata nell’Interregionale per la stagione 1988-‘89. Rinominata in Aosta-Leasing, dal nome dello sponsor, si ricostituì anche la tifoseria che dai cento tifosi scarsi del giugno 1988 raggiunse le 3800 presenze nella gara decisiva con il Corbetta e le 4.000 unità nello spareggio con il Brescello. Nel 1990-‘91 la squadra conquistò per la prima ed unica volta la promozione in Serie C2 professionisti nonché il titolo di vicecampione d’Italia Interregionale battendo il Cerveteri Roma (2-1), la Pistoiese (1-6) e cedendo in finale davanti al Matera (1-0).

Nella stagione 1991-‘92, la prima in serie C2, si salvò arrivando al tredicesimo posto con 36 punti.

Nel successivo campionato 1992-‘93 la squadra riuscì ancora ed evitare la retrocessione terminando al quart’ultimo posto della classifica.

Nel 1993-‘94 con allenatore Marco Taffi, la società retrocedette dalla C2 perdendo ai rigori lo spareggio ai play-out del 26 giugno 1994 con il Trento. Nel 1994-‘95 la squadra venne ripescata per meriti sportivi, ma il forte indebitamento ed il cambio di tre allenatori durante la stagione (Marco Taffi, Giuliano Ciravegna ed infine Ferruccio Mazzola) la portarono alla retrocessione.

Ferruccio Mazzola assunse quindi il ruolo di direttore sportivo prima e di direttore generale poi, ma senza riuscire a superare le persistenti difficoltà economiche, che erano state acuite da temerarie operazioni tecniche e finanziarie. La squadra non rimase nel Campionato Nazionale Dilettanti, a cui la società non era più in grado di iscriversi, finendo quindi per giocare in Eccellenza nel 1996-‘97 e poi in Promozione nel 1997-‘98, fino alla definitiva chiusura per mancato pagamento dei debiti nel 1998, mentre era presidente Massimo Pavan.